Quando ha conquistato le luci della ribalta come opinionista fisso del programma televisivo Controcampo, non lo conoscevamo e non avremmo scommesso una lira che fosse siciliano e in particolare catanese di nascita. Accento settentrionale, occhiali colorati, abbigliamento eccentrico nei colori e nella foggia.
Il sarcasmo e l’ironia mordace sono i suoi cavalli di battaglia che lo rendono simpatico o antipatico, come il bianco o il nero,  i colori della Juventus, la squadra di cui è incontenibile tifoso. Bene, pensammo, sarà piemontese o tuttalpiù settentrionale. Non perché tifosi juventini nella nostra isola non ce ne siano, ma perché nel suo essere e nel suo apparire non vi era traccia di sicilianità.
Quando sapemmo delle sue origini e del suo vissuto catanese, un misto di sentimenti ci pervase: un po’ orgogliosi perché uno di noi ce l’aveva fatta, un po’ perplessi perché non traspariva mai la sua sicilianità, neanche a rivoltarlo come un calzino. A sentirlo parlare di Catania, poi, non ci era mai accaduto: sarà un caso, ci siamo detti.  E invece no, quel suo silenzio sui suoi natali nascondeva un’insofferenza che è venuta fuori come un fiume in piena (a paragonarla a un’eruzione lavica, potrebbe offendersi…), durante la trasmissione sportiva Tiki Taka di Italia 1 che l’ha visto protagonista in un asperrimo scontro con Zamparini, il patron del Palermo. Non ci saremmo aspettati che in quel mezzogiorno di fuoco dialettico tra il catanese Mughini e il friulano Zamparini, il primo ripudiasse la sua terra e il secondo la difendesse a spada tratta.
Mentre Zamparini tesseva le lodi del capoluogo siciliano: “A Palermo la cosa più bella in assoluto è sicuramente la qualità della vita. Palermo è una città straordinaria, non ci crederete ma vi assicuro che vivere qui è dieci volte meglio che a Milano”. Mughini la rinnegava: “Quando ero giovane e sono andato a Parigi ho detto ahhh è qui che sarei dovuto nascere. In Sicilia hai il mare e i fichi d’India, esclusi questi non c’è nient’altro”.
Non vogliamo essere ipocriti, la nostra Sicilia non è per niente immune da difetti. Anzi! La mafia ci ha tristamente resi famosi nel mondo, la disoccupazione e l’eterna inerzia dei nostri politici altrettanto. Gli stessi politici che non hanno saputo sfruttare i grandissimi pregi dell’isola come ad esempio la cultura e il turismo.

Guardare con spirito critico alla Sicilia è un conto, ripudiare i propri natali un altro…

Salvo Grasso

 

 

 

 

 

 

 

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