Chiara D’Amore

11721404_10207141468805362_857999593_n (1)CATANIA – Irriverente, provocatorio e creativo. Luca Trischitta, in arte l’Elfo, è un giovane rapper catanese che in pochi anni è riuscito a imporsi nella scena musicale siciliana grazie alla sua sensibilità artistica e alla sua capacità di creare rime taglienti. Luca inizia a rappare all’età di 17 anni e dà vita ad una crew con l’amico Punch, i “Double Damage”, un sodalizio vincente che egli stesso definisce come “un rapporto particolare grazie al quale riesco a esprimermi ma che nel contempo mi dà la libertà di poter sperimentare altre strade quando ne sento la necessità”. L’Elfo ha già all’attivo due dischi firmati “Double Damage”, un EP e un disco da solista, e di certo non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. Dopo aver partecipato al programma Mtv Spit è da poco uscito il suo nuovo singolo “kalashnikov”, il cui video è firmato dal regista Mattia Rinaldi, che mescola sapientemente polemica e ironia sul sottofondo di un sound moderno e graffiante.

– Luca, ci parli del suo ultimo singolo “kalashnikov”.

“E’ un pezzo moderno, duro, in cui mi esprimo con toni forti in modo tale da far riflettere la gente e farla discutere. Sia il testo che il video sono molto provocatori, perché ho scelto di dar sfogo al mio lato aggressivo poiché penso che la musica sia come la vita, fatta di emozioni contrastanti, quindi se sei innamorato scrivi una canzone d’amore, se sei triste un testo malinconico, se sei arrabbiato scrivi kalashnicov”.

– Il rapper è solitamente polemico, provocatorio, espressione di una cultura metropolitana che nasce dalla strada. Si tratta di un clichè?

“Penso che il rap nasca dalla strada, come espressione di un disagio, quindi non si tratta di un clichè ma dell’anima stessa di questo genere. Credo poi che la situazione italiana sia particolare, perché il rap nasce in America, noi abbiamo importato questa cultura ma in qualche modo non ci appartiene del tutto. Sicuramente il talento non ha nazionalità ma io parto dal presupposto che non arriverò mai a rappare come un americano nella sua lingua. L’italiano è una lingua più complessa e quindi se questo da un lato può essere stimolante dall’altro rappresenta una grande difficoltà di base”.

– Ultimamente c’è stato un grande boom dell’hip hop in Italia con la generale tendenza a una mescolanza con il pop. Pensa che sia un elemento positivo o che questo rischi di snaturare il genere?

“Se è fatto bene non può che essere positivo, mescolare artisti e generi diversi in una canzone può essere un punto di forza. La musica è anche sperimentazione e io ascolto un po’ di tutto, anche prodotti musicali molto distanzi dal rap, quindi non posso che essere a favore”.

– Lei è un campione di freestyle, ritiene che questa sia una dote innata o una capacità che si può apprendere con l’esercizio?

“L’esercizio con il tempo aiuta ad apprendere il meccanismo del freestyle ma nello stesso tempo è una cosa che bisogna avere dentro. Creare rime di senso compiuto in modo rapido ed estemporaneo, incastri, giochi di parole è un’abilità innata che può però essere migliorata poi con la fatica e l’esperienza. Non tutti quelli che comprano una moto possono diventare Valentino Rossi”.

– All’ interno del suo ultimo singolo lei afferma che “stare in Sicilia non è soltanto vacanza”. Cos’altro è?

 Questa è una rima provocatoria  che cerca di sottolineare come la Sicilia, e Catania nello specifico, non è soltanto una meta turistica con un bel mare davanti e il calore della gente a rallegrare l’atmosfera, ma anche un luogo con tanti problemi non ancora affrontati con il giusto coraggio. Fare rap vuol dire anche raccontare la verità e in questo caso ho voluto mettere l’accento sulla povertà e le sue conseguenze. Se vivi la città nelle sue diverse sfaccettature finisci per confrontarti anche con quelle realtà che rappresentano il rovescio della medaglia”.

– Che differenza c’è tra Luca e L’Elfo?

“C’è una grande differenza, perché Luca è la persona e L’elfo è l’artista. Il primo è timido, talvolta insicuro, mentre l’Elfo è l’alterego sicuro di se stesso che va sul palco per far divertire il pubblico. Per il rapper soprattutto è fondamentale nutrirsi di se stessi e della propria arte, si finisce quasi per vivere nel proprio mondo fatto di rime che gli altri non riescono a fare e per questo in molti si sentono quasi dei “superuomini”. Tutto questo può anche crearti problemi con gli altri, nel mio caso L’Elfo  prendeva sicurezza grazie al percorso nel mondo della musica, ma Luca capiva che le persone stavano cominciando a guardarlo diversamente”.

– Progetti futuri?

“A breve uscirà un nuovo disco “Double Damage” prodotto dalla “Shut up Family” e nel frattempo continueremo a comporre musica, chi ci segue non rischierà di certo di annoiarsi”.

Per visualizzare il video “Kalashnikov” cliccate il link https://www.youtube.com/watch?v=KxG8D_WQ-Vw

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