di Flora Bonaccorso

MISTERBIANCO – Lo spirito di collaborazione tra il governo regionale e l’amministrazione comunale, a Misterbianco (Catania) è messo alla prova delle critiche dei residenti, alcuni dei quali hanno pensato bene di costituirsi spontaneamente in comitati civici incontrando la solidarietà della vicina comunità di Motta Santa Anastasia.
Le scelte del presidente Crocetta suonano all’opinione pubblica come una “bomba ecologica” lanciata dal Palazzo sulla cittadina di Misterbianco, commerciale per vocazione, che il sindaco, Nino Di Guardo dell’area politica del PD, sembra mal sopportare. In attesa del prossimo confronto con i dirigenti regionali, il primo cittadino ha denunciato alla stampa l’aspetto più controverso dell’ordinanza del presidente della Regione, lasciando tuttavia tiepidi i comitati civici che sposano in pieno le indicazioni fornite dall’Università di Palermo e annunciano “che coinvolgeremo la Procura della Repubblica ed il prefetto per accertare che quanti preposti alle responsabilità di legge (e da tempo allertati nelle sedi proprie) rispondano di ogni tipo di condotta, compresa quella omissiva, e non escludiamo che possano attuarsi ulteriori eclatanti azioni di protesta già nei prossimi giorni”.
Facciamo un passo indietro verso l’antefatto. A 500 metri dal centro abitato di Misterbianco ci si imbatte nella discarica di proprietà, in base a quanto appreso, dell’Oikos Spa. Anche questa struttura starebbe sopperendo al regime di emergenza in cui è caduta la Sicilia per effetto di sequestri preventivi e diffide a discariche che insistono nelle aree di Catania, Messina e Palermo. L’opinione pubblica di Misterbianco e Motta Santa Anastasia teme che l’ordinanza regionale produca l’effetto di una “bomba ecologica” stante che autorizza “al trattamento della totalità della frazione umida per un tempo inferiore a quello necessario a consentire la completa stabilizzazione di quest’ultima”; presupponendo che la deroga garantisca comunque “un accettabile grado di tutela ambientale e il contenimento delle emissioni di sostanze inquinanti volatili”.
L’ordinanza discende dalla strategia regionale di adottare “misure straordinarie di utilizzo dell’impiantistica esistente per la celere realizzazione ed attivazione di un sistema impiantistico adeguato”.
Ma sino a che punto può essere giustificata, se in gioco c’è la salute di un’intera comunità?

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