di Martina Strano

MILANO – Un’estate dai colori tenui e delicati per Sportmax che abbandona i classici colori accesi tipici della stagione calda, per rifugiarsi probabilmente nelle atmosfere, nei paesaggi, nelle spiagge dell’Europa del nord. Modelli semplici, capi sobri e raffinati, adatti ad ogni occasione, per una donna acqua e sapone. Molti tubini, maglie utilizzate sopra le gonne longuette, capi che ricordano gli orientali kimono; tra i colori primeggiano il verde marcio, il bianco, il nero e qualche accenno di arancione. Tra gli accessori troviamo grandi occhiali da sole, morbide cinture, maxi borse in pelle e sandali con zeppa alla schiava o con fasce incrociate sul collo del piede.

Foto milanomodadonna.it

Ancora fiori e foglie, per gli abiti Blumarine di Anna Molinari. Come una ninfa, la donna Blumarine indossa per la primavera/estate 2015 tessuti molto leggeri, quasi trasparenti, delicati, che accompagnano il movimento del suo corpo. Molto rosa, bianco, verde malva, azzurro, blu e anche nero. Casacche, mini skirt insieme a leggere camicie bianche, long dress o tubini total white, cappottini anni 60 con maxi colletti o giacchini scamosciati, fiori ricamati rigorosamente a mano applicati sugli abiti di tulle. Gonne a ruota da indossare con sandali privi di tacchi. Una donna romantica, “in fiore” che non rinuncia alla sua sensualità.

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Giamba, la seconda linea di Giambattista Valli, stilista romano-parigino, debutta a Milano con capi anni 60 e 70 dallo spirito romantico. Una donna ancora ragazzina, quasi un’adolescente, che indossa vestitini floreali, completi in denim, mini shorts, gonne a trapezio, macramé, trasparenze eleganti e non volgari, collant bianchi o neri e con pois, sandali dal tacco alto, abiti in pelliccia sintetica, stampe liberty.

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Una collezione luminosa per la maison fiorentina Ermanno Scervino. Forme anni 50 e gonne aperte dai tessuti ricchi di lavorazioni, maglieria a intreccio e a rete, pavé di Swarovski sul pizzo, abiti scultura in rafia. Per la sera bellissimi long dress luccicanti.

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Fiori e découpage per la donna Missoni vagamente hyppie. Abiti leggeri colorati con tutte le sfumature di albe e tramonti, dall’ecru al rosa pallido, fino ai verdi e all’azzurro mare. Immense tuniche, volumi ampi, camicie uomo, gonne-pantalone, long dress, trench a trapezio, in testa un turbante.

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Intrecci, applicazioni, disegni fatti di centinaia di microcristalli su abiti squadrati. Marco De Vincenzo mette ancora una volta al centro del suo interesse il tessuto. Lana leggera a quadri con tasselli di frange in movimento per gonne, tailleur e soprabiti. Il damier diventa 3d, fourreau aderenti, pelle intrecciata.

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Donna squaw per Etro. La terra dei Navajo è il contesto in cui nasce la collezione disegnata da Veronica Etro. Una donna viaggiatrice che indossa caftani, abiti sottoveste dal tessuto fluttuante con gilet di nappa sfrangiata o poncho, shorts, camicie morbide. Denim, lino, cotone, dai colori tenui. Tante collane che ricordano gli scacciapensieri, borse a tracolla e stivali da indiana Pocahontas.

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Materiali hi-tech, colori, una moda giovane, allegra, ironica per Alexis Martial direttore creativo della linea donna di Iceberg. Un’esplosione di colori per le prime uscite in passerella in una location resa arida dai neon ricca di piante grasse che ricordano la California: blu, bianco, nero, rosso, rosa, microstampe. E proseguendo i colori diventano sempre più ricchi, dall’arancio fluo al fucsia per accessori da spiaggia come borse a secchiello e maxi occhiali da sole, oltre che abiti in chiffon, minidress e giacche. Shorts a vita alta, minidress con la vita segnata da cinture, tacchi alti, camicie patchwork, mentre sugli abiti e le gonne di chiffon troviamo stickers attacca-stacca glitterati.

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Ancora una volta Alessandra Facchinetti per la sua collezione Tod’s parte da un racconto italiano, con il padiglione del PAC, Padiglione d’arte contemporanea di via Palestro, trasformato in un lussureggiante giardino all’italiana. Una donna urbana, uno studio attento attorno al Gommino, icona della maison. Corpetti di pelle con PVC, abiti di pelle traforata, bianco panna con inserti di bianco ottico, abiti corti, chiodo di pelle bianca con le toppe al gomito che riprendono i pallini delle suole delle scarpe del marchio, bracciali design, i pijama di seta stampata, gonne a portafoglio in pelle, completi in denim con tasche di rettile, il nuovo secchiello funny, camicie Oxford che diventano abiti, applicazioni di fiori di pelle.

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Grande debutto per Stefania Bandiera direttore creativo di Les Copains. Una collezione ricercata, uno sportswear femminile e raffinato con preziosi intarsi di jaquard e intagli. Inserti in pelle, foglie ricamate e originali greche su maglioncini contemporanei e corti indossati con pantaloni morbidi e vestibili o su gonne di tulle, abiti lunghi in maglia. I colori spaziano dal bianco al nero, attraversando anche il sabbia, l’ambra e il verde.

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La donna Versace cambia, non guarda al passato, non è più segnata dalla sua tradizionale sensualità aggressiva: è sofisticata, femminile, sensuale, ma sempre fresca. Una collezione semplificata rispetto al passato. Tailleur indossato con il blazer nero, gonna lunga con spacco laterale e top corto, felpa in jersey, giacche sartoriali, abiti di maglia, giubbotto di pelle bianco lavorato a motivo di catene. Per la sera gli abiti si accorciano, con inserti di organza trasparenti o tagliati sul corpo da greche, in maglia metallica arricchita da Swarosky.

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Per Aigner abiti versatili, adatti ad ogni occasione, dal giorno alla sera, perfetti per la donna di oggi. Abiti molto femminili, dalle linee morbide, che guardano al passato, alla tradizione del brand, rivisitati però con nuovi dettagli e nuovi materiali.

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Un viaggio attraverso i fondali marini, un evento spettacolare per la sfilata Philipp Plein: una passerella di ben 65 metri, proiezioni si immagini tridimensionali di squali, coralli, meduse, pesci su unna roccia. Una collezione dai tagli anni 50 con gonne lunghe indossate con sneakers, abitini a righe, colori forti accompagnati dal bianco o dal nero, corpetti e tantissimi Skarovski e borchie.

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Martina Strano

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