Moda, “La Sicilia è un gioiello, portala sempre con te”

di Martina Strano

CATANIA – Ci sono i carretti siciliani, le brioches, la granita, “u bummulu”, i limoni, i ricci, le candelore, i pupi… Si può indossare davvero la Sicilia?

La risposta nasce nel 2013 con una linea di bijoux ispirati alla tradizione siciliana dal nome “Isola Bella”, ideati da due imprenditori siciliani, Alessio Strano e Giuseppe Argurio.

«Isola Bella nasce nel 2013. Notavamo come da tempo le persone si fossero allontanati dalle gioiellerie. È quindi un’idea dettata da un’analisi dei tempi e del mercato, oltre che una bellissima scommessa nata un po’ per gioco» ci racconta Alessio Strano «Abbiamo ragionato sul creare una linea dal carattere Made in Sicily, abbiamo realizzato alcuni bozzetti e abbiamo richiesto l’aiuto di tante persone, come una professoressa dell’istituto d’arte specializzata in sculture e materie plastiche che è stata per noi di grandissimo aiuto nel trasformare in realtà ciò che era il nostro pensiero. Volevamo cercare di esprimere un concetto di Sicilia legato alla nostra cultura, al folklore, al cibo e ai luoghi. Abbiamo voluto anche qualche soggetto in un certo senso quasi irriverente nei confronti della gioielleria classica. Inizialmente pensavamo che i nostri gioielli si rivolgessero soprattutto ad un pubblico molto giovane e invece abbiamo notato con piacere che “Isola Bella” è stato apprezzato anche dalle signore e tantissimo dai turisti. Si tratta dunque di un prodotto trasversale, portabile da tutti.»

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono i vostri gioielli?

«Il colore. E anche le forme. Cerchiamo di non creare mai forme piatte, standardizzate. Sono in un certo senso pezzi unici. Sono tutti smaltati a mano e c’è sempre una piccola sfumatura, qualcosa che li rende diversi uno dall’altro. E poi non va dimenticata la cura dei particolari data dai nostri maestri orafi.»

È un prodotto totalmente Made in Sicily? E i materiali utilizzati quali sono?

«Si certo. Fatta eccezione per qualche semilavorato che per ovvi motivi deve essere realizzato fuori. I nostri gioielli vengono realizzati partendo da una scultura in cera, realizzata poi in argento 925, smaltata poi a mano. La doratura è in oro zecchino e i tessuti sono tutti anallergici.»

Parliamo un po’ dei prodotti e dei temi…

«I nostri prodotti sono orecchini, gemelli, pendenti, ma soprattutto charms da attaccare al bracciale. Ogni soggetto richiama simboli e colori della tradizione siciliana. Ci sono i soggetti legati al cibo, quindi la granita, la brioche, il gelato, il pomodoro costuluto, i limoni, il tarocco, la cassata, il cannolo. Poi abbiamo il mare, quindi il granchio, il gambero, il riccio, il delfino, la tartaruga, il pesce spada, la spatola, la barca, il polpo, il corallo. E poi tutto ciò che è folklore e cultura: i pupi, u bummulu, le coffe, il carretto siciliano, i tamburelli, il corno, il marranzano e anche una linea dedicata a Sant’Agata.»

Il soggetto più richiesto?

«In estate con l’avvento dei turisti è senz’altro la trinacria, così come la Sicilia.»

“Isola Bella” non è solo un brand di gioielli, ma anche una dichiarazione d’amore, un nuovo modo per far conoscere le bellezze della Sicilia ai turisti e quindi al mondo…

«Certo. Il nostro motto è infatti “la Sicilia è un gioiello, portala sempre con te”. Siamo fieri e orgogliosi di poter contribuire così a diffondere la sicilianità nel mondo. Gli stereotipi siciliani li conosciamo tutti, così come tutte le critiche che ci vengono fatte. Ma la Sicilia è ben altro e noi vogliamo diffondere questo messaggio. I nostri clienti sono le gioiellerie, ma attraverso l’e-commerce è possibile acquistare da tutto il mondo. Abbiamo spedito in America, Spagna, Francia e Inghilterra. Non possiamo che essere felici di questo, considerando anche il fatto che il nostro è un brand giovanissimo…»

C’è stato un momento in cui avete capito che “Isola Bella” poteva essere un’idea vincente?

«No in realtà no. Abbiamo sempre vissuto questo percorso come una sfida, uno stimolo. Ho cercato di inserire in questo progetto i miei vent’anni di lavoro nel campo dell’oreficeria. Questo ci ha permesso di risparmiare tantissimo tempo ad esempio nel reperimento delle materie prime e anche nello studio della tecnologia per sviluppare il prodotto finale. Il mio compagno di avventure invece ha messo in campo tutta la sua esperienza di produzione e gestione. Devo dire che il risultato è stato grandioso, ma abbiamo ancora tanta strada da percorrere e tanti progetti da realizzare.»

In galleria alcuni dei soggetti più divertenti per questa collezione omaggio alla bellezza della nostra isola “da vedere e da indossare!”

 

Martina Strano

A proposito dell'autore

La prima parola che ho insegnato a mia sorella che oggi ha 8 anni? Cardigan. Per me la moda è ispirazione, conoscenza, originalità e passione. Ed è di questo che amo scrivere. Amo raccontare senza alcun filtro ciò che vedo. Proprio come la Schiap, le due parole che non rientrano nel mio vocabolario sono Proibito e Impossibile. Ma sicuramente troverete spesso Louboutin e Chanel.

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