È caduto in servizio l’Ispettore Capo delle Polizia di Stato, Rosario Sanarico, mentre era impegnato nelle ricerche del corpo di Isabella Noventa. Ma nel web sembra non essercene traccia. Perdere la vita nell’adempimento del dovere non fa notizia

Ancora un caduto nella Polizia di Stato nell’adempimento del proprio dovere.

Si tratta di Rosario Sanarico, 52 anni, Ispettore Capo delle Polizia di Stato in servizio presso il Centro Nautico Sommozzatori di La Spezia. Il poliziotto, ex Nocs, era impegnato nelle ricerche del corpo di Isabella Noventa, la 55enne padovana scomparsa il 15 gennaio scorso.

Rosario Sanarico è rimasto incastrato sul fondo del fiume Brenta nel corso della perlustrazione “palmo a palmo”. L’ipotesi più probabile è che il poliziotto sia stato risucchiato in una tubatura della chiusa vinciana di Stra. I suoi compagni di squadra e colleghi tra mille difficoltà lo hanno tirato fuori dalle acque limacciose, ma le sue condizioni erano disperate e vani sono stati i tentativi di rianimarlo sul posto come quelli esperiti in ospedale.

Questa la notizia. Ma nella notizia c’è un’altra notizia che lascia l’amaro in bocca. Della morte dell’Ispettore Capo Rosario Sanarico, scomparso nell’adempimento del proprio dovere, nob c’è quasi traccia sul web e sui quotidiani, solo qualche giornale minore e i siti dedicati alle forze dell’ordine l’hanno menzionata.

Già perché un poliziotto che perde la vita per dare ai familiari di Isabella Noventa la possibilità di pregare e salutare per l’ultima volta la propria cara, non fa notizia. Non interessa alla comunicazione mainstream nazionale. Il poliziotto stavolta non ha picchiato nessuno.

La stampa, di sinistra in particolare, stavolta non ha nessun mostro in uniforme da mettere in prima pagina, da dare in pasto all’opinione pubblica. Il minimo sbaglio di poliziotti e carabinieri, che ricordiamo sono uomini fatti di carne e ossa, è di solito analizzato, dissezionato dai media che con la lente d’ingrandimento evidenziano nel particolare come l’agente di polizia ha sbagliato.

Spesso la stampa evidenzia la funzione repressiva della Polizia (arresti, indagini di un certo rilievo) non dando il giusto rilievo alle funzioni di tutela, prevenzione, salvamento e ricerca di persone scomparse che gli agenti espletano ogni giorno, a rischio della propria vita, a favore di tutti i cittadini.

Da tempo ormai la Polizia di Stato addestra i propri uomini alla gestione dello stress soprattutto nelle situazioni di maggior tensione, come in occasione di grandi eventi politici e sportivi. Gli agenti vengono addestrati ad agire garantendo prima la sicurezza altrui (anche di chi mette appositamente in pericolo l’incolumità pubblica) e poi quella propria, a tollerare insulti, provocazioni e lanci di oggetti contundenti senza reagire. Eppure può capitare che si sbagli, e come tutti  anche i poliziotti devono pagare, ma nessuno ha il diritto di sottoporli al vilipendio e al linciaggio mediatico.

Sarebbe bene ricordarsi di loro (basta solo una menzione) pure quando perdono la vita per salvarne un’altra o anche solo per dare la possibilità alla famiglia di piangere sul corpo del loro caro e conferirgli una degna sepoltura. Ma pare, ancora, che qualcuno si ricordi degli uomini in divisa solo a senso unico.

Onore quindi a Rosario Sanarico.

La redazione di Sicilia Journal esprime alla famiglia del poliziotto coraggioso la propria vicinanza e un profondo sentimento di cordoglio.

Vincenzo Adalberto

 

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