Circuito Jazzistico Siciliano. David Murray Infinity Quartet. Sul palco 35 anni di improvvisazione.

Ultima tappa a Catania, per il Circuito Jazzistico Siciliano, del tour isolano del sassofonista tenore americano che presenta l’ultimo album “Be My Monster Love”
12 dicembre, Catania, Teatro Abc (Catania Jazz), h. 21.30, € 22
Il 59enne sassofonista americano David Murray è uno fra gli indiscussi protagonisti della musica improvvisata degli ultimi tre decenni e uno dei più produttivi: durante gli ultimi 35 anni ha pubblicato più di 150 album. L’ultimo, “Be My Monster Love” dello scorso anno, lo sta presentendo in Sicilia grazie al Circuito Jazzistico Siciliano, la rete di organizzazioni concertistiche che vede collaborare i cartelloni di Catania Jazz, Nomos Jazz di Palermo, Nissa Jazz di Caltanissetta e Milazzo Jazz. Dopo Milazzo e Palermo, l’Infinity Quartet di Murray suonerà al Teatro Abc di Catania per l’inaugurazione del cartellone di Catania Jazz.

David Murray

La formazione: David Murray sax tenore e clarinetto basso, Pepe Rivero piano, Reinier Elizarde contrabbasso,
John Betsch batteria.
Dopo essere salito alla ribalta nella scena dei jazz loft, negli Anni 70 a New York, e aver co-fondato il World Saxophone Quartet, il sassofonista di origine californiana ha continuato a creare una vasta ed incredibilmente ampia varietà di musica. Con l’ultimo album “Be My Monster Love” del 2013 ha dato un nuovo nome ed un nuovo repertorio al suo quartetto, ora diventato l’Infinity Quartet . L’album contiene anche due voci degni di nota, Macy Gray, di cui Murray è stato arrangiatore, band leader, musicista e la nuova sensazione del soul/jazz Gregory Porter.
David Murray, uno dei musicisti che rappresenta al meglio l’avanguardia afroamericana, inizialmente erede di uno stile improvvisativo astratto/espressionista fondato negli Anni 60 da sassofonisti quali Albert Ayler ed Archie Shepp, si è poi evoluto in una sorta di tenorsassofonista tradizionale, suonando standard con sezioni ritmiche convenzionali. Tuttavia, le riletture dei vecchi successi da parte di Murray sono ben diverse dalle interpretazioni dei sassofonisti bebop della sua generazione.
Il suono di Murray è profondo, morbido e cupo, con un ampio vibrato, vagamente memore dei sax tenori dell’era swing. Negli Anni 80 Murray si esibiva con il World Saxophone Quartet, con il suo ottetto e con diversi piccoli gruppi, registrando principalmente per l’etichetta italiana Black Saint. Le incisioni del suo ottetto del periodo rivelavano un compositore di talento. L’attività discografica di Murray ha raggiunto livelli incredibili grazie a ben 150 album pubblicati in trentacinque anni di carriera.
Dal vivo Murray incorpora i gesti del free jazz in un suono più pieno e rotondo che attinge dalla tradizione improvvisativa del jazz convenzionale.

Scrivi