I periti nominati dal Cga chiedono l’autorizzazione per esperire le misurazioni dei campi elettromagnetici emessi dal Muos. Entro il 26 gennaio devono presentare la relazione definitiva ai giudici amministrativi. Polemiche tra i politici e mobilitazioni degli ambientalisti

Il collegio di periti nominati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa ha chiesto di attivare il Muos per testare la nocività  dei campi elettromagnetici sulla salute, al fine di ottenere dei dati altamente attendibili da inserire nella relazione conclusiva.

I periti avevano chiesto al Cga 90 giorni per completare la relazione sulla valutazione dei rischi ma i giudici amministrativi ne hanno concesso solo 40.

Il tempo sta per scadere e il collegio dei periti deve consegnare il proprio lavoro entro il 26 gennaio. Incalzati anche dalle pressioni governative, perché il Muos è ritenuto un obiettivo ad alta sensibilità, ecco che i periti hanno chiesto l’autorizzazione al ministero della difesa per renderlo operativo dal 13 al 15 gennaio. 

Sarebbe la prima volta che si effettuano le misurazioni con il Muos attivo, un esperimento che, per capirci, nel campo della giustizia penale è molto simile all’incidente probatorio.

Il 13 febbraio il Tar si era espresso negativamente nei confronti del Muos, bloccandone i lavori, accogliendo il ricorso del Comune di Niscemi. Il Tar di Palermo, in sintesi, affermava la pericolosità del Muos per la salute dei cittadini, evidenziando la superficialità delle valutazioni esperite dall’Istituto superiore di sanità.

“L’ Istituto superiore di sanità si è basato su procedure di calcolo semplificate che non forniscono accettabili indicazioni nell’ottica del caso peggiore”, recitava la sentenza del Tar.

Il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta inizialmente aveva sospeso i lavori, in attesa di un’analisi da parte dell’Iss. Giunte queste, il governatore siciliano, nonostante le numerose e accese contestazioni, aveva concesso l’autorizzazione all’impianto.

Il ministero della difesa opponeva ricorso al Cga che il 3 settembre disponeva nuovi accertamenti nominando un collegio di cinque periti. Tre di questi dipendono direttamente dai ministeri dell’Ambiente, Salute e Trasporti, ciò ha sollevato un vespaio di polemiche a causa della loro presunta incompatibilità, giacché il ricorrente è il ministero della Difesa.

Le verifiche nei tre giorni di gennaio, in cui sarà in funzione il Muos, dovrebbero essere effettuate con la collaborazione dell’Arpa Sicilia, che però a nome del suo presidente, Francesco Licata di Baucina, nel febbraio del 2013, in audizione all’Ars, aveva asserito di non essere in possesso dei dati necessari per effettuare tutte le misurazioni.

Il tre febbraio prossimo il Cga si esprimerà definitivamente sulla vicenda Muos.

Intanto si susseguono le polemiche sulla messa in funzione del MuosI No Muos e le associazioni degli ambientalisti stanno valutando alcune forme di protesta come manifestazioni e sit-in che si terranno a Niscemi nei giorni degli esperimenti, proprio a ridosso del sistema di comunicazioni satellitari della Marina militare statunitense.

“Attivare il Muos per testare eventuali rischi per la salute dei cittadini? Sarebbe come sparare a qualcuno per scoprire se si fa male…”.  Questa è la reazione di Giordano Sottosanti, componente dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia, alla richiesta del collegio dei periti di mettere in funzione il Muos.

Vincenzo Adalberto

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