di Lilia Scozzaro

Atmosfere malinconiche, oscure, musica in declino, così come il mondo sembra ormai polverizzarsi fino a svanire. C’è di tutto in questo lavoro dei Laguna. Raccolgono l’immaginario angosciante, e  lasciano  libera interpretazione a chi ascolta, regalando una scossa alle proprie sensazioni.
“Inside Panopticon” l’Album d’esordio di una band Siciliana. I Laguna,  sono 6 musicisti, ognuno con un percorso diverso, che decidono di unirsi e formare insieme una band. Provengono dalla provincia di Trapani: Alcamo, Calatafimi, Castellammare del Golfo.

Toti Castronovo (voce), Gabriele Fontana (basso, testi), Tommaso Lombardo (chitarra), Domenico Messina (chitarra), Gianvito Di Matteo (tastiere) e Gioacchino Fulco (batteria). Le loro ispirazioni sono David Lynch, Angelo Badalamenti, Silent Hill, Akira Yamaoka.  Influenze dal Metal malinconico del Nord Europa e del West America, l’ep è uscito il 27 febbraio 2015, insieme al lyric video del primo singolo estratto, “Aurora”.
Sensazioni ed emozioni, ci si immerge in suoni che destano l’anima.
Tracklist
1. A Dark Lane
2. The Host
3. Aurora
4. Panopticon

L’album è disponibile in versione fisica o digitale, su Spotify, iTunes, Bandcamp, Google Play, Amazon, Deezer e molti altri stores digitali!

10394821_882281971835857_2125312255352026427_nAbbiamo incontrato Gabriele Fontana

Non capita tutti i giorni di avere l’occasione di intervistare una band che sprigiona  un suono Metal melodico. Puntate all’inconscio, un cambiamento dello spirito, della società, quale il vostro obiettivo?

Puntiamo all’intrattenimento. Per la precisione, un intrattenimento che comunichi con l’inconscio. Vogliamo che le nostre canzoni arrivino a scuotere le sensazioni dell’ascoltatore, che lo angoscino, o gli comunichino malinconia, o semplice curiosità. Esattamente come potrebbe fare un buon film, o un buon libro, o un buon videogioco. Cerchiamo l’intrattenimento, che possa emozionare ma anche divertire, mediante sensazioni inquietanti o malinconiche. Una formula incoerente per un mondo sottosopra.

I romantici continuano a trasportare lo sguardo verso il profondo con il mondo esteriore. Cosa mi dite sui testi e copertina del disco?

I testi sono cupe storie in pillole. Utilizziamo una forma ermetica perché non vogliamo che l’ascoltatore abbia un’idea esatta di come stanno andando le cose. Ne lasciamo fuori un pezzo, cosicché egli possa riempire il vuoto con le sue idee. Sulla copertina del disco c’è l’occhio del custode del Panottico, un personaggio della canzone che da il nome all’EP. All’interno del Panottico, un solo custode, grazie alla particolare architetttura di questo edificio, può tenere d’occhio tutte le celle. Potete vedere queste celle e i loro inquilini riflessi sulla pupilla in cover, illustrata da Antonio Cascio ed elaborata da me.

Il vostro album “Inside Panopticon” è stato pubblicato il 27 febbraio. Cosa è successo dopo?

Stiamo raccogliendo i feedback da parte della gente. Il tutto è molto positivo e gratificante. Non nascondiamo che si stanno aprendo degli spiragli su futuri possibili che ci esaltano, ma preferiamo non parlarne finché le cose non prendono una forma concreta.

Un vostro episodio particolare durante le registrazioni dei brani?

La composizione di “A Dark Lane”: sapevamo che serviva un’introduzione, ma non l’avevamo ancora composta. Così è arrivata naturalmente, quasi come se fosse dietro l’angolo e aspettasse di essere raccolta. Composta e registrata in meno di un’ora, è frutto di di precedenti suggestioni e richiama melodicamente (ma in maniera abbastanza celata) un altro brano dell’ep (ma non diremo mai quale!).

Ed io non te lo chiedo. Quanto tempo avete impiegato per confezionarlo e com’ è stato composto?

Per la composizione, un membro del gruppo propone una sua idea e la si elabora tutti insieme, al completo, parallelamente a Gabriele che ne scrive il testo, si decide la struttura e la si lavora finché non assume una forma che soddisfi tutti.
Per confezionarlo abbiamo impiegato nove mesi, una vera gestazione, dovuta soprattutto al fatto che abbiamo affidato il mixaggio al bravissimo Mark Raptor: essendo lui di Torino, le comunicazioni e gli ascolti avvenivano attraverso internet e gli infiniti mezzi che oggi ci offre. Ad ogni modo, ne è valsa davvero la pena, e noi siamo molto grati a Mark… e anche a internet.

Da quanto tempo vi conoscete?

Da molti anni. Siamo sei membri, ma ci conoscevamo tutti perché abbiamo già suonato insieme in diversi progetti, e tuttora abbiamo diverse band parallele, in diverse formazioni incrociate, per suonare in giro e arrotondare economicamente.
Il nucleo storico della band, composto da Tommaso, Gabriele e Gioacchino, è insieme dal 2006.

Qual è il brano che rappresenta al meglio i Laguna?

The Host. La riteniamo il trampolino di lancio per l’album che stiamo attualmente scrivendo. Il seme dal quale nascerà l’albero.

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L’ Album è stato registrato dove?

Tra il “Laguna Studio” di Gioacchino (il nostro batterista) e l’Audia Manent Studio Recording (Santa Ninfa, TP).

Cosa desiderate fare da grandi?

Le rockstar! No, ci accontenteremmo di portare avanti la nostra passione senza ostacoli irrimediabili. Certo non sarebbe affatto male ottenere un’indipendenza economica tale da permetterci di abbandonare le nostre vite professionali e dedicarci completamente alla band.

Ci sarà un tour per questo primo Album?

Ci stiamo lavorando e abbiamo scelto il silenzio stampa, per il momento.

Volete dire qualcosa ai Siciliani?

Sì: credeteci.
Si può fare, basta guardarsi intorno, rimboccarsi le maniche e lavorare sodo.

Lyric video di Aurora:
http://youtu.be/otHFQPGeFh4
Link per lo streaming di “Inside Panopticon”:
https://lagunaband.bandcamp.com/album/inside-panopticon-ep

L.S.

A proposito dell'autore

Generalmente parlo poco della mia persona e dei fatti miei. “ Il pericolo è il mio mestiere “, è il filo conduttore che guida tutta la mia esistenza lavorativa (e non solo). Non ho mai temuto di imbarcarmi in imprese estreme, di svolgere attività rischiose, di avere pericolose responsabilità, e non accontentandomi di un ripetitivo lavoro d’ufficio, ho voluto sempre mettermi alla prova. Dopo aver vissuto una vita davanti al microfono/mixer, e a tutte quelle apparecchiature che occorrono per intrattenere gli ascoltatori di una Radio, eccomi qui, collaboro con un giornale on line “ Sicilia Journal “. E’ stata un’ impresa all’inizio, ed ho cercato di gestire questo mio nuovo compito con calma e molta discrezione. Grazie a Silvia Ventimiglia ed al direttore del giornale Daniele Lo Porto. Buona lettura a tutti!

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