CATANIA − La mostra di Giuseppe Tabacco “Sintesi”, inaugurata venerdì 6 novembre, al Museo Emilio Greco, in piazza San Francesco d’Assisi, 3, realizzata con opere concesse dall’autore e da Casale Borghese Srls di Valverde, con il patrocinio del Comune di Catania, sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19, la domenica dalle 9 alle 13, fino al 22 novembre.

Di seguito alcune note sull’artista.

Giuseppe Tabacco, artista eclettico, scenografo, pittore, viaggiatore, motociclista, fotografo, scultore, interior designer, Archeologo.
Inizia la sua esperienza formativa nel 1980 all’interno della “famiglia” del Piccolo Teatro, tra palcoscenico, tecnici e attori come: Giordano Mancioppi, Fulvio Lanza, Renato Del Carmine, Andrea Jonasson, Alarico Salaroli, Massimo Ranieri, Mario Valgoi, Tino Carraro, Ferruccio Soleri, Carlo Montini, Edda Valente, Sabina Vannucchi, Giulia Lazzarini, Giorgio Strehler. Tutte persone che lo hanno saputo indirizzare, spronare e consigliare.
Lascia il piccolo Teatro per seguire la sua strada, nel 1985 vince il concorso per giovani scenografi al Teatro alla Scala, lavora con grandi pittori che hanno fatto la storia della Scala come Gianni Montonati, Giuseppe Rigon Giorgio Cristini, Giulio Achilli e David Hockney.

Nel 1986 conosce il pittore chiarista e paesaggista Cristoforo De Amicis, che lo incoraggia nell’attività pittorica.
Contestualmente lavora in ambito pubblicitario con agenzie come Armando Testa e la Controcampo, progetta scenografie per Convention di importanti aziende Italiane e straniere.

Ad oggi svolge la sua attività di scenografo in televisione lavorando per Rai , Mediaset, e Sky.
All’interno delle sue Scenografie sono sempre inseriti i suoi quadri che danno un valore aggiunto alle scene.
Ha lavorato all’estero toccando paesi come Spagna, Brasile, Marocco, Santo Domingo, Messico, Africa, India. Esperienze, che entrando in contatto con modi e culture diverse, lo hanno arricchito umanamente e professionalmente.

Dal 1987, contestualmente all’attività di scenografo, espone le sue opere in gallerie in Italia e all’estero.
La pittura manifesta il suo animo, la scenografia il suo ingegno. Due aspetti che trovano spesso una sintesi nelle sue produzioni

NOTE DALL’ARTISTA

La scenografia: che cosa rappresenta per me
La scenografia è un’opera d’arte in mutazione al servizio di un’idea, è un processo alchemico attraverso il quale vedere materializzate in breve tempo le proprie intuizioni artistiche.
Essa racchiude un insieme di arti ed è stato proprio questo che mi ha maggiormente affascinato fin dall’inizio del mio percorso. Il poter unire architettura, scultura, pittura e fotografia, le mie passioni in un unico mestiere è un grande privilegio

La pittura
Per me dipingere oltre che una meravigliosa passione è la ricerca dell’oggettivo; è altresì il cercare di offrire agli altri il piacere dell’osservazione stimolando la loro immaginazione, il loro emotivo, la loro intelligenza.

Il Morfismo : il mio Progetto pittorico

Oggi il mio modo di dipingere si muove intorno al tema della metamorfosi dove l’interpretazione della realtà soggettiva da parte dell’essere umano viene posta in evidenza quale moto del suo stesso vivere. Ogni forma rappresentata può essere colta in modo diverso e l’osservatore diviene quindi un partecipante attivo nella lettura del dipinto.
Nella sua accezione scientifica il morfismo applicato alle scienze matematiche va ad identificare l’astrazione che trasforma una struttura in un’altra mantenendo alcune caratteristiche della prima.
Attraverso il morfismo pittorico voglio mettere in evidenza la trasformazione dell’uomo, il suo percorso di crescita alla scoperta della sua anima. Il mio lavoro è solo una proposta che si prefigge di far pensare, meditare sulla ricerca di quello spazio che ci permette di arrivare a percepire il nostro essere in trasformazione All’interno di questo spazio alla ricerca dell’essere al di là della materia possiamo accedere a vibrazioni sempre più sottili in contatto con un mondo a noi sconosciuto ma al contempo vicino alla nostra intimità
Il morfismo è il momento in cui un’essenza si trasforma in qualcos’altro, cambia forma come il bronzo che dal crogiuolo scende liquido per solidificarsi nel volto di una statua.

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