Moda, il fenomeno dei “photo hunters”

di Martina Strano
MILANO – Bastano due parole: Fashion week. Neanche il tempo di pronunciarle e ti ritrovi circondato da quel meraviglioso e affascinante mondo del Fashion system. Tutti diventano un po’ matti, euforici. Ti dimentichi improvvisamente di guardare l’orologio. Non ti ricordi più quando hai mangiato l’ultima volta e anche il tuo stomaco stranamente sembra non porsi questo problema. Il tempo è tiranno e tu devi saltarellare da una sfilata all’altra, magari anche con dei tacchi 12 cm. E chi ha detto che Milano è fredda? Provate a correre da un posto all’altro con la pelliccia (ecologica, ça va sans dire), sentirete che caldo. Se poi inizia anche a piovere e i tuoi capelli perdono magicamente la piega allora è proprio un pasticcio. Il gioco ne vale la candela? Assolutamente si! Non c’è nulla di più affascinante, a mio parere. Poi però mi sono soffermata a pensare (probabilmente non essere riuscita ad entrare ad una sfilata ha contribuito). Celebrities, fashion bloggers, giornalisti, amateurs, si riversano tutti all’ingresso delle sfilate. C’è chi presenta l’invito, chi presenta invece la propria bella faccia che vale più di qualsiasi altro pass, gadget o invito che la maison possa inviare.  Quando resti fuori però ti rendi conto di una cosa… C’è chi non presenta proprio nulla, perché di entrare non ha proprio voglia. Li riconosci perché sono impeccabili nel look che a volte è estremamente classico o estremamente egocentrico. E poi li inizi a vedere passeggiare, camminare avanti e indietro davanti gli obiettivi dei fotografi. Mi piace definirli “photo hunters”, “cacciatori di foto”. A tutti i costi vogliono essere immortalati e pubblicati su qualche rivista. Ma nei loro blog o sui social scriveranno poi di essere entrati?

Ecco qualche foto all’ingresso della sfilata di Jil Sander

Martina Strano

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