Moda, “Hanami” l’ispirazione giapponese di Manuela Indaco

di Martina Strano

CATANIA – Occhi verdi, quasi trasparenti, capelli nero corvino ed uno sguardo in cui si possono leggere da subito tutti i sogni e le speranze per il futuro: lei è Manuale Indaco, giovane stilista, neo diplomata all’Harim Accademia Euromediterranea. La moda è un sogno che per tanti anni è rimasto chiuso nel cassetto, ma dopo l’accademia Manuela ha solo uno scopo: riuscire a creare un suo marchio e affermarsi come stilista qui nella sua terra, da lei tanto amata.

«La moda è sempre stata un sogno nel cassetto. Da piccola disegnavo e ritagliavo abitini per le bambole. Poi ho seguito gli studi classici e dopo il diploma ho deciso finalmente di seguire il mio sogno, di gettarmi in questa nuova avventura. Ho studiato all’Harim, corso quadriennale di stilista, e mi sono diplomata a giugno. Grazie alla scuola ho partecipato alla sfilata “Refashion Jeans” al Sicily Outlet Village. Per la fine del corso abbiamo poi organizzato una sfilata al Palazzo Biscari. La mia collezione si chiama Hanami, ispirata al Giappone, allo sbocciare dei fiori, al periodo della primavera. Ho voluto proprio riportare nei miei abiti anche l’intreccio dei rami degli alberi.»

Come è nata questa idea?

«In realtà, il Giappone è una mia grande passione. Ogni elemento che possa richiamarlo è sempre presente nei miei abiti o nei miei disegni Per la collezione, ho cercato di trovare una tematica che non fosse ancora stata affrontata. Ecco quindi l’idea dell’Hanami, quindi lo sbocciare dei fiori e di conseguenza anche l’idea del fiore del ciliegio. I giapponesi infatti associano la loro stessa vita al fiore del ciliegio: la vita infatti può essere meravigliosa in un attimo, come lo sbocciare, ma al tempo stesso può essere molto breve. Ecco quindi che i miei abiti diventano anche un mezzo per trasmettere un messaggio: l’importanza di ogni singolo momento, perché prezioso, unico, irripetibile e breve”.

Così è sbocciata anche la tua prima collezione. Che tessuti hai utilizzato?

«Ho cercato di creare una contrapposizione tra il tessuti con un cotone molto rigido, che mi permettesse di mantenere le forme che volevo io, e la plastica che ho utilizzato per la parte superiore e che da lontano dava un effetto di morbidezza, come la seta, un tessuto innovativo insomma. Inizialmente non sapevo come affrontare il problema del colore, non sapevo come riuscire a fermare il colore sulla plastica. Dopo diversi tentativi sono riuscita con alcuni pennelli particolari, e così ho dipinto a mano tutta la parte superiore. Sono sei pezzi, tutte composizioni, perché ho scelto di non realizzare abiti interi.»

Hai realizzato anche degli abiti per il manifesto di Expo della Pubblicità…

«Si esatto! Sono stata contattata da Marco Ognisanti che attraverso la sua agenzia mi ha chiesto di collaborare per la creazione di questo manifesto e ho realizzato così degli abiti che dovevano ispirarsi ai quattro colori principali: giallo, magenta, blu e nero. Ho cercato di mantenere una base molto sartoriale, molto tradizionale. Ma nonostante ciò, li ho realizzati utilizzando accessori che sono strettamente collegati al mondo della pubblicità, in particolare al packaging, quindi cartoncini, buste, shopper e anche agendine, penne, apribottiglie per realizzare collane… Questa è stata un’esperienza molto particolare, creativa ed interessante.»

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Dopo l’accademia ho svolto uno stage in un atelier di abiti da sposa qui a Catania, da Novias. Mi piacerebbe continuare su questa strada perché devo dire che mi sono avvicinata solo quest’anno al mondo della sposa e l’ho trovato molto affascinante, mi è piaciuto molto. Allo stesso tempo sto cercando di dar vita ad un mio marchio, percorso molto complicato, ma il mio obiettivo è quello di riuscirci. Vorrei fortemente riuscirci qui. Sono fortemente legata alla mia terra e alla mia famiglia, e non sono pronta a rinunciarci. Ho anche collaborato con la Società Storica Catanese, che ha sede a Catania in via Etnea. Abbiamo utilizzato i miei abiti per il calendario di quest’anno per la ricorrenza del sessantesimo anniversario della società.»

Dove è possibile acquistare i tuoi abiti oggi?

«Fino ad oggi ho realizzato tre collezioni e per la vendita mi appoggio al sito Dressupper: si tratta di un sito nato da poco e che ti permette di creare il tuo avatar, che avrà ovviamente le tue stesse misure, e di fargli indossare gli abiti che sono in vendita sul sito. Questo ti permette di vedere realmente se l’abito è adatto al tuo corpo, alle tue forme, superando così la tipica paura della vendita online che nasce dall’incertezza, dalla paura di acquistare un capo non adatto a noi e di non poterlo provare prima. Sono stata contattata dal sito stesso e mi appoggio a loro per la vendita online dei miei abiti di tutte e tre le mie collezioni. Questo sito inoltre permette ai giovani stilisti come me di affermarsi in maniera autonoma, senza intermediari. Lo trovo un’idea innovativa, interessante e molto molto conveniente. Inoltre è possibile acquistare i miei abiti presso il mio atelier privato o contattandomi all’indirizzo email manuelaindaco@gmail.com».

In attesa della prossima collezione, auguriamo a Manuela di poter realizzare i suoi sogni qui nella sua Sicilia.

Martina Strano

 

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A proposito dell'autore

Martina Strano

La prima parola che ho insegnato a mia sorella che oggi ha 8 anni? Cardigan. Per me la moda è ispirazione, conoscenza, originalità e passione. Ed è di questo che amo scrivere. Amo raccontare senza alcun filtro ciò che vedo. Proprio come la Schiap, le due parole che non rientrano nel mio vocabolario sono Proibito e Impossibile. Ma sicuramente troverete spesso Louboutin e Chanel.

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