Fashion week p/e 2016, le prime novità per la prossima stagione

Moda, Fashion week p/e 2016, ecco le prime tendenze

di Martina Strano

MILANO – La fashion week primavera/estate 2016 si apre a Milano con la passerella di Chicca Lualdi. Una collezione geometrica e molto femminile che rievoca gli anni 60 con i suoi colori pastello, dunque tanto rosa, azzurro, corallo, giallo e bianco. La designer trae ispirazione da Gio’ Ponti, dal suo design e le pavimentazioni realizzate con grafiche e geometrie di colori che diventano così un modello per ricami e applicazioni. Una donna sporty chic, molto femminile con le sue gonne midi, le camice bon ton, abiti a trapezio, spolverini, sacchi in juta e shorts. Ai piedi le sneakers in pelle e camoscio o in un mix di tessuti.

Tendenze anni 80 e art déco per Genny. Una donna romantica e sofisticata, che indossa maglie leggere, camice in seta leggerissima e tuniche che lasciano scoperte le spalle, ma decisa allo stesso tempo, come notiamo dagli abiti lunghi con profondi spacchi, dagli inserti metallici, dalle lavorazioni tridimensionali e dalle giacche squadrate senza collo. L’art director Sara Cavazza Facchini lancia un messaggio a favore di una moda sostenibile attraverso un video-messaggio, ponendo l’accento sul rispetto per l’ambiente e le condizioni spesso troppo dure di lavoro. Tra i colori prevalgono senz’altro il bianco deciso, l’oro e l’argento. Ai piedi sandali e tronchetti, mentre la borsa si trasforma in clutch.

Una donna metropolitana, sicura di sé, dalla silhouette allungata per Simonetta Ravizza. Il caos della metropoli, uno stile di vita accelerato non possono non richiedere una moda comoda, pratica. Ma la stilista non rinuncia alla sensualità, alla femminilità. I vestiti sono ampi, lunghi o corti al ginocchio, tailleur morbidi, giacche e camice dal taglio a kimono, vestiti in trasparenza. La donna metropolitana è in total black o total white, con qualche accenno di fucsia, marone e arancione. Su tutto dominano la pelle e la pelliccia.

La moda è arte, creatività, ma è anche espressione delle proprie idee politiche, sociali, culturali. E così la stilista haitiana Stella Jean si schiera dalla parte dei migranti. La passerella si apre con un video- documentario. «L’identità di ogni migrante appartiene alla storia personale di ogni famiglia. Tuttavia sembra che molti di noi abbiano una memoria corta», questa la frase di apertura. A seguire le immagini di personaggi celebri, anch’essi migranti: Henry Kissinger, Victor Hugo, Sigmund Freud, Pierre Cardin, Albert Einstein, Bertolt Brecht, Joseph Pulitzer, Pablo Neruda. Una collezione che è racconto dei movimenti dei migranti italiani e non solo. Un viaggio che parte dall’Italia, per la usa abilità sartoriale, e prosegue per il Sud America attraversando Brasile e Argentina con volant di rafia e gonnelloni etnici. Incontriamo poi le Ande con il porte-enfant che si trasforma in mantella, i colli ricamati, le casacche rigate e le gonne ad anfora. Il Nord America è caratterizzato infine da bomber college e camice da cowboy. I movimenti migratori italiani odierni ci portano invece a Londra. Ecco quindi trench e camice da uomo. In passerella anche costumi da bagno, interi o due pezzi. Tra gli accessori, le visiere, tantissime clutch e borse a mano con fantasia a quadri. Ai piedi sandali con tacco o flat.

Il direttore creativo di Les Copains Stefania Bandiera ha tratto ispirazione da una nouvelle Madama Butterfly. Una donna esotica e sportiva per la primavera estate 2016. L’attenzione è rivolta verso la maglieria con lavorazioni tridimensionali, che rimandano agli origami tipici della cultura orientale. Gli abiti sono eleganti con ricami di uccelli esotici, peonie, azalee e camelie. Abiti peplum, micro top, mini dress, gonne a ruota o a tubino, shorts e pantaloni. Per le scarpe la parola d’ordine è stivali: dal modello gladiatore ai modelli più semplici.

Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi per Fay hanno pensato ad una donna figlia dei fiori. Protagonista è il paisley, tendenza anni 70, che ritroviamo nell’iconica field jacket Victoria per un incontro tra India e Inghilterra. In passerella sfilano bluse in voile di cotone, pantalone in tela denim di cotone con ricamo in pizzo macramé, trench, minigonne con ricami in camoscio, cappottini in cotone denim. Anche negli accessori ritroviamo il paisley, come nella borsa in tela abbinata a pelli di cervo e camoscio, mentre per le calzature sandali traforati all’inglese e stivaletti ricamati.

Per Gucci è il momento dei cambiamenti. La nuova collezione di Alessandro Michele è l’apoteosi del colore e delle decorazioni. Una collezione che parla anche di tenerezza, di sentimenti, come espresso dal dettaglio del fiocchetto di canneté annodato sulla borsa o dai guantini e dalla catenella agli occhiali. Dettagli che parlano del personaggio di Madeleine de Scudery autrice de “La carte de tendre”, una carta della tenerezza, pubblicato nel 1654. Uomo e donna condividono i pantaloni di raso con motivi cinesi e i mocassini adatti ad ogni occasione. Tante le trasparenze e i capi leggeri, in contrasto alle stampe dai colori forti di serpenti, tigri, coccinelle, uccelli tropicali, api. È la rivoluzione della tenerezza fatta di camice con fiocco e volant.

Con Alberta Ferretti ci trasferiamo nel deserto, tra le dune. La donna è dunque etnica ma sensuale come le donne del deserto. Gli abiti sono leggeri, impalpabili. I colori spaziano dal marrone al beige cammello fino al giallo sole. Abiti da giorno e da sera realizzati con intarsi di pizzo e tulle, di camoscio e chiffon. Shorts traforati, tuniche di San Gallo, culottes di lino e bluse di chiffon. Al collo lunghe collane con anelli d’oro e orecchini pendenti, sulle spalle zaini in camoscio.

Un ritorno agli anni 90 per N. 21 di Alessandro Dell’Acqua che si è lasciato ispirare dalla fotografa friulana Tina Modotti e quello di Corinne Day, autrice dei primi scatti di Kate Moss negli anni 90. Le t-shirt sono così indossate sotto abiti sottoveste, le gonne hanno il taglio sul fianco, le tuniche sono lunghe. Abbiamo poi abiti cady, gonne di tela con camicia di crêpe de Chine, tute di popeline, abiti macramé nei colori pastello. Le scarpe sono alte e basse, decorate con frange, nappe e piume, da indossare con i calzettoni di cotone.

Il siciliano Fausto Puglisi immagina una donna seducente, femminile, elegante e sempre glamour. Ancora una volta, fonte d’ispirazione è la sua terra, la Sicilia insieme alle statue greche. Ecco quindi abiti tunica, abiti stile impero con drappeggi, tessuti leggerissimi e ricami dorati realizzati con conchiglie. I clori spaziano dalle tonalità metalliche, forti e decise, fino ai colori pastello.

Anche Francesco Scognamiglio non dimentica le sue origini e dedica questa collezione alla sua città, Napoli. Una donna femminile e sensuale che non cela nulla, che indossa abiti trasparenti o romantiche guarnizioni, soprabiti corposi e molto ampi, scolli vertiginosi e gambe coperte solo da cortissimi pantaloncini.

Forte, grintosa, rock e glam la donna di Philipp Plein. La sfilata di Philip Plein si conferma essere un evento più che atteso. Musicisti-robot, il rock di Courtney Love per un evento il cui allestimento ha richiesto ben quattro giorni, modelle cyborg su un nastro trasportatore. La donna futuristica Philipp Plein mostra le gambe, non rinuncia alle ampie scollature, svela il suo corpo con trasparente e velature. Tantissimi i capi in pelle, leggins, jeans strappati, giubbotti borchiati e occhiali da aviatore. Una moda aggressive ma a tratti anche molto femminile con completi sartoriali con dettagli glitterati.

 

Martina Strano

 

 

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