di Martina Strano

CATANIA – Si chiama Adelaide Verona e la sua professione, la sua arte è lo shopping. Un lavoro che di certo suscita interesse, incuriosisce, ma che in fondo è senz’altro più complesso di quanto si possa immaginare. Studio, ascolto e attenzione sono alla base di un lavoro a tratti divertente a tratti ostile, perché anche di ostilità si parla quando si tratta di interagire con la gente. Un po’ di anatomia, un po’ di arte, di psicologia, questi i campi d’azione di una brava personal shopper. Non una semplice accompagnatrice per negozi, ma una consulente d’immagine. Una professione riconosciuta già da tanti9 anni all’estero, ma che in Italia cerca ancora di trovare spazio…

«Sono venuta a conoscenza di questo lavoro perché ho vissuto per ben quindici mesi a Londra. Sin da subito l’attività di personal shopper mi ha incuriosita ed è per questo che ho deciso di approfondire questa conoscenza e di frequentare un corso a Palermo ottenendo una certificazione come personal shopper e consulente d’immagine. Ho realizzato un sito e ho iniziato così il mio percorso lavorativo.»

Cosa significa essere una personal shopper? E quali sono i suoi compiti?

«Personal shopper non significa semplicemente essere in grado di acquistare un abito. Significare occuparsi anche di altro. Innanzitutto significa fare sul cliente un’analisi dei colori, un’analisi della figura (body shape). É importante un incontro conoscitivo con la persona prima di iniziare il tour di shopping per la città, nei negozi più in linea con le sue esigenze e il suo stile Il mio è un lavoro piuttosto complesso rispetto a quanto si possa immaginare. Non è la semplice seduta di shopping. Io voglio riuscire a tirare fuori la vera personalità. Inoltre sono tanti i “compiti” di una personal shopper, ad esempio l’ottimizzazione del guardaroba, il cosiddetto “cambio di stagione”, la preparazione delle valigie per una vacanza o per occasioni formali, l’acquisto di un regalo. Una novità è ad esempio la lista nozze. Solitamente si è soliti acquistare un regalo o recarsi nel negozio presso il quale gli sposi hanno deciso di aprire la classica lista. Questo risulta essere un po’ limitativo. In questo caso il mio compito sarà quello di aiutare e consigliare gli invitati nell’acquisto del regalo in base alle indicazioni e alle richieste degli sposi.»

 

Quando il suo lavoro può dirsi ben riuscito?

«Considero il mio lavoro ben riuscito quando naturalmente vedo la soddisfazione negli occhi del cliente, che finalmente sente di aver acquistato un capo adatto alle sue esigenze, al suo corpo e al suo stile.»

 

Quali sono le principali difficoltà da lei incontrate?

«Sicuramente il denaro. Spesso si pensa che il mio servizio sia molto costoso. In realtà offro un servizio dal costo contenuto e alla portata di tutti. La mia è una professione, è una specializzazione. E spesso la mia figura si pensa possa essere sostituita con quella della commessa. In realtà sono dei ruoli ben diversi. Io ho necessità di conoscere le abitudini del cliente, il suo stile di vita per determinare le occasioni d’uso, oltre che chiaramente conoscere le sue misure per stabilire quale sia la sua forma fisica e trovare l’abito che possa valorizzare i punti di forza e celare i punti di debolezza.»

 

Esiste un cliente tipo?

«In realtà non esiste un cliente tipo. Principalmente chi si rivolge ad una personal shopper ha anche sofferto di un periodo di depressione e ha bisogno di un cambiamento. In questi casi è importante non stravolgere mai la personalità. Seguirli con attenzione e cautela in questo cambiamento. Uno stravolgimento eccessivo potrebbe comportare un annullamento della personalità. Ciò che è importante fare in questi casi è ascoltare e comprendere realmente cosa vogliono trasmettere attraverso l’abbigliamento.»

Sul sito di Adelaide Verona http://www.personalshopper-catania.com/ è possibile trovare tutti i servizi da lei offerti e scoprire questa professione così affascinante e divertente.

 

Martina Strano

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A proposito dell'autore

Martina Strano

La prima parola che ho insegnato a mia sorella che oggi ha 8 anni? Cardigan. Per me la moda è ispirazione, conoscenza, originalità e passione. Ed è di questo che amo scrivere. Amo raccontare senza alcun filtro ciò che vedo. Proprio come la Schiap, le due parole che non rientrano nel mio vocabolario sono Proibito e Impossibile. Ma sicuramente troverete spesso Louboutin e Chanel.

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