Secondo posto nella competizione a squadre e quarto posto per Michele Borassi in quella individuale, questo è il bottino della spedizione azzurra ai mondiali di Othello svoltisi a Cambridge la scorsa settimana. Un bottino di tutto rispetto che conferma l’Italia come una delle nazioni più forti nelle competizioni internazionali.
Eppure la spedizione non era iniziata nel migliore dei modi. Complice alcune sconfitte nelle primissime partite, gli italiani alla partenza si sono ritrovati ben presto impantanati nelle posizioni centrali della classifica, in un torneo molto equilibrato. Lo stesso Giappone, grande favorito per la vittoria finale, faticava a distanziare gli avversari, contrariamente a come ci si sarebbe aspettato.
Al termine della prima giornata di gare, l’Italia si ritrovava solo ottava, a ben cinque punti dalla prima classificata, il Giappone, e quattro dalle seconde, Francia e Olanda.
Nel torneo individuale il favorito assoluto, Yusuke Takanashi, restava posizionato nelle immediate retrovie, lasciando i primi posti a giocatori sulla carta meno quotati. Nel gruppo dei sedicesimi i due italiani Borassi e Marconi, con appena quattro punti su sette, e addirittura più indietro il campione italiano in carica Sperandio.
Sembravano le premesse per un mondiale pieno di sorprese e per una triste Caporetto dei colori azzurri. Ma i nostri giocatori non si sono demoralizzati il giorno successivo hanno tirato fuori le unghie ponendo le basi per la rimonta.
Al decimo turno di gioco (su tredici totali), la squadra era ancora in settima posizione, ma aveva recuperato ben tre punti ai cugini francesi. Quindi ha cominciato ad inanellare una serie di vittorie importanti, contro giocatori molto quotati, nelle ultime partite, raggiunto la Francia dopo due turni, per superarla all’ultima partita e classificarsi seconda alle spalle dell’imbattibile Giappone. Come ciliegina sulla torta, Borassi acchiappava per i capelli la quinta posizione, che valeva lo spareggio per l’accesso alle semifinali, contro il campione europeo in carica, il giapponese naturalizzato francese Kashiwabara.
Nell’ultimo giorno di gara, in semifinale, il nostro rappresentante, Borassi, si trovava quindi ad affrontare in semifinale una vecchia conoscenza come Takanashi (avevano già giocato uno contro l’altro nella finale dei mondiali dei 2010) contro il quale purtroppo non c’era nulla da fare. Takanashi poi si imponeva anche nella finale battendo il connazionale Suekuni, che nel frattempo si era imposto sull’olandese Van Den Biggelaar e conquistando il titolo mondiale per la quarta volta.
Per concludere, faceva da cornice la buona prestazione nel torneo femminile di Maria Serena Vecchi, facendo ben sperare che anche in questo campo le ragazze italiane presto potranno recitare un ruolo di sempre maggior rilievo.
L’appuntamento è quindi per il prossimo anno in Giappone, a Mito, dove è attesa una grande festa per la quarantesima edizione del mondiale.

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