CATANIA − In occasione dell’Undicesima Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, il MacS, Museo Arte Contemporanea Sicilia, nella Badia piccola del Monastero di San Benedetto di via Crociferi a Catania, ha offerto al pubblico la sua collezione privata, Sezione Internazionale, con le opere degli artisti figurativi James Xavier Barbour, Lita Cabellut, Marcia Gálvez Camus, Marta Czok, Thomas Dodd, Enrique Donoso, Lorenzo Manuel Durán, Jorge Egea, Daria Endresen, Steven Kenny, Wenceslao Jiménez Molina, Zheng Lai Ming, Ryan Mendoza, Nihil, Judith Peck, José Manuel Martínez Pérez, Carlos Asensio Sanagustín, Richard Scott, Miguel Escobar Uribe, Santiago Ydanez, Gary Weismann. Per questa occasione, AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, ha invitato l’artista Alfredo Pirri a realizzare l’immagine guida dell’evento. “Passi” è il titolo dell’opera istallazione, che sceglie come intervento artistico l’utilizzo di specchi infranti. Ovvero la potenza distruttrice e generatrice. Specchi precipitano per troppo desiderio di altezza o per toccare le cose del nostro mondo. Bellezza e caducità. Gloria e fallimento. Termini desueti per l’arte contemporanea, ma rinvenuti in “superficie” in questo contesto fallace da una parte, corporeo dall’altra, che diventa causa esterna delle stesse forme. Nuovo è il fare umano, che consente all’artista di venire alla luce, di attraversare quella forma artificiale che tende all’immobilismo, alla staticità. L’immagine creata dall’artista appositamente per la Giornata del contemporaneo, rappresenta un gesto semplice e, al contempo, inquietante: sfidare a piedi nudi una superficie fredda e (forse) anche tagliente. Specchi infranti da creature ribelli, dall’arte, dagli artisti, forse da noi tutti, che precipitano per troppo desiderio di altezza o per toccare le cose del nostro mondo, riuscendo a vincere la resistenza di una quiete troppo immobile. Come negare d’altro canto l’evidenza della sempre possibile e reale mutevolezza? L’origine del movimento, i passi cadenzati su di una superficie fragile, che non resiste di fatto a nessuna forma e peso portano al gioco stesso della vita che Pirri, costringe tutti noi spettatori ad attraversare: un atto di fiducia, all’abbandono, a metterci in relazione con qualcosa di cui percepiamo la pericolosità senza coglierne esattamente la portata. Ci incita ad acquisire consapevolezza di un rischio necessariamente da correre e ad accettarlo come tale, sottolineando la necessità per il singolo individuo ma anche per la società e, in scala globale, per il mondo intero, di metterci costantemente in gioco, con fiducia e abbandono. Per l’artista aggiungiamo che, necessaria è soltanto la piena illimitata libertà della scelta dei suoi mezzi.

Pina Mazzaglia

Passi di Alfredo Pirri

Passi di Alfredo Pirri

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