MASCALUCIA – Grande serata di musica strumentale al Nuovo Teatro Stabile di Mascalucia con un interessantissimo concerto. Due progetti musicali particolari e audaci hanno unito le loro note per regalare al pubblico qualcosa di unico. Si tratta del duo Paolo Capizzi- Fabrizio Liccardello ( rispettivamente chitarra acustica ed elettrica ) che ha proposto il proprio lavoro discografico “Atlantis” e del progetto Soni Sfardati con Enrico Cassia alla chitarra e Antonio Quinci alla batteria, impeccabili nel dialogo musicale fra di loro in un misto di obbligati e improvvisazione.

10407205_10204620879660038_4728649429173345788_n

Lo spettacolo è stato suddiviso in due set: il primo ha visto come protagonisti il duo Capizzi-Licciardello. I suoni caldi e le accordature aperte della acustica di Capizzi si fondono con eleganza con le melodie liquide della chitarra elettrica di Licciardello che alterna suoni clean bagnati, ricchi di effetti d’ambiente, a distorsioni dalla ottima pasta sonora senza mai andare ad intaccare la bellezza del suonato.La struttura portante dei pezzi è quasi sempre sorretta di Capizzi che esprime una non semplice armonia dal risvolto quasi contrappuntistico. Ad impreziosire e render diverso dalle passate uscite l’intero disco Atlantis è stata la collaborazione con il batterista e percussionista Simone Bruno che ha accompagnato gran parte dei pezzi. Da ricordare, fra quelli eseguiti in questo set, i brani : Clouds, Home Again, Green e la chiusura con la meravigliosa cover di Letter From Home di Pat Metheny.

10391023_10205868265933790_8731635437856602332_nLa successiva esibizione del progetto Soni Sfardati ha lanciato il pubblico in uno scenario onirico. Il dialogo -improvvisato e non- che i due musicisti, Cassia e Quinci, intrattengo sul palco è di altissimo livello. La densità dei suoni è costantemente misurata e di questa misura viene fatto ottimo utilizzo nei voluti sbalzi di dinamica, nel gioco di effetti e per i suoni della batteria. La musica non è di semplice ascolto, si tratta di Jazz modernissimo, forse di quello che ancora qui in Sicilia non ha purtroppo preso tanto piede. Tuttavia il messaggio evocativo è chiaro, come infatti espresso dalla spiegazione che il presentatore dà al pubblico prima del concerto: “si tratterà di una colonna sonora per un film che non c’è.. pensate voi alle immagini”. Dalla natura impressionistica di questa performance emergono le grandi capacità comunicative e creative del duo e la continua ricerca di suond nuovi e freschi a tratti distensivi e consonanti e a tratti volutamente acidi e pungenti. Il concerto si è poi concluso con un brano in guitar-solo di Paolo Capizzi e con la composizione “Chiovi” che ha visto sul palco il duo Soni Sfardati insieme a Fabrizio Licciardello.

Sergio Casabianca

 

Scrivi