di Agnese Maugeri

CATANIA – Il ministro Franceschini ha dato il massimo sostegno e appoggio per la realizzazione di una sede  del Museo Egizio a Catania.  Tanti dubbi e polemiche si sono susseguiti in questi giorni in merito all’apertura, nell’Ex Convento dei Crociferi, in  un’ala vasta mille metri quadri da dedicare ai reperti dell’antico Egitto. La diatriba più accesa è stata quella dei leghisti che si sono schierati contro l’uscita dei cimeli dal Museo di Torino affermando, “se i reperti  verranno trasferiti a Catania scenderemo in piazza per Foto-Attaguile-1-750x400impedirlo”, minacciando un sit-in di protesta davanti al museo.

Per capire meglio questa questione abbiamo intervistato Angelo Attaguile, segretario nazionale di “Noi con Salvini” e coordinatore regionale del partito.

Durante le scorse elezioni la lista “Noi con Salvini” si è avvicinata alla Sicilia, in particolare il vostro intento è quello di portare il modus operandi già funzionale al nord anche qui nell’isola. Eppure recentemente, in occasione della proposta di aprire una nuova filiale del museo Egizio di Torino a Catania, abbiamo letto molte affermazioni forti fatte dai leghisti volte a bloccare ogni tipo di trattativa. Non pensa che tutto ciò sia contraddittorio? Ha sentito i suoi colleghi di Torino, può spiegarci meglio la questione?

«Su questo ho fatto già una dichiarazione, per me è stata strumentalizzata o probabilmente mal utilizzata un’affermazione fatta ad una giornalista del quotidiano catanese che, ha aperto con un articolo in prima pagina come fosse una notizia sensazionale, tanto da tralasciare i vari problemi che ci sono al momento nella nostra terra. Ho parlato con un mio collega di Torino e posso affermare che la Lega non è contro la Sicilia. A Torino sono stati spesi parecchi soldi per il Museo egizio, finanziati dal Comune e dal sindaco Fassino, proprio per allargare gli spazi e collocare centinaia di reperti ancora da esporre. Fassino, invece, affrettatamente ha parlato con il suo amico Bianco dicendogli che avrebbe donato dei reperti a Catania, è stata un’intesa fra i due per favorire un’amicizia. La Dichiarazione fatta dai Leghisti di Torino non era né contro la Sicilia, né contro qualsiasi altra regione si fosse presa quei reperti, era soltanto una precisazione perché dati i soldi spesi per il museo, i cimeli non dovevano essere portati fuori da Torino, tanto in Sicilia quanto in Veneto. I Leghisti criticano la Regione Siciliana quando per esempio, vengono fatti dei provvedimenti sfavorevoli per la nostra terra che hanno condotto l’isola in questa profonda crisi. I loro attacchi non sono mai distruttivi ma sono a sostegno di una programmazione nazionale, che è poi la linea di Matteo Salvini. Quindi, voglio ancora una volta sottolineare che in questo caso singolo del Museo Egizio La Lega, non era contro la Sicilia ma semmai contro il sindaco Fassino, non vi è nessun pregiudizio ne astio con i siciliani».

Da segretario nazionale di Noi con Salvini, ma anche da siciliano, come spera si concluda questa disputa?

«Noi della Lega siamo sempre aperti a un dialogo, non c’è nessuna strumentalizzazione, attuata invece da chi continua a sottolineare che esistano due Italie. “Noi con Salvini “non vuole questa scissione,Schermata-2015-06-12-alle-16.34.59-572x400 presentando infatti, un programma nazionale che unisca nord e sud. Matteo Salvini a metà marzo verrà in Sicilia nella zona del siracusano e ragusano, proprio per affrontare e difendere l’agricoltura siciliana. Come abbiamo letto in questi giorni il governo sta aprendo le porte all’olio tunisino, sacrificando il nostro e proponendo degli innesti così da far diventare l’olio tunisino, un made in Italy. Salvini è stato l’unico deputato europeo a difendere la nostra agricoltura, l’olio italiano e la pesca.  Infatti, ha incontrato anche i pescatori di Palermo che hanno affermato il bisogno di rivolgersi a un uomo del nord per avere giustizia. L’Italia subisce dall’Europa senza porre resistenza, questa comunità europea non fa bene agli italiani e ancor di più ai siciliani. La venuta di Salvini in Sicilia sarà quindi un segno di una nuova politica nazionale da proiettare in campo europeo».

Nelle vostre battaglie vi vediamo spesso affini al movimento cinque stelle più che a Forza Italia, che dovrebbe essere il partito a voi più vicino. Riconosce questa posizione?

«Si è vero. Tante nostre proposte vengono condivise dai Cinque Stelle, ma la differenza è che loro sono un partito apolitico, noi siamo un partito attivo politicamente che vuole sviluppare proteste e proposte impegnandosi sul territorio. Con Forza Italia ci avvicina la posizione politica di centro destra e le tante battaglie fatte in Europa, però non ci ritroviamo in questa Forza Italia rappresentata da Miccichè. Possiamo rispecchiarci in quella che abbia un progetto di rinnovamento non soltanto da un punto di vista politico ma anche dirigenziale e non in questa armata brancaleone che si vuole riproporre alla Sicilia, la stessa che l’ha ampiamente rovinata. Proprio per questo noi alle elezione regionali correremo da soli, con una linea di rinnovamento politico e con il nostro candidato. Avevo proposto Buttafuoco che purtroppo non ha accettato l’invito, ma abbiamo in mente un altro personaggio politico molto importante da candidare come nuovo presidente della Regione, il nostro sarà un piano di azione ed è ciò che occorre oggi in Sicilia».

Agnese Maugeri

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A proposito dell'autore

Agnese Maugeri

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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