Prosegue il ciclo “Le voci del Natale” 4 gennaio: Kaballà in «Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria», 6 gennaio: I Dioscuri in “Concerto di Natale”

CATANIA – Dopo il grande successo del recital di Peppe Servillo, Ambrogio Sparagna e Mario Incudine, il Teatro Stabile di Catania propone, in rapida successione, gli altri due appuntamenti che completano il ciclo “Le voci del Natale”: domenica 4 gennaio si esibirà Pippo Rinaldi in arte Kaballà, martedì 6 gennaio saliranno alla ribalta I Dioscuri. Entrambi i concerti sono fissati alle ore 21 alla sala Musco.
«Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria» è il titolo della produzione, realizzata dallo stesso Stabile etneo, che vedrà protagonista l’eclettico compositore e cantautore catanese Kaballà, accompagnato dal pianista e fisarmonicista Antonio Vasta. Lo spettacolo è una contaminazione fra note, parole e suggestioni visive, attraverso un mix di canzoni, reading e video, questi ultimi a cura di Sebastiano Gesù.
Nel riproporre le sue canzoni, riarrangiate in modo essenziale e raffinato, sfiorando i confini del jazz e della word music, Kaballà lascerà scorrere su uno schermo immagini di forte impatto, sapientemente montate da Sebastiano Gesù, critico cinematografico e docente di storia del cinema all’Università di Catania, che ha selezionato sequenze tratte dai capolavori di Visconti, dei fratelli Taviani, della coppia Straub e Huillet, o filmati dell’Istituto Luce.
Obiettivo è narrare di una terra, un popolo, un “modus vivendi”, dove la canzone diventa presupposto per un viaggio immaginario sul filo della memoria. Ricordiamo infatti che Pippo Rinaldi vive e lavora a Milano da moltissimi anni. La lontananza dalla Sicilia lo porta a cercare “un ponte di pietra lavica” che lo riporti ai luoghi della memoria. Un fil rouge sempre presente nel corso della sua straordinaria carriera, che lo ha visto collaborare con artisti come Mario Venuti, Eros Ramazzotti, Alessandra Amoroso, Alex Britti, Carmen Consoli, Mietta, Noemi, Anna Oxa, Ron. E ancora gli Avion Travel, Aram Quartet, Matteo Becucci, Brando, Delta V, Josh Groban, Patrizia Laquidara, Marco Mengoni, Nicky Nicolai, Raf, Valerio Scanu, Tazenda.
Anche Placido Domingo lo ha chiamato per il progetto “Amore Infinito”, nato dall’idea di far diventare canzoni le poesie e gli scritti di Karol Wojtila; per l’occasione Kaballà ha composto, tra l’altro, “Canto del sole inesauribile”, brano che Domingo interpreta in uno splendido duetto con Andrea Bocelli.
Al grande pubblico Kaballà è noto anche per le affermazioni delle sue creazioni al Festival di Sanremo con Mario Venuti, ma anche con la canzone “Echi d’infinito”, meravigliosamente interpretata nel 2005 da Antonella Ruggiero, vincendo il primo posto nella categoria “donne”, o con il brano di Nina Zilli, “L’uomo che amava le donne”, che conquista il premio della critica e balza subito in testa alle classifiche radiofoniche e di vendita.
Nel suo personale percorso come cantautore, Kaballà mantiene intatto il suo personalissimo stile degli esordi, fatto di un’interessante miscela di pop, canzone d’autore e sonorità etniche abbinate a testi, spesso, in lingua siciliana, molto curati e intensi e non di rado arricchiti da numerosi riferimenti letterari. Porta così in scena spettacoli in chiave rigorosamente acustica, come questo “Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria”, un modo singolare di coniugare musica colta e popolare, poesia e letteratura, cinema e teatro. Un lavoro che espande i confini del concerto verso altri territori artistici, raccontando – anche per mezzo dell’uso del dialetto – una Sicilia sempre protagonista, prepotente, dolce, aspra e sapiente.

La sera dell’Epifania toccherà a I Dioscuri, nella formazione completa composta da Giovanni Lo Brutto, Eduardo Cicala, Giovanni Gallo, Franco Sodano, Lillo Guarraci, Ciccio Carnabuci, Cristian Falzone, Dario Mantese. L’ensemble propone “Concerto di Natale”, un ambizioso progetto artistico che anni fa il gruppo portò avanti assieme alla prestigiosa cantante siciliana Rosa Balistreri. Rare sono infatti diventate certe rappresentazioni drammatico-musicali della Natività, assai diffuse un tempo. Tratto connotativo di queste forme espressive era il doppio registro stilistico, determinato dal mescolarsi di rapporti folklorici con ascendenze culte, dovute soprattutto a interventi operati dalla Chiesa.
La messa in opera del Concerto di Natale è stata conseguita dopo un attento lavoro di ricerca, sia a livello strumentale, che nella scelta dei brani e delle melodie, tutte strettamente legate alla Natività. I magici suoni della “ciaramedda”, della zampogna, del violino, dei mandolini, portano nel cuore di chi ascolta una sensazione di pace interiore e di armonia, in una atmosfera fatta di colori unici al mondo. Le magiche armonie che gli strumenti tipici riescono ad evocare, saranno sicuramente apprezzate da chi ascolta, e non solo da chi, avanti negli anni, potrà rimembrare quei suoni una volta familiari, ormai insoliti. Quelle note producono in tutti vibrazioni profonde, che contribuiscono a rafforzare quella agognata pace di cui la nostra Sicilia, e tutto il mondo, ha bisogno.

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