Mercoledì 18 marzo, la cantautrice palermitana, Simona Norato presenterà il nuovo album “La Fine del Mondo” con la produzione artistica di Cesare Basile, Candelai di Palermo (via dei candelai, 65 – ore 21.30 Il nuovo album “La Fine del Mondo” da poco uscito per La Fionda con la produzione artistica di Cesare Basile. L’artista sarà accompagnata sul palco da Giuseppe Rizzo (synth – chitarra – sequencer), Carmelo Graceffa (batteria), Stefano India (basso), Jerusa Barros, Ginevra Stracci, Giorgia Alaimo, Marta Cannuscio, Giuseppe Lanno (vocal).L’album è stato anticipato dal videoclip del brano “Esci e divertiti”, disponibile su Youtube, ecco il link:

L’album, che esce per La Fionda, sarà disponibile esclusivamente su www.simonanorato.it: si potrà ascoltare in streaming e scaricare le copie digitali in modo gratuito o con la formula della donazione. Sul sito saranno disponibili anche le copie fisiche al costo di 10,00 euro esclusa la spedizione.

La disponibilità esclusiva sul sito, senza distribuzione digitale o fisica, incarna il manifesto de La Fionda, un consorzio appena nato di musicisti siciliani (Catania/Palermo), fra cui anche Cesare Basile, che si prefigge l’obbiettivo di sperimentare, attraverso un’esperienza diretta di pubblicazione indipendente, un nuovo modello di gestione della ‘macchina’ che sostiene l’artista.

Simona Norato racconta così il suo nuovo lavoro discografico: “Questo disco è il frutto di una scrittura incoercibile, come il reflusso gastrico perpetuo dopo la sbronza. La morte alcolica dell’eroe senza pelle che si rinchiude in casa per paura e per amore dell’uomo, è necessaria. Perché è la fine che precede il principio, non il contrario. Questo disco parla di Rinascita, parla di quella salvezza che proviene dalla scrittura, dal racconto. La bellezza del viaggio che prescinde dal risultato e nutre, qui ed ora. La ricerca di nuovi modelli culturali che cancellino quelli vecchi, ingoiati senza critiche. La rivoluzione allo specchio. Il cambiamento ed il movimento applicati innanzitutto a se stessi, perché lasciarsi non è la fine del mondo”.

Queste le 12 tracce che compongono l’album: “Welcome home”, un brano sulla prima grande guerra che, dopo cent’anni, non è ancora finita; “Scultore”, l’alienazione dell’artista contrapposta al suo bisogno di fidarsi ancora del mondo; “Esci e divertiti” dove si descrive il vero peccato mortale, l’inconsapevolezza; “Betty blu” che racconta l’infanzia che non torna più: rimane però la disobbedienza e il ricordo della timidezza di quegli anni; “La sposa americana”: fedeltà o tradimento, cultura contro natura; “Intervallo”, brano strumentale che sospende il ritmo del disco dentro un capannone del circo equestre; “Mezza mela”, una dichiarazione d’amore domestico in quarantatré secondi; “Vertigine blu”, critica verso quell’industria discografica che non mette più al centro la musica; “Un familiare”: baroni mascherati che banchettano con la carne umana, schadenfreude; “Scimmia” – “grazie per avermi fatto capire cosa non voglio diventare, piuttosto che pianificare il successo della mia apparenza, torno scimmia”: altra critica sui commercianti che tradiscono l’arte per trenta denari ma non si impiccano; “Negli anni 80”, descrizione di “complicatissime questioni di auto amore alternato, inclinazione tipicamente umana”; “La fine del mondo”: manuale per la fine del mondo (una guida apocalittica), “beati coloro che godranno l’eternità di un amore anche dopo l’esplosione del fidanzamento, l’estinzione della coppia”.

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