Ci sono tre luoghi delle Isole Maltesi presenti nell’elenco dell’UNESCO dei luoghi Patrimonio Mondiale dell’Umanità: La Città di Valletta, i Templi Megalitici e il Hal Saflieni Hypogeum. Nel prossimo futuro il territorio maltese si arricchirà di nuovi e interessanti stimoli poiché dal 30 settembre 2015 il Museo Regionale di Kamarina coordinerà una equipe internazionale di ricercatori che effettuerà scavi archeologici nel sito di Tà-Wilga dove esistono i resti delle monumentali Torri Rotonde enigmatici monumenti. È un importante riconoscimento internazionale al Museo Regionale di Kamarina che sarà capofila del progetto di ricerca con il Ministero della Cultura della Repubblica Maltese, con la Soprintendenza alle Antichità di La Valletta, e con l’Università della Calabria. L’equipe di ricerca sarà diretta dall’archeologo Giovanni Distefano, Direttore del Museo Regionale di Kamarina, e da Antony Pace, Soprintendente di Malta. Molto numerosi i ricercatori che parteciperanno alla Missione archeologica: Cristian Mifsud, Nataniel Kutay, Domenico Buzzone, Lorenzo Zurla, Dario Godano, Angelica Ferraro, Rosalba Piserà, Simana Brettona, Domenico Gentile. “Questa è la terza campagna di ricerca che effettuiamo a Malta nel sito di Tà-Wilga, ha dichiarato Giovanni Distefano, e la novità di quest’anno è che l’equipe di studio sarà formata da un team di ricercatori italo-maltesi e il Museo Regionale di Kamarina avrà il coordinamento scientifico ed organizzativo della Missione. Sarà un vero onore guidare gli scavi nell’isola di Malta alla scoperta dei misteri delle torri rotonde”. Le isole maltesi custodiscono tracce, a volte inspiegabili, del passaggio dell’uomo su queste terre fin dalla preistoria, come i megaliti, i dolmen, risalenti all’età del bronzo, le tombe puniche, le catacombe e i resti di ville romane, e ancora tracce dell’uomo preistorico difficilmente spiegabili, come ad esempio i misteriosi solchi dei carri. Per tre millenni, a partire dal 5200 a.C. circa, l’arcipelago ha ospitato una singolare civiltà che costruiva luoghi di culto. Le prime testimonianze di insediamenti a Malta risalgono al 5200 a.C. ad opera, si pensa, di un popolo proveniente dalla Sicilia, i Sicani. Questa popolazione dette inizio, all’incirca nel 4000 a.C., alla cosiddetta Cultura dei Templi con la costruzione di edifici realizzati con l’impiego di giganteschi blocchi di pietra. Poi intorno al 2400 a.C. di loro scomparve ogni traccia e per 200 anni Malta rimase disabitata fino all’arrivo di nuove popolazioni. Il numero stesso dei siti archeologici presenti sulle isole rende la loro storia un caso a parte rispetto ad altre mete del mediterraneo. I templi di Malta e di Gozo sono considerati i più antichi edifici autoportanti conosciuti dall’uomo. Uno, tra tutti gli altri, è molto caro a Malta: l’Hypogeum, un labirinto di stanze sotterranee usate probabilmente sia come luogo di sepoltura, sia come luogo di culto. I templi dell’isola sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e sono aperti al pubblico. Malta è conosciuta come l’isola fortezza a causa della massiccia presenza nell’arcipelago di opere di architettura militare. Le fortificazioni possono essere divise in due periodi: quelle appartenenti all’era dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni e quelle risalenti al tempo degli inglesi. Queste imponenti vestigia dei passati tempi di guerra delle isole costituiscono un elemento di grande fascino non solo perché sono una grande opera di architettura militare, ma anche perché ricordano un periodo legato alla cavalleria, alle crociate, all’eroismo e alle battaglie leggendarie. Ritornando agli scavi che saranno effettuati, l’equipe di studiosi che farà capo a Kamarina interverrà nel sito di Tà-Wilga per capire la destinazione di queste Torr Rotondei: edifici fortificati, mausolei, punti di osservazione. Ma soprattutto l’equipe di Distefano dovrà affrontare il mistero di chi le ha costruito: “le popolazioni preistoriche, i fenici, i romani… Questo, continua Distefano, è uno degli obiettivi della nostra missione. Ecco perché effettueremo, con i colleghi archeologi che saranno con noi a Malta, dei saggi stratigrafici fino alle fondazioni per datare le fasi costruttive di questi monumenti”. L’equipe dell’archeologo Distefano ha programmato anche lo studio della ceramica e degli altri oggetti rinvenuti negli anni precedenti e ora conservati al Museo di Malta.

 

Pina Mazzaglia

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