di Marco Spampinato

ACI S. ANTONIO –  Capita che, di ritorno da un altro servizio di cronaca, ci si riesca ad imbattere in una situazione non prevista. Così arriviamo sul posto, al civico 120 della centrale, e storica, via Vittorio Emanuele, con la certezza di dover confezionare un servizio  foto-giornalistico,basandoci su in botta e risposta, via mail, e per realizzare solo uno scatto fotografico che impressioni la realtà, mesta e scontata, che ipotizziamo di trovare dovendo relazionare sull’ennesimo “portone chiuso”.

10363098_4696172417701_9133330305540663601_nScrivo di quella che, fino a ieri pomeriggio, potevamo definire la “Incompresa chiusura al pubblico del ‘Museo del Carretto Siciliano di Aci Sant’Antonio permanentemente chiuso malgrado la recente inaugurazione”, quasi un titolo alla Lina Wertmuller per l’unica struttura del genere presente nella provincia di Catania concepita e nata a ricordo, vivo, di un esempio di artigianato tra i più cristallini e di un’arte in via d’estinzione, e dovere, al contrario, appurare che, proprio un attimo prima del nostro, non preannunciato, arrivo le cose sono cambiate.

Un colpo di fortuna, al contrario, preannuncia la nota positiva che diventa, nel nostro piccolo, anche uno “scoop”.  Senz’altro, l’opportunità di testimoniare, e scrivere in esclusiva,
dell’apertura pomeridiana del 30 luglio per il “Museo del Carretto Siciliano”, a opera dell’assessore comunale alle politiche sociali Maria Grazia Leone, sottolinea un tempismo imprevedibile ed il reale cambio di uno “status quo” che ci permette di annunciare la buona notizia.
E siamo soddisfatti di poterne scrivere una che riguardi il martoriato mondo della “Cultura.”

Abbiamo inaugurato questa sede lo scorso 7 luglio di concerto con il Commissario straordinario della Provincia Regionale di Catania, prefetto Giuseppe Romano è vero – ammette l’assessore Leone alla quale facciamo presente la nota giunta in redazione, a firma di Enzo D’Agata, consigliere comunale di opposizione dello stesso comune dell’acese che lamentava, nel dettagliato documento, la non chiara sensatezza di una inaugurazione che ha poi, materialmente, registrato l’impossibilità di fruire dei servizi artistico-culturali legati alla visita della sede museale -.

La struttura sarà fruibile con regolarità dalla prossima settimana nei tempi, e negli orari, che determinerà la Provincia che, di questo sito, è  proprietaria. La chiusura di questi giorni è stata dettata dalla necessità di perfezionare la veste formale dell’accordo fra Comune e Provincia, in quanto il nostro, ed il loro, ufficio contratti non hanno ancora emesso il testo definitivo che, comunque, sarà firmato in tempi serrati”.
Riguardo alla segnalazione agli organi di stampa effettuata da D’Agata, già consigliere provinciale de “La Destra”, e da anni convinto sostenitore, e propugnatore firmatario della realizzazione della stessa struttura che chiedeva veementemente “Perché il Museo resta chiuso?
E’ questo il modo, per l’amministrazione santantonese, di valorizzare un contenitore culturale tanto atteso dalla cittadinanza? Non pensano gli amministratori di Aci S.Antonio che il Museo, realizzato dalla Provincia regionale di Catania e dato in gestione al Comune, sia una risorsa e una grossa opportunità per il reale rilancio di questo paese?”

Leone risponde, indirettamente, mentre ci invita a seguirla nella visita della struttura. Con noi anche una ventina di ragazzi, volontari della Croce Rossa Italiana di Calabria, Puglia, Sicilia e Roma ospitati in campus alle “Case Boscarini” dalla CRI locale e accompagnati, in visita culturale, dall’autore di un libro sul carretto.

Notiamo una casa antica ripresa e pronta a ospitare visitatori con regolarità. Una magione ridata a nuova vita, con due ampie sale 10570445_4696174057742_7383772177707355909_ndove alunni di un liceo artistico hanno fattivamente collaborato alla installazione di foto e cartelli che accompagnano il visitatore alla scoperta del Carretto
Siciliano e delle sue diverse espressioni di alta esperienza artigianale proprio nella città patria del celeberrimo, e ultracentenario, maestro Mimmo Di Mauro, tutt’ora in alacre attività.
“Malgrado questa struttura, coi carretti al suo interno, sia stata acquistata, ristrutturata e resa fruibile con la cospicua somma di quasi 400mila euro a suo tempo stanziati dall’Amministrazione provinciale che faceva capo al presidente Lombardo, la effettiva qualità, e finitura di alcuni servizi essenziali, non consentiva la sua apertura al pubblico.

Come vede, oggi, questo primo piano, al quale sommiamo un secondo piano con sala conferenza e servizi annessi, ha le carte in regola per poter essere aperta al pubblico. Questo perché in un comune che versa, tutt’ora, in un preoccupante dissesto finanziario abbiamo trovato le risorse, assieme alla valida assistenza della Provincia regionale di Catania per operare quelle migliorie che ritenevamo necessarie e, nello specifico, l’istallazione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento nella sala conferenza e presso quello che sarà l’ufficio d’ingresso e le ultime migliorie, fra cui quella legata alla irrigazione dell’aiuola; è stata inoltre segnalata la necessità di potenziare il sistema di video sorveglianza che riteniamo inadeguato all’importanza del sito”.

Giriamo tutte le sale ammirando queste opere d’arte, fotografiamo, registrando anche l’arrivo dell’assessore all’urbanistica Santo Romano che si unisce a noi nel mini tour, respiriamo l’area che
si potrebbe respirare in una quasi finita futura oasi che possiede una piccola corte dotata di un minuscolo, per quanto apprezzabile, polmone verde, e che si erge fra ville di incomparabile bellezza, edifici storici risalenti al tardo ‘800 e strutture di una bruttura inaudita che rappresentano lo sconcio, assoluto, della peggiore edilizia sicilianadegli anni ’70.

Anche questa è la Sicilia dell’arte.
L’auspicio, sincero, è quello di poter registrare presenze giornaliere, costanti, anzi, crescenti, e non solo la visita odierna dei giovani ospiti della Croce Rossa locale capitanata dall’entusiasta responsabile del comitato locale di Acireale Salvo Privitera.

10352902_4696171617681_7786703746930679346_nCi teniamo a sottolineare come, durante le quasi due settimane successive alla inaugurazione, oltre a responsabili, tecnici e operai del comune di Aci Sant’Antonio e della Provincia di Catania, abbiano visitato la struttura anche i musicisti dell’Orchestra del Conservatorio di Londra presenti nel centro acese, come ci ha riferito l’assessore Leone, o altri non meglio specificati turisti che hanno potuto avere accesso al sito grazie alla gentilezza e sensibilità dei vicini abitanti o dello stesso primo cittadino. Ora è il momento di aspettarsi una gestione programmata e seria di questo bene di tutti.

Un Museo, lo sanno bene anche ad Aci Sant’Antonio, rappresenta una opportunità per tutto il territorio delle Aci e per lo stesso senso di accoglienza, e sviluppo del lavoro, e del turismo.

Foto: Vincenzo Musumeci

Marco Spampinato

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