Qualcuno dei nostri lettori ricorderà di certo il decreto legge n. 132/14, che commentammo in un articolo del 10 settembre scorso, comparso sotto il titolo “Fuga dai Tribunali: I possibili effetti del decreto sulla giustizia civile”. Ebbene, quel decreto, dopo l’esame del Parlamento, è divenuto legge, non prima di aver subito numerose modifiche del testo originario. Vale la pena di commentare brevemente le principali novità.

Resta in piedi la nuova procedura di “negoziazione assistita”, che prevede la possibilità per le parti, prima di rivolgersi ai Tribunali, di tentare una conciliazione con l’assistenza dei rispettivi avvocati e producendo, in caso di accordo, un testo con valore di titolo esecutivo, cioè con effetti pratici analoghi a quelli di una sentenza. In alcuni casi, tale negoziazione assistita sarà addirittura obbligatoria, come, ad esempio, in tema di infortuni derivanti da incidenti stradali. Tale obbligo, però, proprio in materia di infortunistica stradale, è molto discutibile, dato che, in materia, esistono già altre procedure conciliative le quali – cumulandosi con la negoziazione assistita – rischiano di trasformare la richiesta di risarcimento in una corsa a ostacoli. Sul punto occorrerebbero, quindi, delle modifiche, anche per evitare che della nuova legge debba occuparsi la Corte Costituzionale…

Arrivano novità anche per la separazione e il divorzio consensuali, che saranno sempre ottenibili con l’assistenza di un avvocato per parte, anche se in famiglia vi sono figli minori, diversamente abili o non autosufficienti economicamente. L’accordo raggiunto con l’assistenza degli avvocati sarà, però, sottoposto a un nulla osta o a un’autorizzazione del Pubblico Ministero. L’efficacia della procedura dipenderà, quindi, dalla rapidità delle Procure nel dare il “via libera” agli accordi ben congegnati. Viene da dire “speriamo bene…”. Vale anche la pena di precisare che – al contrario di quanto a volte si sente dire – in sede di separazione e divorzio “assistiti” si potranno anche concordare trasferimenti di proprietà immobiliari, ma solo con l’intervento del notaio (si veda l’art. 5, comma 3, della nuova legge). Pertanto, la procedura in commento non può in nessun modo essere impiegata per aggirare i costosi onorari notarili.

Scompare l’articolo 7 del decreto, che prevedeva la possibilità di raggiungere accordi in tema di diritti dei lavoratori, non più solo davanti al giudice o alla Direzione Provinciale del Lavoro, ma anche di fronte a un avvocato. Una scelta, quella del Parlamento, che non aiuta certo a sgravare Tribunali e uffici pubblici dei loro compiti, ma che, forse, era inevitabile, in una materia delicata come quella del rapporto di lavoro.

Scompare, infine, la norma che consentiva agli avvocati di raccogliere prima del giudizio dichiarazioni scritte con valore analogo a quello delle testimonianze rese davanti al giudice. Norma che già avevamo criticato nel nostro precedente articolo, considerato che lo svolgimento della testimonianza di fronte al giudice serve proprio a consentire al magistrato di valutare la credibilità del testimone.

Qual è, dunque, il bilancio finale di quest’ultima riforma della giustizia civile? Un bilancio un po’ magro, a dir il vero. Qualche misura interessante (l’introduzione della negoziazione assistita), alcune soluzioni discutibili (l’obbligo di negoziazione assistita nell’infortunistica stradale) e delle norme potenzialmente efficaci, ma da sottoporre alla verifica dell’esperienza concreta (in tema di separazione e divorzio).

Di certo, nulla che possa produrre passi avanti rivoluzionari nel funzionamento del servizio-giustizia. Per ottenere tali passi avanti bisognerebbe agire in ambiti diversi dalle regole del processo; ma l’abbiamo scritto più volte e non vorremmo annoiare…

A proposito dell'autore

Avvocato in Catania

Giuseppe Auletta, è nato a Catania il 25 maggio 1983. Dopo studi classici presso il Liceo “M. Cutelli”, nel 2006 consegue la laurea triennale in Scienze Giuridiche presso l’Università di Catania, con voti 110/110 e la lode. Nel 2008, sempre a Catania, consegue la Laurea Magistrale in Giurisprudenza con voti 110/110 e la lode. Nel 2013 diviene Dottore di Ricerca presso l’Ateneo catanese all’interno del corso di Dottorato in “Scienza, Tecnologia & Diritto”. Avvocato dal 2011, è iscritto all’Ordine forense di Catania ed esercita la professione con particolare attenzione alle tematiche del diritto civile e del diritto del lavoro. Dal 2013 è componente del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto “Servizio Cristiano” di Riesi (CL). Sposato con Angela Castiglione.

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