SAN MARCO D’ALUNZIO (ME). È visitabile fino al 31 gennaio 2016 presso la Sala della Grande Cisterna del Castello Normanno, la mostra dal titolo “Sculture e Paesaggi… tra Ragione ed Emozione” dello scultore nisseno Leonardo Cumbo.
L’esposizione ad ingresso gratuito, aperta tutti i giorni tramite il Centro visite dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 e curata dal consulente artistico Eugenio Di Francesco, è stata allestita nella suggestiva location dei sotterranei del Castello Normanno, prima utilizzata come cisterna per l’approvvigionamento idrico, poi divenuta carcere nel periodo normanno, oggi ambita sala per esposizioni di opere d’arte, ma alcune opere sono esposte in alcune piazze della cittadina, affinché la scultura possa incontrare il pubblico per catturarne un suo coinvolgimento sia emotivo che fisico.
Il poliedrico Leonardo Cumbo è uno gli artisti contemporanei siciliani più rappresentativi del momento. Egli ha al suo attivo la realizzazione di numerosissime sculture monumentali e istallazioni polimateriche multimediali e interattive esposte e collocate in tutto il mondo.
Molti critici leggono nelle opere di Cumbo ironia, il paradosso, il gioco, il sogno, ma nello stesso tempo la realtà. La sua opera può permettersi di passare dal razionale all’onirico inventando un mondo in cui gli oggetti quotidiani pur riconosciuti come tali ci appaiono in realtà nuovi, diversi dal solito, apparentemente complessi ma in sostanza ambasciatori di un messaggio semplice, intimo e per questo universale. Esplora, costruisce e de-costruisce simultaneamente, inventa disarmonie formali, asintonie visive inquietanti, invivibilità surreali. È definito da Giusi Bertini “filosofo esistenziale che spesso con riso amaro esorcizza le inadempienze del presente, affidando alle aberrazioni ottiche di uno spazio dilatato scansioni temporali iperreali, al di sopra delle comuni facoltà percettive. Anche quando argomenta sull’erotismo, nulla offende perché persino le contraddizioni sono viste con occhio limpido e disincantato…”
Dice di lui Vittorio Sgarbi: “Nella poesia espressiva di Leonardo Cumbo non ci sono mai riferimenti precisi a un evento reale, ma semmai l’erompere intenso della passionalità. Sono sculture che esaltano simbologie precise. I lavori di Leonardo Cumbo sono un continuo sommovimento di sentimenti elaborati da una personalità artistica pienamente matura e sensibile alla portata mitica della rappresentazione scultorea. E’ soprattutto interessante il suo modo di porsi di fronte al problema fondante dell’occupazione di uno spazio aperto. Sono evidentemente due le ascendenze di questo scultore, il realismo e il simbolismo, che partecipano in ugual misura alla sua creatività, mentre l’insieme delle sue opere ha un carattere stilistico unitario, dove il significato non è mai pretestuoso. Esso anzi risponde ad un bisogno di comunicare per via diretta e immediata, che va ben al di là della risposta a una committenza pubblica, che rappresenta per ovvie ragioni la collocazione privilegiata per uno scultore di questa levatura”.
Parlano di lui ancora: Nicolò D’Alessandro, Claudio Giorgetti, Carlo Melloni, Aldo Gerbino, Sergio Troisi, Marcello Palminteri, Paola Serra Zanetti, Anna Maria Esposito, Fiorenza Tomarchio e molti altri.
Leonardo Cumbo nasce a Caltanissetta nel 1967. Dopo avere compiuto studi scientifici e biomedici, si diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo nel ‘93 e, l’anno successivo, riceve la maturità d’arte applicata presso l’Istituto d’Arte “F. Juvara” di S. Cataldo (CL). Ha frequentato corsi estivi internazionali presso: l’Accademia di Belle Arti di Perugia nel ‘83 e presso l’Art League Students’ School di New York nel ‘90. E’ docente di Plastica Ornamentale presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, di Discipline Plastiche presso l’Istituto Statale d’Arte Filippo Juvara di San Cataldo (CL). Ha insegnato ‘Plastica Ornamentale’ all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino nel 2006. Dal 2007 è titolare di cattedra di ‘Plastica Ornamentale’ e ‘Tecniche della Scultura’ presso l’Accademia delle Belle Arti di Catania. Nel 2011 consegue a Enna il titolo di Counsellor di 1° e 2° livello di Arteterapia.
Vincitore d’importanti premi, ha partecipato a numerose rassegne d’arte contemporanea di spessore nazionale ed internazionale in località italiane e straniere e a simposi internazionali di scultura per arredo urbano, riscuotendo lusinghieri riconoscimenti da parte della critica, e ragguardevoli consensi da parte del pubblico e del mercato dell’arte. Espone a Roma, Teramo, Palermo, Catania, Avellino, Bologna, Agrigento, Enna, Porto (Portogallo), Guillena (Siviglia-Spagna) e in tante altre città.
Ha realizzato sculture di grandi dimensioni per l’arredo urbano di piazze e giardini pubblici in diverse città italiane e straniere lavorando e assemblando differenti materiali tra cui la pietra arenaria di Sabucina, il bronzo, il travertino, la pietra lavica, il peperino, l’onice, la terracotta, l’acciaio inox, il cemento, l’acqua e la luce artificiale. Troviamo sue opere in Spagna, Germania, Turchia e naturalmente in Italia.
Da qualche tempo si dedica anche all’organizzazione e alla direzione artistica di Simposi internazionali di scultura e al coordinamento di Laboratori d’arte internazionale. La sua attività artistica, caratterizzata da un interesse poliedrico per molteplici ambiti delle arti visive, lo ha condotto a ricercare costantemente soluzioni tecniche, formali, espressive e concettuali sempre innovative e originali anche nel campo della pittura, della fotografia e della videoinstallazione.
Lo scultore Leonardo Cumbo si è ritrovato nel mese di Agosto a Milano presso il Cluster Biomediterraneo di Expo 2015 con alcune sue installazioni e performance artistiche. I visitatori lo hanno potuto apprezzare in azione mentre realizzava dal vivo uno dei gruppi scultorei in argilla semirefrattaria destinati all’arredo artistico della piazza principale del comune di Riesi, in provincia di Caltanissetta, raffigurante un piccolo pastorello inginocchiato sopra una forma di formaggio ovino “Primosale” che gioca con la sua capretta “girgentana” capricciosa. Tra le altre opere esposte citiamo “Melamorfosi“, ispirata al rapporto tra natura e tecnologia, un ciclo di cinque mele, dall’origine al torsolo mangiato, penetrate da spazzolini da denti, vermi e viti e “Frutti erotici“, ispirata al rapporto tra il cibo ed Eros, opera che ha destato grande scalpore, consistente in cinque grandi gusci di noce in vetroresina, contenenti frammenti di espressioni facciali e corporali in terracotta dei cinque sensi: la vista, il gusto, l’olfatto, l’udito, il tatto.

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