Per il Circuito Jazzistico Siciliano, il piano solo dell’artista scandinavo che presenta i suoi dischi solista “Lost Heroes”e “My History of Jazz”

13 gennaio 2015, Catania, Ma Musica Arte, h. 21.30 (per abbonati Catania Jazz)
14 gennaio 2015, Catania, Ma Musica Arte, h. 21.30, € 12
Iiro Rantala è uno dei più noti pianisti jazz finlandesi, sia nel suo Paese che all’estero. Ha studiato pianoforte nel dipartimento jazz della Sibelius Academy e pianoforte classico alla Manhattan School of Music. Nel suo solo piano rivisita, lui e il pianoforte, e a modo suo, la storia dei suoi eroi del jazz presentando i suoi due dischi da solista “Lost Heroes” e “My History Of Jazz”.

Grazie al Circuito Jazzistico Siciliano, la rete di organizzazioni concertistiche che vede collaborare i cartelloni di Catania Jazz, Nomos Jazz di Palermo, Nissa Jazz di Caltanissetta e Milazzo Jazz, Rantala suonerà il 12 gennaio al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta per Nissa Jazz e il 13 e 14 gennaio al Ma Musica Arte di Catania per Catania Jazz.
In “Lost Heroes”, per la prima volta il pianista finlandese affronta la prova del piano solo e lo fa con grazia e rispetto per i propri eroi ormai scomparsi. I brandi rivelano un musicista dallo swing trascinante e contagioso, che lavora con lo strumento trasformandolo in orchestra e piegandolo a ogni suo volere. Rantala miscela più orizzonti stilistici quali jazz, blues, ragtime, musica colta e i ritratti dei suoi eroi sono tracciati con perizia impeccabile. Tra i brani “Waltz for Bill”, dedicato a Bill Evans, “Can’t get Up” è dedicato a Jaco Pastorius, mentre “Donna Lee” è stata scritta pensando a Art Tatum, “Intermezzo”, in cui il melodismo dell’opera italiana si incontra con elementi bluesy, è dedicata a Luciano Pavarotti.
In “My History of jazz” Rantala offre la sua storia personale della musica, quella che lo ha affascinato da quando aveva 13 anni. “My History of jazz” spazia dalle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach a George Gershwin, Kurt Weill, Duke Ellington, Juan Tizol, Thelonious Monk al sassofonista svedese di cool jazz Lars Gullin, accanto a cinque composizioni originali Rantala. Con “My History of jazz” Rantala si pone a capo di una nuova generazione di pianisti che si sono liberati dal culto del “tutto nuovo” per tornare a costruire l’antica tradizione del jazz di studiare i grandi inventori del genere. Rantala dimostra versatilità senza precedenti, è uno che rompe gli stili e li ricostituisce con una tecnica senza eguali. Rantala vuol dire barocco, ragtime, bebop e swing, la malinconia scandinava, ballate con carattere francese, fusion, smooth jazz liscio e tango.

Scrivi