foto ndi Martina Strano

CATANIA – Ha i capelli rossi, bellissimi, lentiggini sul volto e un’energia che potrebbe caricare un Iphone per 40 ore. Abbiamo scritto di lei qualche mese fa, felici del suo arrivo alla finale del programma Calzedonia Ocean Girls in onda su Sky Uno e girato alle Canarie. Lei è Simona Pastore, per noi Simonetta, ma per tutti Simona The Red Moustches, dal nome del suo blog di lifestyle, moda e viaggi. La incontriamo nella nostra redazione per una bellissima chiacchierata…

Simonetta, parliamo un po’ del tuo blog…
«The Red Moustaches l’ho aperto un anno fa. Avevo sempre desiderato farlo, ma ero sempre sui libri e prima ancora ho giocato per 8 anni a pallanuoto a livello agonistico. Il primo anno di università ho smesso di giocare, perché ritengo che nella vita ci sono dei momenti in cui devi fare necessariamente delle scelte. La pallanuoto riempiva la mia vita, sono cresciuta tra allenamenti e partite. Così a 20 anni ho deciso di iniziare una vita un po’ più normale, adatta ad una ragazza della mia età. Mi sono laureata in scienze motorie la scorsa estate e la mia migliore amica Ada aveva da poco comprato una bellissima macchina fotografica, una Canon 60 D. Ha iniziato per gioco a farmi delle foto, ma erano davvero belle. Lei conosceva ovviamente la mia passione per la moda e mi ha proposto di aprire il blog. In quel periodo avevo bisogno di qualcosa che potesse stimolarmi perché, come puoi immaginare, dopo la laurea facevo solo del tirocinio gratuito. Ho deciso quindi di puntare su questa nuova scommessa del blog che ho iniziato senza nessuna pretesa. Ho studiato davvero tanto per realizzarlo, perché in realtà non avevo neanche Facebook ancora. Ho scoperto un mondo nuovo. Ho dovuto studiare la piattaforma, i social networks, gli hashtags. Poi abbiamo aperto il blog a fine ottobre e già a dicembre i siamo trovare ad avere un gran successo e tantissimi contatti con le aziende. Una passione che per me è diventata un vero lavoro full time perché ci lavoro in prima persona. Nel blog scrive anche una mia amica, The Red Mommy, anche lei con i capelli rossi e scrive degli esilaranti pezzi dedicati alle giovani mamme.»

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Come sei venuta a conoscenza del casting per Calzedonia Ocean Girls?
«Stavo lavorando al blog e mentre navigavo per i vari siti di moda e lifestyle, mi sono ritrovata a leggere la notizia del casting su grazia.it. Calzedonia e Sky stavano cercando ragazze dinamiche, sportive, tra i 20 e i 40 anni per un programma su un’isola. L’ho letto e ho deciso di mandare una mail, pensando fosse una cosa che sarebbe avvenuta dopo un anno. Il giorno dopo invece mi rispondono chiedendomi il numero di telefono. Mi contattano per comunicarmi che il casting si sarebbe svolto due giorni dopo a Roma. Non era spesato e in realtà avevo deciso di non partecipare. Il destino ha voluto però che trovassi un volo ad un prezzo veramente basso nonostante si trattasse di soli due giorni dopo. Sono andata a Roma e sono rientrata in giornata e devo dire che in quell’occasione mi sono presentata davvero acqua e sapone. In fondo si trattava di un programma sportivo, non potevo concepire l’idea di dovermi presentare con tacchi e super truccata. Mi sentivo fuori posto perché attorno a me vedono tantissime ragazze perfette, molto modelle. Si preparavano, si cambiavano, provavano diverse scarpe e avevano portato anche la piastra per i capelli. Io ero arrivata quello giorno con l’aereo da Catania ed ero con le Superga. Era il 6 marzo e la partenza è stata il 27. In quelle settimane, dopo il primo colloquio, mi chiamavano quasi giornalmente per aggiornarmi sulle selezioni. A quel punto ho iniziato ad allenarmi, mi sono messa un po’ a dieta e soprattutto non ho più fumato per un mese. A una settimana dalla partenza mi hanno comunicato che eravamo le ultime 15. Ho scoperto dopo che ci avevano già selezionate, ma ovviamente non ti dicono nulla per non far trapelare nessuna notizia. Sono partita a Milano per le visite mediche. Al mio rientro a Catania ho fatto i bagagli, ho salutato tutti e sono partita per quest’avventura. Abbiamo girato sei puntate in un mese, i tempi erano strettissimi e non c’era riposo.»

Ti aspettavi di arrivare in finale?
«No, assolutamente. È stato strano, speravo solo di non uscire la prima puntata. Io credo molto in me stessa. So che se mi impegno posso ottenere dei buoni risultati e per questo cerco di fare sempre il massimo. Ero consapevole delle mie capacità, ma anche dei miei limiti. Non sono altissima, non sono brava nella corsa, però avevo dei punti a mio favore che potevo sfruttare. Ho puntato sul nuoto abitando a Catania, il mare è il mio elemento. Io sono abituata a saltellare sugli scogli e non ho paura dell’acqua agitata. Ed è stato questo che ho sfruttato. Poi devo dire che per il mio carattere ho litigato spesso, come si è visto dalle puntate, perché tendo sempre a dire ciò che penso. Ad un certo punto ho sperato di vincere, però ho sempre detto che al posto mio avrei voluto vedere Ludovica. È stato carino perché già alle visite mediche eravamo in camera insieme e siamo rimaste amiche. Per la Milano Fashion week sono andata a casa sua e a novembre probabilmente verrà lei da me.»

Questo settembre sei stata alla tua prima fashion week milanese, raccontaci un po’ quest’esperienza…
«Sono stata contattata dalla redazione di viviconstile.it, e per loro scrivo sulle ultime tendenze. Mi hanno chiesto se potevo andare tre giorni a Milano per la fashion weeek e ovviamente sono andata. È andata benissimo. Purtroppo però mi sono accorta che spesso viene raccontato qualcosa che in realtà non esiste. Da casa puoi vedere delle fashion blogger ad un evento che può sembrare importantissimo, strafigo e soprattutto privato, ma in realtà è aperto a tutti. Molte mie colleghe stanno spesso fuori le sfilate, magari alla ricerche di qualche scatto, perdendosi il meglio che è tutto ciò che avviene dentro. L’emozione di vedere sfilare delle opere d’arte. Io sono arrivata il venerdì pomeriggio e sono andata nello showroom di Jijil e in via Mantova per la collezione Kaos. Ho visto i bijoux di Stellina Fabri e infine la presentazione in Corso Magenta di An Italian Theory di Alessandro Enriquez stilista di origine siciliana. Sabato ho incontrato la mia amica fashion blogger spagnola Conchy Copè e nel pomeriggio sono andata al White Show. Ho scoperto la nuova collezione del brand campano Q16 e sono andata a vedere la collezione di Giorgia Fiore concorrente di Project Runway. Domenica invece mi sono emozionata durante la sfilata di Laura Biagiotti.»

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Qualche critica alle tue colleghe fashion blogger?
«il vero problema è che oggi con i social puoi fare ciò che vuoi, puoi far credere di essere in un posto piuttosto che in un altro. E questo a volte purtroppo succede. E poi lasciamo perdere la nuova novità del comprare i followers. È una cosa che si può verificare facilmente. È un investimento di cui io personalmente non capisco l’utilità. Si possono comprare anche i likes e i commenti. Questa per me è la follia dei social. Purtroppo però di questo hanno colpa anche alcune aziende perché in un certo senso alimentano questa gara perché guardano solo i numeri e poco i contenuti. Io quando interagisco con un’azienda cerco sempre di conoscerla bene, mi faccio raccontare tutta la stoia, mi faccio descrivere tutto, perché secondo me una foto semplicemente pubblicata non comunica nulla.»
Per i progetti futuri siamo scaramantici, quindi rinnoviamo il nostro in bocca al lupo alla nostra rossa.

Martina Strano

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