Catania, Ma – Musica Arte, sabato 21 febbraio 2015, dalle h. 22, Per Matrioska arriva Colapesce. Il cantautore siracusano presenta il nuovo disco “Egomostro” A seguire dj set di Renato G.lo, Francesco Samperi, Paolo Mei, Don Baky, Miss Cat-Clap, Erre Mancini.

Matrioska Pop Klub – il contenitore musicale mensile di BoogieCrew che propone un prodotto ibrido e innovativo, basato sul mashup di suoni pop, soul, rock ed elettronici e celebra la cultura pop, italiana e straniera, con suoni, performance, sceneggiature, video e installazioni – ospita, in collaborazione con Rocketta, il live di Colapesce, tra i migliori autori della nuova canzone d’autore in Italia.
La festa continua in sala centrale con il Klub Haus con i dj’s Renato G.lo, Francesco Samperi, Paolo Mei, video-mapping di VjKar; in galleria (sala calibro) con vinile, funk ed elettronica selezioni di Don Baky (Dario Blatta) e Miss Cat-Clap; e in birreria con il djset di Erre Mancini di RadioLab. Matrioska è un progetto di Boogie Crew con la collaborazione di RadioLab, Graffiti, VintageCafè, Nightlab Siracusa.
Colapesce. «Negli ultimi tre anni sono stato in giro con lo Zaino Protonico a raccogliere i ‘mostri’, come i protagonisti di Ghostbusters. Li ho imprigionati dentro il mio hard disk, proprio come un vero acchiappafantasmi, ma a un certo punto ho deciso di liberarli tutti insieme e non è stato per niente facile gestirli».
L’essenza di “Egomostro”, il nuovo disco di Colapesce (al secolo Lorenzo Urciullo), è tutta in queste parole. Il cantautore di Solarino più che un concept, ha realizzato un diario che cerca di riassumere tre anni di vita vissuta attraverso uno specchio deformante. L’album si apre con un’introduzione – “Entra pure” – che vuole essere una sorta di guida all’ascolto e mette subito in chiaro il filo conduttore dell’intero disco. Se con “Un meraviglioso declino” Colapesce cercava di raccontare una storia che partiva dal vissuto quotidiano di una coppia di quasi tren-tenni appena giunti al traguardo della laurea nell’Italia della crisi, qui decide di scavarsi dentro e fare luce su stesso, la sua personalità pubblica e il modo in cui questa ha finito per influenzare anche la sua sfera privata. L’Egomostro con cui Lorenzo è in lotta è il suo personale, ma potrebbe essere quello di chiunque: figlio dell’ansia, dei rapporti sentimentali e familiari, del micro-successo, degli autoscatti pubblicati su Instagram e della necessità di rincorrere una fama quantificabile in centinaia di Like. Siamo passati rapidamente dalla ricerca ossessiva dei quindici minuti di celebrità, per dirla come Andy Warhol, a cercare di essere famosi anche agli occhi delle nostre madri. La società in cui viviamo ci vuole costantemente in vetrina, sempre più esposti e nudi, abituati a rincorrere un pubblico che ci ostiniamo a chiamare “amico” solo per non raccontarci la verità. Colapesce ha visto l’egomostro crescere e diventare enorme, fare a pezzi rapporti che credeva indissolubili per poi rimettere tutto in gioco. Queste dodici canzoni vogliono rappresentare un piccolo atto di resistenza.

Colapesce EgomostroSe “Un meraviglioso declino” era stato il picco di un’esperienza di gruppo quasi decennale cominciata con gli Albanopower, autori nel 2009 di un album che è ancora un piccolo culto per gli appassionati di musica indipendente italiana, con “Egomostro” si riparte quasi da zero, con un approccio alla scrittura nuovo, diverso, e nuovi collaboratori che si affiancano a quelli di sempre. L’album è stato prodotto dallo stesso Colapesce con Mario Conte, musicista e arrangiatore molto apprezzato per i suoi lavori con Meg e nel campo dell’elettronica sperimentale. Lo stesso Conte suona nel disco con una super squadra di musicisti composta, ovviamente, dallo stesso Colapesce, Giuseppe Sindona (storico bassista di Colapesce e in passato anche di Mario Venuti), Alfredo Maddaluno (Fitness Forever, Atari e Meg), Fabio Rondanini (Niccolò Fabi, Afterhours, Calibro 35), Vincenzo Vasi (Vincio Capossela), Alfio Antico, Gaetano Santoro (Aretuska), Benz (Meg, Vinicio Capossela). L’album è stato registrato da Giacomo Fiorenza e Mario Conte, mixato dallo stesso Fiorenza proprio con Lorenzo e Conte e masterizzato da Andrea Suriani. Un lavoro che nasce solitario per diventare collettivo, che non guarda più solo all’Italia e alla tradizione anglosassone ma si sposta in un percorso che parte dalla Sicilia, passa per l’Africa, ma non si ferma mai. Per la copertina, una sorta di rappresentazione pubblica dell’Egomostro, è stata realizzata una statua, alta 30cm, grazie alla tecnologia 3D. Un vero e proprio pezzo unico, alla faccia di photoshop, che serve a conferire all’Egomostro una dimensione reale. Vera. L’album è uscito in formato fisico (compresa un’edizione limitata in vinile rosa numerato) e digitale, il 4 febbraio e sarà accompagnato da un lungo tour che calcherà i maggiori palchi d’Italia e che presenterà i brani di Colapesce, vecchi e nuovi, in una nuova forma.

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