Nicola Savoca

Solo di due o tre cose sono certo per ciò che riguarda la musica di qualità. La prima è che Raphael Gualazzi, 35 anni, pianista e cantante di Urbino, diventerà un numero uno. La seconda: il giovanissimo cantautore ragusano Lorenzo Vizzini (ha già firmato pezzi per Ornella Vanoni e Laura Pausini) sarà presto una delle firme più conosciute e apprezzate della musica italiana. Ciò di cui son capaci i due ci viene offerto in un pastiche jazz intitolato Mondello Beach e contenuto nell’ultimo album di Gualazzi “Love Life Peace”. Un siciliano d’America – parente alla lontana di Nick La Rocca, l’inventore del jazz (per nessuna ragione al mondo dovete perdervi il docufilm SicilyJass-The World’s first man in jazz diretto da Matteo Cinque), decide di tornare in Sicilia per sposare la propria amata, Carmelina.

Balla Carmelina / tra li ciuri, vasa u santu/ spissu i cosi ‘cciùpriziusiti li trovi ‘o cantu.

L’innamorato è ragusano – come l’amata, immagino – e lo si capisce da come pronuncia “’cciù” anziché “’cchiù”. Resta da capire, però, perché la luna di miele i due debbano trascorrerla a Mondello beach.

Del pioniere del jazz Nick La Rocca, a dire il vero, non c’è traccia nel testo, la musica invece trabocca di musica da jazz band alla New Orleans. E’ tornato Louis Prima,“Oh mammà, zooma zooma baccalà”, m’è venuto da pensare dopo avere ascoltato Mondello Beach per la prima volta e mi rende felice apprendere che l’autore del testo – Lorenzo Vizzini, appunto – abbia immaginato che a cantare la canzone fosse proprio il popolare cantante italoamericano oppure il grande Dean Martin, anch’egli “miricano d’Italia”.

“Cunzatimilulettu”: su quest’abbozzo di frase (a noi siciliani la non “conzata” del letto può essere cagione di annullamento del matrimonio stesso) e, soprattutto, sulla musica del pezzo è stato chiesto a Lorenzo Vizzini di lavorarci sopra.

“E’ stato il mio amico Matteo Buzzanca (produttore del disco di Gualazzi, di origini siciliane.  La frase iniziale è di sicuro farina del suo sacco, ndr.) a chiedermi di scrivere le parole per quella canzone, – spiega Lorenzo Vizzini –la musica m’è piaciuta subito e, come mi capita spesso, in meno di un’ora avevo buttato giù il testo. Ho immaginato che quest’uomo, dopo avere fatto fortuna in America, avesse come suo unico desiderio quello di tornare in Sicilia e sposare la donna che ha sempre amato, la sua Carmelina. Ho scelto io il nome, tipicamente siciliano”.

Gualazzi canta in maniera impeccabile in lingua siciliana e per Mondello Beach pare sia stata “buona la prima”, dopo una verifica chiesta all’orecchio attento di Lorenzo (“…non c’era un accento sbagliato”).

Non ho dubbio alcuno: se qualche Pro Loco mi supporta, vorrei assegnare il premio “A bello cuore sempre” per la sicilianità acquisita a lui, Gualazzi, e a Francesco Bianconi, il frontman dei Baustelle che nel disco di Mario Venuti Il tramonto dell’occidente canta anch’egli in perfetto siciliano il brano Passau a cannalora: “Tu viri r’ansignariti ‘n misteri / ca ‘ccu ‘sti mali frusculi / nun ti pozzumanteniri”.

Oltre alla perla siciliana di cui ci si occupa, il disco di Gualazzi contiene 13 canzoni una diversa dall’altra e una più bella dell’altra. Suonerà familiare L’estate di John Wayne, il brano italiano più ascoltato questa estate, e vi incanterà Buena fortuna, un brano scritto da Pacifico e cantato da Gualazzi insieme con Malika Ayane, in assoluto la voce più bella del panorama musicale italiano. E con il Terzo Mistero di Malika vi ho anche svelato la mia terza certezza.

 


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