CATANIA − L’ inverno 2014 ha visto, nel centro storico di Catania, area della cosiddetta ‘movida’, una significativa recrudescenza dei reati connessi al bullismo, una categoria che la Procura della Repubblica ha individuato come reati di ‘criminalità diffusa’, da contrastare in maniera decisa e risolutiva.

Mentre sul web dilagavano video e foto, link  che, in modo fuorviante, celebravano la macabra spettacolarità di pestaggi in strada avvenuti a danni di ragazzi, quasi bambini, da parte di gruppi più o meno nutriti di coetanei, le vie più movimentate e percorse  del centro etneo, a partire dalla centralissima via Etnea, sono state teatro di numerosi eventi riconducibili a tali fattispecie.

Un sabato sera di metà dicembre 2014, 4 ragazzi di età scolare, tutti sotto i 20 anni, sono stati vittime di un pestaggio a seguito del quale, dopo le cure mediche del caso (traumi facciali e cranici per i meno fortunati) si sono recati dai Carabinieri, accompagnati dai genitori, per sporgere denuncia. La dettagliata descrizione ha consentito agli inquirenti di approfondire la vicenda, risalire ai responsabili, monitorare i loro comportamenti, non solo in strada ma anche online,  sui social network nei quali  il piccolo ‘branco’ di ragazzi condivideva video violenti, immagini di combattimenti in strada, autocelebrandosi da protagonisti di una rivisitazione in chiave catanese del celebre lungometraggio di Kubrik  “Arancia Meccanica”.

Il gruppo, finito sotto la lente delle forze dell’ordine, è risultato essere piuttosto nutrito: composto anche da minori (per i quali la giustizia sta seguendo il previsto iter specifico), vede il proprio denominatore comune nella passione per le arti marziali nella loro accezione violenta, nella tendenza a praticare ogni forma di  ‘bullismo’ per impossessarsi di telefonini di ultima generazione, di soldi  dei compagni di scuola, per fare colpo sulle ragazze, nella distorta affermazione di chissà quale  autorità imposta sui più deboli mediante l’ uso di intimidazione e violenza di gruppo.  All’ evento denunciato a dicembre 2014 se ne sono aggiunti altri, in cui si identificavano, tra gli altri, i medesimi soggetti individuati dagli inquirenti.

Luoghi di ‘caccia’ di questo branco: via Etnea, Giardini Bellini, Piazza Teatro e vie limitrofe, tutta l’ area più popolata della ‘movida catanese’ insomma.

I riconoscimenti da parte delle vittime, dei  genitori e dei testimoni, taluni palesatisi in momenti successivi,  le conseguenti indagini e la linea decisa assunta  dalla Procura della Repubblica, intenzionata a dare un incisivo segnale di risposta al grave fenomeno del bullismo, anche minorile, hanno consentito di individuare i responsabili di numerosi eventi, tutti analoghi, avvenuti  in centro durante i mesi del pienone della ‘movida catanese’.

Sono cosi scattati severi provvedimenti restrittivi, in forma di misure cautelari,  nei confronti dei gemelli Di Scanno Marcello e Saro (quest’ ultimo già agli arresti domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente), e di Consoli Stefano, sui quali si impone da subito il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 21:00 alle 06:00 di ogni giorno, e l’ obbligo di permanere nel comune di dimora abituale, salvo autorizzazione dell’ A.G.

I reati contestati sono: lesioni personali, rapina, violenza privata, minaccia, chiaramente in concorso.

Con un segnale forte ed inequivocabile, si sottrae  il ‘campo di gioco’ a questi giovani turbolenti che, nei mesi scorsi, si sono resi noti alle forze dell’ ordine per la condotta violenta e amorale, obbligandoli a rimanere in casa proprio nelle ore in cui hanno imperversato credendosi impuniti.

 

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