CATANIA –  “Estropia”, trenta opere inedite (oli su tela, acrilici, polimaterici…) è l’enigmatico titolo scelto per la personale di Pina Mazzaglia, che – dopo alcuni anni di assenza –  dal 3 al 22 dicembre tornerà a proporre al pubblico una nuova produzione d’intenso valore contenutistico e pittorico, presso la galleria “Nucleika Art Gallery”, sita nella centralissima via Umberto n. 145 di Catania.
Metafora e non semplice termine tecnico, quindi non banalmente contrario di entropia, “Estropia” designa un susseguirsi di azioni in accordo con una visione del mondo ottimistica e serena, in cerca di un continuo auto-miglioramento ed in forte esaltazione del pensiero razionale, finalizzato alla promozione di una società aperta e di un pragmatico ottimismo. Il termine coniato da Morrow, nel gennaio del 1988, definisce l’insieme dell’intelligenza, dell’ordine funzionale, della vitalità, dell’energia vitale, dell’esperienza e della capacità di spingere all’evoluzione e alla crescita un sistema vivente o organizzativo.

L’atto creativo di Pina Mazzaglia – dettato da una preparazione interiore che la guida a indagare la materia – si configura, dunque, come sintesi di questa capacità generata dalla necessità interiore di liberare una vitalità espressiva attraverso il colore e la forma. Partendo da una matrice tipicamente espressionista, l’opera indaga il lato sensibile del modello alla ricerca dell’energia corporea, sia della figura che l’ambiente, per giungere infine all’atto successivo di qualità dirompente dove l’azione pittorica muta la sua natura e si fa gestuale sulla tela. L’esplorazione tra il “dentro e il fuori”, tra “materia ed essenza”, diviene così pretesto unificante nella ricerca pittorica che prende vita dalle armonie dei paesaggi e dal fascino delle dinamiche facciali, in una infinita opportunità di espressioni ed emozioni. Un lavoro forte, deciso, costruito con estrema sintesi visiva che tende a confessare palesemente il coraggio interpretativo dell’artista. La mostra, curata da Agata Petralia, sarà introdotta dagli interventi del prof. Giuseppe Seminara, docente di Tecniche di animazione teatrale, e del prof. Carmelo Rinaudo, docente di Tecniche riabilitative grafiche, nel Corso di Laurea in Tecnica della riabilitazione psichiatrica, presso l’Università degli Studi di Catania, i quali, oltre a presentare l’artista e le sue opere, proporranno una riflessione sul significato espressivo e simbolico dell’arte e del suo potenziale di cura nel senso globale e non solo clinico di questo temine.

Il percorso artistico di Pina Mazzaglia ha inizio nella città di Catania, presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti dove la sua carriera di pittrice è stata seguita ed arricchita dall’insegnamento di maestri del calibro di Elio Romano, Salvator Quattrocchi e Sebastiano Milluzzo. Ha affiancato all’interesse per l’arte quello per scrittura che esercita attualmente, dedicandosi al giornalismo, alla critica e alla trascrizione di testi didattici. Vanta al suo attivo un cospicuo numero di rassegne espositive internazionali e nazionali. Ha ricevuto interessanti premi e riconoscimenti e la sua attività è documentata da cataloghi, recensioni e articoli critici pubblicati in riviste di settore e art gallery on-line (www.artelephants.com; www.fragile-express.com).

La sua formazione, avvenuta negli atelier di importanti maestri d’arte, segna una forte propensione al disegno e alla pittura accademica, per quanto l’interesse non fossilizzato – che spinge oltre quella dimensione, fornendo nuovi stimoli e slanci emozionali – ne provoca costantemente una ricerca rivolta alla sperimentazione della materia e del colore, stravolgendo il rigore accademico così come le certezze che definiscono la forma. Un sentimento interiore muove il bisogno di uno stile espressivo legato alla sua dimensione più intima e profonda. Il gesto pittorico liberato asseconda il suo sentimento consentendo al colore di prendere corpo, volume e voce.


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