Pina Mazzaglia

SAN GREGORIO – Il grande interesse per la sua terra, il tema del paesaggio, la volontà di mettere in relazione simbologie e vissuto, la ricerca verso materiali sperimentali, questo è “Visioni e canto della Terra” la personale di Enzo Federici che è una sorta di dichiarazione d’amore verso la sua amata Sicilia. “Attesto i luoghi dove vivo, sono considerazioni che nascono dall’ambiente, una ricerca costante che diventa pretesto di raffigurazione” -, spiega l’artista, che abbiamo incontrato nel giorno del vernissage della sua mostra in corso al Casale Borghese di San Gregorio di Catania, fino al 12 febbraio 2016. Si muovono le sue pennellate: tese, spezzate e curvilinee, dai colori densi e brillanti, stese in larghe velature. Sono le opere del primo periodo, dagli anni settanta agli anni novanta, parole senza voce che prorompono dalle tele per colmare, plafedericiMeteorite-296x300care e curare ogni bisogno di spazio, ogni impresa di esprimersi. Ci travolge il colore, porta via per esplorare e conoscere il principio e i confini di ogni sussulto che ha ne ha accompagnato l’elaborazione accorata. Pennellate dai colori brillanti si distendono sinuose, si avvolgono l’una con l’altra per poi allontanarsi, come se volessero fuggire dalla trama della tela per comunicare con chi le osserva. Gestualità che a tratti squarcia, a tratti apre delicatamente nuovi orizzonti, che portano al cambiamento, indagati con una pittura espressionista di radice formalistica, assolutamente indicativa. La sua formazione accademica, lascia il posto a mutazioni contemporanee che non possono, pur nella ricerca e innovazione, prescindere dalla conoscenza dell’immenso patrimonio artistico, orgoglio e vanto della nostra nazione in tutto il mondo. Federici si conferma contemporaneo è così che definisce se stesso. E lo è anche nella scelta coraggiosa di tecniche sperimentali frutto di anni di ricerca. Come l’inserimento di siliconi. “Sono stato il primo a utilizzare questo materiale – con orgoglio e stupore lo afferma – a mescolarne la sostanza pastosa e vitrea sulla stessa tela, a farne mescola di colori”.  I nuovi impasti, dove tornano con senso imperante, elementi costanti, simboli di energia, di viaggio, diventano quasi “sculture”: formelle vibranti dall’ampia gamma coloristica, dove è richiesta l’esecuzione veloce e dove il modellare plastico diventa racconto. L’artista sa dialogare con tutto il passato, il vissuto dall’inizio alla fine: dal remoto della classicità al moderno dell’avanguardia, riuscendo a definire punti di intesa di equilibrio tra le varie parti storiche in gioco. Tutto è colore, intriso dei suoi significati più profondi e delle emozioni a cui naturalmente rimanda. In gioco c’è sempre una terra viva, intensa di colori dove emerge il rosso, colore del fuoco, del calore, dell’energia. Fiamme di colore che esplodono sulla tela, che tendono a fuoriuscire dai confini del dipinto. Ora, negli ultimi anni, le tele si relazionano una con l’altra, come fossero pagine di uno stesso libro, sfumature di colore di uno stesso arcobaleno: si avvicina alla fisica per raccontare le pulsioni dell’anima, le opere seguono un ritmo di frequenze: diventano fenomeni dall’andamento costante che si ripete nel tempo, un divenire di eraclitea memoria, un “panta rei”  dove il tratto è materia, e al tempo stesso energia, sprigionata dallo stesso impasto, la stessa che definisce il momento, l’istante, la sensazione dell’istante, che gli consente di viaggiare oltre i limiti abituali. IMG-20160110-WA0003Una ricerca applicata sul piano etico, una immagine scandagliata che si rivela di non facile lettura perché ha bisogno di particolari predisposizioni, di rigori non facili a mantenere. Ecco, allora venire alla luce eccellenti elaborati, dalle forti capacità espressive, che sono manifestazioni delle sue meditate riflessioni sul mondo in cui viviamo, per cui il colore acquisisce un ruolo dominante, avendo la caratteristica di puro cromatismo, diventa segno di entità emozionale.

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