Venerdì ore 18,00, Montevergini Galleria Civica Arte Contemporanea Siracusa, via Santa Lucia alla Badia 1, Ortigia (Siracusa), si terrà l’incontro tra il critico d’arte Ornella Fazzina e l’artista Andrea Chisesi.

SIRACUSA – Una conversazione sull’arte contemporanea, riflessioni ad alta voce, la parola al critico e all’artista: un dibattitto sul concetto di arte che vedrà la partecipazione di ospiti illustri, un’occasione per presentare al pubblico il catalogo della mostra “Matrem”, che inizia il suo viaggio in giro per l’Italia. “Matrem”, mostra personale di Andrea Chisesi, attualmente in allestimento nella stessa Galleria Civica D’Arte Contemporanea di Siracusa, dopo l’enorme successo riscontrato dal 30 agosto – giorno dell’inaugurazione – continua ad attrarre e coinvolgere un folto pubblico di visitatori tra turisti, galleristi e amanti dell’arte. La mostra, che permette di ammirare 45 splendide opere dedicate alla natura, la madre di tutte le cose, realizzate con il Matrem Tanacetum parthenium (un particolare tipo di fiore), sarà visitabile fino al 30 settembre, tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 22:00.

Estratto dal testo critico di Ornella Fazzina

Vi sono delle ragioni più che comprensibili che hanno portato il nostro Paese ad una pratica che vede artisti di oggi rielaborare opere del passato o accostare il proprio lavoro a quello di un maestro o artisti del passato recente o antico. Difatti un patrimonio artistico di inestimabile valore, qual è il nostro, non poteva che essere sfruttato per porre attenzione sulla produzione in atto, dando visibilità all’arte contemporanea. Tale tipo di prassi facilita, in un certo senso, la comprensione dell’arte del presente, tracciando una linea di continuità di significato, nonché estetica, con quella del passato.

Un ruolo molto diverso occupa l’arte rispetto a quello che ha occupato nella cultura europea occidentale per diversi secoli; una diversità e una complessità con la quale fare i conti insieme all’eredità lasciataci. E i conti con questa eredità li fa Andrea Chisesi nel voler individuare una propria strada fatta di continua pratica e ricerca e che oggi gli permette di affacciarsi nel panorama artistico con una singolare produzione che lega un vocabolario iconografico dell’antichità con una grammatica segnica di personale interpretazione.

Chisesi preleva opere scultoree e pittoriche inerenti al concetto di Matrem, da lui ripensato e rivisitato per mezzo di fotografie di eroi, figure mitologiche, rappresentazioni sacre e ritratti trasposti su un piano rivestito principalmente di fiori, cerchi e semicerchi, quasi a voler suggerire il valore profondo di una sorta di mandala contemporaneo. Muovendosi avanti e indietro sulla linea della storia, Chisesi ricostruisce una nuova identità ai suoi soggetti, riappropriandosi del valore rappresentativo della storia passata così come di varie espressioni delle avanguardie, rilette secondo una autonoma decodificazione.

Epoche e stili scorrono con altri ritmi nelle sue opere, dall’arte greca in poi, che toccano alcuni dei principali generi, quali l’arte sacra e il ritratto. Matrem diviene e va inteso, infatti, come veicolo di documentazione di fatti storici e sociali sul tema della creazione nella sua accezione più ampia che comprende anche il concetto di madre terra, madre patria, ma anche pura riflessione sull’arte stessa e sui suoi più disparati linguaggi.

Nel procedere con la preparazione dell’intervento pittorico, successivamente Chisesi inserisce la stampa fotografica (tecnica che lui chiama “fusione”) per poi intervenire nuovamente con la pittura. Sovrapposizioni di strati cromatici definiscono forme che nel fiore e nei cerchi ripescano la simbologia della vita, morte, rinascita, essendo Matrem un inno alla naturalità delle cose, all’armonia universale, alla bellezza. Una cifra stilistica originale, elegante, minuziosa, ricercata, la sua, che esalta la bellezza delle forme divenendo strategia per porre più attenzione ai soggetti, riletti attraverso una particolare operazione che si carica di simbologia e significato.

Muovendosi dentro ad un sistema decorativo, Andrea Chisesi ci riporta indietro nel tempo, al dibattito sull’ornamento e la decorazione che ha impegnato il Novecento, secolo che ha visto emergere nei testi visivi elementi decorativi che rappresentavano delle pause ritmiche atte a rafforzare la pregnanza semantica dell’enunciato. Di contro, in queste opere, Matrem tanacetum parthenium (un particolare tipo di fiore) si tramuta in una sorta di pattern che ha la vocazione di essere contemporaneamente protagonista e sfondo suggerendo, insieme alle altre composizioni segniche, una libertà che annulla le gerarchie che solitamente si creano dentro gli schemi della visione.

Biografia

Andrea Chisesi nasce a Roma nel 1972 e la sua passione per l’arte inizia fin da piccolo, nello studio di design del padre, che gli trasmette l’amore per la pittura.

Dopo la maturità artistica e gli studi nella Facoltà di Architettura di Milano, inizia un’intensa carriera come fotografo di moda e fotografo di scena cinematografica; in questi anni sperimenta le sue prime “fusioni” tra pittura e fotografia ispirandosi alla simbologia dei maestri Egon Schiele e Gustav Klimt. Durante gli anni dal 1995 al 2008 Andrea Chisesi dipinge per sé non tenendo conto della possibilità di diventare un pittore professionista. Saranno le continue richieste da parte di amici e conoscenti che lo spingeranno a partecipare alle prime collettive. Le mostre riscuotono un grande successo che porteranno Chisesi a lasciare la professione di fotografo, per dedicarsi solo ed unicamente all’arte della pittura. Nel 2008 apre il suo atelier di pittura, che trasferisce a Siracusa nel 2012 dopo il grande successo della sua prima mostra aretusea.

 

 


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