ROMA – Otto anni dopo sono tornati a Roma, ed otto anni dopo sembra che il tempo si sia fermato, che non li scalfisca rendendoli vulnerabili al normale, lento incedere dell’età. Per The Rolling Stones, Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts questo non esiste. Forse hanno firmato un patto con il diavolo o forse ci sono altre motivazioni alla base, rimane il fatto che la storica band riesce a trascinare un pubblico di tutte le età per due ore senza soluzione di continuità. Oltre 70 mila gli spettatori presenti al Circo Massimo di Roma, un colpo d’occhio incredibile per un Concerto storico.

Start alle 21.52, quando i Rolling sono entrati sul palco nell’unica data italiana del loro “14 on Fire”. “Ciao Italia, ciao Roma, che bello stare a Roma di nuovo, che bello il Circo Massimo”, le prime parole di Jagger per prendere confidenza con il pubblico italiano, che sa anche come ingraziarselo: “In bocca al lupo per i mondiali, vincerete la World Cup e martedì batterete l’Uruguay 2-1”. Si comincia con Jumpin’ Jack Flash, e sono più i telefonini in aria a riprendere lo spettacolo che altro. E’ tutta un’esplosione di rock e luci, si respira come non mai l’aria dell’evento unico, si sente a pelle. Let’s spend the night together, It’s only rock’n roll, Tumbling Dice, Jagger sembra indemoniato correndo da una parte all’altra del palco senza soluzione di continuità, togliendo e indossando giacche diverse a seconda della canzone e dello stato del sudore, Richards ha l’espressione facciale da vecchia volpe e Wood non smette di fumare sigarette. Watts sembra il più impassibile dei suoi e non smette di tenere alto il ritmo della festa. Prima del concerto, la serata era stata aperta da John Mayer, cantautore e chitarrista, che ha intrattenuto il pubblico con dodici pezzi di ‘Americana’ a 360 gradi ed esibendosi successivamente anche con gli Stones.

La storica band ha unito generazioni di persone per due ore sotto lo stesso cielo, non era difficile trovare minorenni che cantavano ed alzavano le mani al cielo insieme ai tanti coetanei della band, che sembravano più pischelli dei pischelli stessi (per dirla alla romana), così come durante la romantica Streets of Love scandita a ritmo da tutti i presenti. Ma mancava lei, appositamente in coda alla scaletta per salutare degnamente questa festa: (I can’t get no) Satisfaction, il cui riff di chitarra del brano musicale è uno dei più celebri nella storia del rock ( un breve estratto di 2 minuti e 26 secondi alla fine dell’articolo). Infiniti minuti di applausi mentre Jagger salutava i suoi fan, ripetutamente, fin quando non scompare dietro le quinte con la mano destra ancora rivolta al pubblico.

Sarà stato un addio od un arrivederci? Non si sa. Noi, nel dubbio, c’eravamo.


Foto di Fabiana Privitera

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