Dopo il grande successo dei due primi appuntamenti. Dopo l’Orchestra d’archi Catanese,  si esibirà il Trio Chamaelèon. Il numero dei visitatori è sempre cresciuto, domenica dopo domenica

Domani, 25 gennaio,  terzo appuntamento con il Municipio aperto e con la musica nel Salone Bellini dopo il grande successo dell’11 e del 18 gennaio dell’applauditissima Orchestra d’archi Catanese, diretta dal maestro Fabio Raciti, ad esibirsi sarà invece il Trio Chamaelèon che, sempre nel salone intitolato a Vincenzo Bellini, terrà un concerto che mescolerà musica operistica e colonne sonore di film.
Il Trio Chamaelèon, formato da Maria Luisa Sacco all’arpa, Damiana Vinci al flauto e dal tenore Marco Ravalli, propone un percorso musicale che va dal primo Ottocento alla seconda metà del Novecento. Il repertorio punta a una rivisitazione musicale, tanto fedele al volere dei compositori quanto sperimentale nell’esecuzione. Nel concerto di domenica saranno eseguiti brani di Vincenzo Bellini (“Ma rendi pur contento” e “Vaga luna che inargenti”), Gioacchino Rossini (“Se il mio nome…” da “Il barbiere di Siviglia” e “Dal tuo stellato soglio” dal “Mosè in Egitto”), Pietro Mascagni (Intermezzo Sinfonico da “Cavalleria Rusticana”), Giovanni Battista Bononcini (“Per la gloria d’adorarvi”), Ruggero Leoncavallo (“Mattinata”), Ennio Morricone (“Nella Fantasia” dal film “Mission” e E. Morrricone – “Se tu fossi qui con me” da “Nuovo Cinema Paradiso”), Luis Emmanuel Bacalov (“Mi mancherai” da “Il Postino”) e Gaetano Emmanuel Calì (“Mattinata siciliana”).
Il concerto, che comincerà alle 11, sarà il momento clou della manifestazione che consente, dalle 9 alle 13, di visitare il Palazzo degli elefanti e le sue sale ricche di quadri e statue preziose.
“Ho voluto personalmente – ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco – che la sede del Municipio venisse aperta periodicamente per consentire ai cittadini di visitare quella che è la loro casa. I primi due appuntamenti di gennaio, che prevedevano anche dei concerti, hanno avuto uno straordinario successo. I visitatori sono stati numerosi e sono stati felici di scoprire questo scrigno colmo di opere d’arte di cui andare orgogliosi, tenuto come un autentico gioiello dal cerimoniere Luigi Maina”
Il Palazzo degli elefanti venne edificato dopo il disastroso sisma del 1693 che rase al suolo la città. L’architetto Giambattista Vaccarini, nel 1735, intervenne sul Municipio quando l’impianto già raggiungeva la prima elevazione e ne modificò il prospetto. Ha un atrio d’ingresso su ogni prospetto a sottolineare il suo carattere di edificio aperto al pubblico e di servizio alla collettività.
Nelle due domeniche precedenti i visitatori si sono soffermati in particolare ad ammirare, nella corte del Palazzo, le carrozze del Senato: una berlina in legno dorato e dipinto della fine del XVIII secolo, e un’altra più semplice, entrambe usate durante i festeggiamenti per Sant’ Agata.

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