Chiara D’Amore

Foto di Mariagrazia Giove

Foto di Mariagrazia Giove

CATANIA – Ci sono artisti da ascoltare appoggiati alla finestra, mentre fuori c’è il sole e magari, in lontananza, il blu del mare a fare da cornice. Artisti che con la loro voce hanno la capacità di portarti in posti lontani, in piccoli luoghi dell’anima che non sapevi di poter visitare rimanendo là, fermo a fissare il panorama fuori da quella finestra. Come la cantautrice pugliese Erika Mou che, dopo aver terminato la sua collaborazione con la Sugar di Caterina Caselli, torna con il suo quarto album “Tienimi il posto”, prodotto da Auand Records e distribuito da Artist First.

Un album che arriva dopo un periodo complesso per la Mou che ha dovuto affrontare un problema alle corde vocali che l’ha costretta per qualche tempo a rimanere lontana dalle scene. E allora “Tienimi il posto” diventa anche l’elaborazione e il superamento di una difficoltà, un nuovo modo di vivere la musica seguendo un percorso di sperimentazione che spazia da atmosfere vintage fino a ritmi più contemporanei, il tutto con la delicatezza che contraddistingue questa raffinata cantautrice. Di recente è uscito anche il singolo “La bugia bianca”, composto per l’omonimo film di Giovanni Virgilio che affronta il tema della guerra in Bosnia e dello stupro etnico attraverso la storia di una ragazza che scopre di essere figlia di una violenza.

  • Erica ha firmato, insieme al compositore Giuliano Fondacaro, la colonna sonora del film “La bugia bianca”, come si trova a lavorare per il cinema?

“Lavorare per il cinema mi piace molto, forse perché quando scrivo una canzone cerco di partire da un’immagine concreta per poi svilupparla. Avevo già lavorato con vari registi, come Rocco Papaleo, Pupi Avati e Roberta Torre, ma questa è stata la prima volta in cui ho composto una canzone appositamente per il film, dopo aver letto il copione. Ho cercato di calarmi dentro l’atmosfera di questa storia e di farmi ispirare da questa bugia, da questo rapporto tra madre e figlia così pieno d’amore e quindi d’errori”.

  • Nel testo lei scrive “se non sai mentire non sai amare”, si può perdonare una bugia se detta per amore?

“Io credo di essere una persona molto sincera, al limite della crudeltà, e questo non è spesso un pregio, perché a volte bisogna dire forse delle piccole bugie per proteggere chi amiamo. La canzone dice prima “Dimmi che tutto andrà sempre per il meglio”, ed è questa la bugia che chiediamo, soprattutto quando le cose non stanno andando bene e vogliamo essere rassicurati”.

  • Dallo scorso 4 settembre è uscito il suo nuovo album “Tienimi il posto”, un lavoro che risente di varie influenze, come lo definirebbe?
Foto di Flavio&Franck

Foto di Flavio&Franck

“E’ un disco intenso perché è pieno di emozioni diverse, tutte molto reali, a cui abbiamo lavorato con grande passione. Racconta due anni molto difficili della mia vita, fatti di scelte drastiche e talvolta sofferte ed è incentrato sul tema della separazione, del cambiamento, del distacco. Nella copertina dell’album realizzata da Paolo Troilo è raffigurata una donna che si lancia da una sedia molto più grande di lei e in questa immagine è racchiuso il significato di questo nuovo lavoro, quello di lasciare una sicurezza, qualcosa di avvolgente, per staccarsi e cercare altro”.

  • Un lavoro improntato sul cambiamento, quanto le sue canzoni l’hanno accompagnata in questa evoluzione?

“Le canzoni capiscono dove stiamo andando prima di noi. Quando si scrive si contatta una parte in qualche modo inconscia, fatta di emozioni a volte sopite e forse è per questo che spesso i miei testi hanno anticipato dei sentimenti, delle scelte e dei bivi che sono arrivati solo in un secondo momento. Penso che chiunque si confronti con qualcosa di artistico riesca a tirare fuori delle emozioni che solitamente riusciamo a capire dopo molto tempo, perché a volte fatichiamo a dirci la verità e capire i nostri sentimenti”.

  • Cos’è per lei la musica?

“La musica è come una nuvola, qualcosa che assume contorni e forme diverse per ciascuno di noi. A volte questa nuvola porta la pioggia, perché è carica di emozioni che ci fanno soffrire, però la pioggia è portatrice di vita. Ecco cos’è la musica, qualcosa che porta la vita”.

  • Il mercato musicale italiano è ormai colmo di proposte musicali provenienti da canali disparati, basti pensare al web e ai talent, com’è cambiata la situazione per i cantautori nel nostro paese?

“Paradossalmente i cantautori oggi sono un po’ più agevolati rispetto a prima perché il mercato è abbastanza saturo e quindi cercare di emergere solo con la propria voce diventa più complicato. La figura dell’interprete è ancora centrale in realtà come ad esempio quella televisiva ma, nell’ambito di una discografia più tradizionale, per un’etichetta può essere importante avere un artista che oltre ad avere una bella voce componga anche i suoi testi, è un valore aggiunto”.

  • Al momento è alle prese con la promozione di questo album che la sta portando in giro per l’Italia, c’è però un sogno per il suo futuro a cui tiene particolarmente?
Foto di Mariagrazia Giove

Foto di Mariagrazia Giove

“Ho sicuramente l’ambizione, e anche un po’ di presunzione, di voler fare questo lavoro per sempre, quindi sono sì presa da questo album e dal tour che partirà a breve, ma sto già pensando a qualche nuova idea. Il disco adesso è uscito e non è più solo mio, è di tutti quelli che vorranno ascoltarlo e quindi una parte di me è proiettata al futuro, a cercare di capire quali nuovi orizzonti esplorare. Ho già qualche idea ma per ora sono solo pensieri, è solo nella fase di scrittura che capisci veramente verso dove sei diretta”.

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