Moda, Le regole della MFW

di Martina Strano

MILANO – Una nuova fashion week milanese, nuove collezioni, nuovi colori e tendenze da seguire per il prossimo autunno-inverno 2017/2017. La moda non perdona e guai a non seguire le regole che ci impone stagione dopo stagione. Con i suoi voli pindarici ci porta indietro nel tempo o avanti nel futuro. Possiamo tornare negli anni 70 o immaginarci nel futuro, magari mentre saltelliamo su Marte. Possiamo cambiare la nostra personalità, quindi trasformaci in romantiche e sensuali donne, oppure in donne aggressive e un po’ maschiaccio. In ogni caso, ciò a cui non possiamo certo rinunciare è la sperimentazione. D’altronde cosa sarebbe la moda senza di essa?

Per la nuova stagione invernale, ecco che Grinko presenta una collezione dal nome “Belief+Doubt=Sanity”, una sorta di slogan che inneggia alla libertà, appunto, di sperimentare. Uno scontro tra epoche differenti, ad esempio quello vittoriano e quello punk degli anni 80, ma fedele al suo romanticismo di base che si incontra con il mondo nipponico. Capo iconico della collezione, il bomber oversize, di chiara ispirazione londinese, in particolare dello street style. Il bomber viene rivisitato grazie a broccati di ispirazione naturalistica nei toni del blu oltremare. Il simbolo di questa stagione è il cd. Goldenfish che si riflette nel viso umano e lo trasforma attraverso un gioco tridimensionale estremamente innovativo, quasi trovando un suo proprio ed esclusivo movimento. Il pizzo crochet viene attualizzato grazie all’accostamento di materiali fino ad arrivare a un risultato 3D.

Un inverno caldo e romantico per Blugirl. Potremmo definirlo forse “coccoloso”, per le sue strane scarpe in peluche. Lucido e opaco si sovrappongono, le gonne sono in tulle e voluminose, le trasparenze audaci per una donna che non teme di mostrare il proprio corpo. La stilista Anna Molinari e il figlio Gian Guido Tarabini, ci propongono stampe floreali, dettagli sofisticati come i ricami gioiello e i colletti in pelliccia, scarpe in peluche con tacco, borse fantasia a fiori e il famoso cache-couer, in tutte le tonalità e bordato al collo di pelliccia.

Un altro salto indietro nel tempo, stavolta con Genny. Sono gli anni venti con il loro allure art decò. Lo stile e l’energia è quello delle ballerine di Charleston. Le linee sono morbide: ampi i cappotti e morbidi i tailleur con pantaloni dalla vita alta e la linea svasata. Motivo chiave della collezione, che ci collega inevitabilmente agli anni venti, è la piuma. La troviamo ad intarsio o riprodotta graficamente sui lunghi abiti. Eccentrici gli abiti in chiffon e organza con le frange in vernice.

Simonetta Ravizza per il prossimo inverno ripropone i capispalla della maison. La stilista ha deciso stavolta di andare a fondo nella sua ricerca attraverso gli archivi storici della maison, in particolare soffermandosi sugli anni 70-80. Al centro dell’attenzione gli accessori con la capsule di borse “Furissima”, pezzi unici hand-made, dalla clutch alla sac-bag. A mio parere, forse un uso eccessivo della pelliccia. Insomma, gli animalisti non saranno proprio contenti di questa collezione.

Per Gucci, dopo l’eccezionale 2015, è tempo di novità. È tempo di indagare a fondo, è tempo di rizoma: si tratta di quelle erbacce che si propagano nel terreno “a caso”. E proprio così a caso che Caterina De Medici si ritrova allo studio 54, che i putti dei quadri barocchi si mischiano ai graffiti delle metropoli. Maniche a sbuffo, soprabiti di broccato e gorgiere applicate sulle crinoline. Elementi che viaggiano tra epoche, stili, luoghi opposti, agli antipodi. Lo stilista poi si spinge fino a un territorio del tutto sconosciuto per gli artisti: il falso. Si tratta del Gucci Ghost, ovvero Andrew Trevor, artista di Brooklyn che ha fatto del logo Gucci (le due G) un elemento si studio e creatività. Alessandro Michele ha utilizzato alcuni graffiti di questo artista, sovrastampandoli su alcuni capi della collezione: la borsa con la scritta “real” o la pelliccia che presenta sulla schiena un teschio realizzato con la bomboletta spray.

Ancora un altro bel mix di epoche e stili. Per Fay è tempo di Far West, di figli dei fiori e di un’attenta eleganza militare. Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi partono così dal flower power californiano con abitini leggerissimi a fiori, attraversano le tenute da rodeo, con cappotti in montone e camicie di raso, e raggiungono il mondo del militare con le sue eleganti giacche.

Alessandro Dell’Acqua per N 21 gioca con le contrapposizioni tra maschile e femminile, anni trenta e universo sportivo ma anche grunge. Una donna dal mood quasi trasandato con grandi e larghi maglioni che sembrano rubati dall’armadio di lui, ma arricchiti e impreziositi con incrostazioni gioiello. Ecco poi pellicce, camicie maschili, maxi cappotti, zaini oversize, pesanti calze.

Rock, tantissimo rock, per Fausto Puglisi. Una donna che fa parlare di se, che non passa inosservata. La donna Fausto Puglisi sa colpire l’attenzione, è originale, attenta al dettaglio. Gli abiti sono corti, cortissimi e i look sono variopinti.

La donna Alberta Ferretti è sempre femminile e sensuale. È una donna romantica, mai volgare, che indossa tessuti leggeri, impalpabili, eleganti. Bellissimi i cappotti in cashmere ricamati sul dietro, così come le tute dal lavoro in satin. Le lunghezze variano, dal cortissimo al lungo. La stilista poi rielabora i pigiami e le sottovesti trasformandoli in capi da voler indossare in qualsiasi momento o occasione. Ai piedi stivaletti stringati bianchi o color ghiaccio o decolleté ricamate sul davanti.

Seducente la donna di Francesco Scognamiglio che dall’inverno non viene frenata e non rinuncia alle trasparenze. Lasciandosi inspirare dal Rosenkavalier, una delle opere più celebri di Richard Strauss, Scognamiglio ha pensato ad abiti-sottoveste, camicie e gonne dai materiali leggeri e trasparenti, alternati talvolta da materiali coprenti. Drappeggi, ruches, volant arricchiscono i capi, mentre nastri allacciano i pantaloni, cappotti e stivali.

Ancora anni settanta. Stavolta però si tratta di Roberto Cavalli, sua collezione rock e glam. Ecco quindi pellicce patchwork, bluse ricamate, redingote alla caviglia, stivaletti con tacco e plateau. Stampa animalier e jeans non potevano mancare per una collezione che ha voluto approfondire i capi iconici della maison. I colori spaziano dal viola al blu, fino all’ocra.

Martina Strano

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