Monastero dei Benedettini, Inaugurata la mostra dedicata alla Marionettistica dei Fratelli Napoli

di Elisa Guccione

Foto servizio Chiara Scattina, Salvo Grasso e Dino Stornello

CATANIA – “Esaltare il nostro patrimonio storico culturale facendo conoscere l’intenso legame tra teatro popolare, quello dei pupi, e l’evolversi della storia e in particolar modo dall’Ottocento in poi”. Così Giancarlo Magnano San Lio, direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche, dall’elegante cornice dell’aula magna Santo Mazzarino, durante la cerimonia d’inaugurazione della mostra “La Guerra. Io dico la guerra. Metafore bibliche nei cartelli della Marionettistica dei Fratelli Napoli”, visitabile fino al venticinque luglio, ha spiegato l’importanza artistica culturale di questo allestimento che costituisce il primo tassello della convezione stipulata tra l’Ateneo e la famiglia di Maestri pupari catanesi giunti alla quinta generazione.fotosalvograsso

Hanno animato l’incontro Giacomo Pignataro, rettore dell’Università di Catania, Lina Scalisi, ordinaria Università di Catania, Stefania Rimini, ordinaria Università di Catania,  Giancarlo Magnano San Lio, direttore del DISUM, Alessandro Napoli, antropologo, Ciccio Mannino, Officine Culturali, e Simona Scattina, dottore di ricerca in Discipline dello Spettacolo e curatrice della mostra insieme ad Alessandro Napoli.

Un interessante iniziativa, inserita nel cartellone della rassegna “Porte aperte all’università”, in collaborazione con “Officine Culturali, che dà la possibilità di poter ammirare i cartelli pittorici degli spettacoli dell’Opera dei pupi della Famiglia Napoli.

“Ben ventidue cartelli selezionati tra oltre trecento manufatti- spiega Stefania Rimini – che narrano non solo le vicende dei paladini, ma anche la storia umana e  artistica di chi li ha dipinti e del numeroso pubblico che ogni sera attendeva un nuovo spettacolo”. Ed aggiunge: “L’occasione della mostra è fondamentale, perché riconsegna a noi in questo presente delle speranze di pace facendo scoprire alle nuove generazioni il mondo dei Napoli, che sa parlare anche ai giovani adattandosi ai tempi senza mai tradire la propria storia”.IMG-20150601-WA0010

Nei cartelloni dipinti da Rosario e Natale Napoli, su carta da imballaggio, sono descritti il desiderio, la paura, le sofferenze dell’animo umano e le scelte di uomini uniti dalla loro natura mortale, riflettendo così sulla metafora della guerra come chiave interpretativa del nostro quotidiano. È stato proiettato, a conclusione dell’evento culturale poco prima dell’accesso alla mostra, il documentario “I colori della battaglia. Le storie dipinte dei fratelli Napoli” di Simona Sortino e Gaetano Tribulato in cui i luoghi della bottega museo di via Reitano sono diventati protagonisti insieme ad alcune storiche interviste al patriarca della famiglia Natale Napoli.

Elisa Guccione

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