di Lilia Scozzaro

Mechanical Butterfly, una band siciliana, con l’ultimo nato. E’ un prodotto, registrato interamente nei SiNe Studios di Acireale, di Giancarlo Mangiagli e Dario Laletta “The Irresistible Gravity“.

Nascono nel 2006 dalla collaborazione tra i due chitarristi Alessio Oranges e Dario Laletta, col contributo di Giovanni Valastro ai fiati ed alle tastiere. I due compongono brani di matrice rock con varie contaminazioni musicali, avvalendosi dell’uso di suoni campionati per la programmazione delle parti di batteria e basso. In questo modo viene realizzato il primo EP, esclusivamente strumentale, dal titolo omonimo. Maggio 2008 si giunge all’autoproduzione del secondo EP “Mechanical Butterfly” (copertina realizzata da Gianlorenzo Di Mauro) contenente quattro tracce, che viene recensito da vari siti e riviste (Troublezine, Jabadabadoo, Femmerock, Audiodrome, Soundmagazine, L’Urlo, New L’ink, La Sicilia, Jamendo) e ottiene diversi passaggi FM in radio locali e nazionali (RadioAlzoZero, Radio Universal, Radio Catania, Radio ABC, Radio Etna Espresso, Radio Zammù, Radio Fantastica, Radio CRM – Rock Revolution, Rai Radio1 – DEMO).

Nel marzo 2013 la band entra in sala per le registrazioni del suo primo full-lenght, raggiungendo un livello di impatto sonoro e stilistico ben più definito e coerente rispetto ai lavori precedenti e che, con l’unica chitarra di Alessio Oranges, vede il proprio organico stabilizzatosi in cinque elementi.  Luglio 2014 “The Iressitible Gravity”, album ancora autoprodotto. Abbiamo incontrato Alessio Oranges.

Iniziamo dalla fine, l’’ultima vostra fatica “The Irresistible Gravity”, è stata ascoltata,  molto apprezzata, tutto è posizionato nei punti giusti. Siete in sintonia. Puoi presentarci brevemente i tuoi compagni di viaggio?

Alessio Oranges chitarra, Laura Basile tastiere, Roberto Marano basso, Toti Bella batteria, Francesca Pulvirenti voce. Con questa squadra, dopo due anni di lavoro e uno di registrazioni, riusciamo a dar voce alla nostra espressione più importante fino ad oggi: “The Irresistible Gravity”, primo full-lenght. Ma le sorprese non finiscono qui! Come a non averne avuto abbastanza di stravolgimenti, già alla fine del 2014 ci siamo ritrovati ad introdurre due nuovi elementi che prendono il posto della fin qui dichiarata sezione ritmica: Emanuele Maita e Gioele Gentile, attualmente bassista e batterista della band, con i quali abbiamo già imbastito un nuovo brano, seppur dalle sonorità un tantino più fusion, dal titolo “Cyber City”.

Come potete notare è una storia abbastanza frastagliata la nostra! Ma la metamorfosi è sempre in continuo movimento.

Ma se tutto fosse fluido non ci sarebbe alcun piacere. Dobbiamo sudare per ottenere. “Cyber City “ fresco fresco

Dalle sonorità un tantino più fusion, questo brano è stato appositamente composto per una complilation prodotta da Be-CREATIVE una webzine gratuita che ti tiene informato sulle ultime novità in fatto di opere libere!  https://www.jamendo.com/it/track/1176141/cyber-city-by-mechanical-butterfly

Il suono del vostro nuovo prodotto è ben guarnito, progressive rock, e poi sound sinfonico, celtico, si tinge anche di colori forti, celestiali come quelli sprigionati dal pianoforte di “Emeral Tears”. Ci sono nuove entrate nel vostro gruppo? E  cosa accade tra un foglio, dove alcuni appunti vengono scritti, e la realizzazione di un album?

 

Per un nuovo turnover, da settembre 2014 troviamo al basso Emanuele Maita ed alla batteria
Gioele Gentile.  Non è un processo che si possa spiegare così metodicamente, almeno per quanto riguarda il nostro modo di comporre. Tutto segue un flusso, non privo di intoppi, certo, che nasce solitamente da un’idea di chitarra o tastiera per poi evolversi col contributo di ogni strumento e di ogni personalità all’interno del gruppo; l’estro della sezione ritmica è fondamentale più che mai in questo nostro ultimo lavoro. Forse quella che più sguazza in mezzo a vere e proprie scartoffie è la nostra cantante, che si occupa anche delle liriche: pensate alla classica immagine di fogli pieni di frasi e pensieri buttati giù inizialmente per impulso, tagliati, pasticciati, ancora macinati ed infine riscritti chissà quante volte fino al raggiungimento di una tregua! The Irresistible Gravity non è un concept, così ogni pezzo ha una storia a sè avendo seguito un suo percorso peculiare, dalla stesura dello scheletro al completamento finale, e con tutte le sue mutazioni in itinere. Solo che alla fine, dopo aver lavorato per un anno e mezzo passo dopo passo, brano dopo brano, goccia dopo goccia, ed in realtà vedendo “l’album” più come stuzzicante e bramata idea che come obbiettivo prefissato e tassativo, abbiamo realizzato che, si: queste canzoni stavano proprio bene insieme e, soprattutto, rispecchiavano meravigliosamente fedelmente il moto interiore che ad esse aveva condotto i Mechanical Butterfly, per l’ennesima volta rinnovati in formazione, e che quindi le legava, tutt’oggi le lega e per sempre lo farà. Ebbene, due anni fa, dopo due EP all’attivo e sei anni di musica, passione e non pochi ostacoli in mezzo, stava finalmente prendendo corpo il nostro primo full-length.
È stata e continua ad esserlo, mentre i riscontri dall’esterno non si arrestano, una grande soddisfazione per tutti noi.

 

copertinaTra i brani che compongono l’album, quello che più si distacca, a mio avviso, è “ Suoni dalle stelle”. Un’ apparente serenità che non rivela risvolti dolorosi. Strumentale con suoni elettronici. Qualcosa in più su questo brano?

Con Suoni dalle stelle, psichedelia chitarristica nel segno della piena libertà , apriamo il nostro primo disco full-lenght che ci auguriamo possa essere un viaggio, per l’ascoltatore, denso d’emozioni, per quanto possibile, come lo è stato per noi la sua stesura.

Un tema particolare da voi trattato ed in quale traccia lo possiamo trovare?

“The Alchemist” si sofferma sul tema di un moderno senso d’oppressione che quasi costantemente, in maniera pure fin troppo sonnolenta ed inerte, o peggio ancora accondiscendente e falsamente inerme, avvertiamo e scontiamo sulla nostra pelle, succubi di terzi a tutti i livelli: dai potenti sistemi ai piccoli ingranaggi gerarchici che spesso, troppo spesso, muovono le fila di cose, vite, persone e sistemi come burattinai o, in questo caso, “alchimisti” in libera sperimentazione delle loro malate miscele esplosive di cui poi altri pagheranno lo scotto.

Francesca, cantante, voce preziosa. E la sezione ritmica,  determinante nella vostra musica, musica sempre caratterizzata da una fortissima componente emozionale.  Ci puoi descrivere meglio questo aspetto?

Come accennavamo prima, la sinergia tra basso e batteria gioca un ruolo fondamentale nell’evoluzione di brani come Labyrinth of doors, The Alchemist e Sparks within a downpour (e non solo) dandoci spesso il via per cambi di parti all’interno di uno stesso pezzo ma anche spunti successivamente utilizzabili dal vivo. L’emozione che ci attraversa durante la composizione di un nostro brano è sempre il primo passo, e di conseguenza ciò che intendiamo trasmettere al pubblico ascoltatore: ogni arpeggio di chitarra o fraseggio di tastiera è guidato da un’atmosfera interna che viene esplicitata da ogni membro del gruppo ad ogni membro del gruppo per arricchirsi del contributo di ciascuno e poi infine subire una rielaborazione più tecnica e ragionata che regali al prodotto finale coerenza ed amalgama. In poche parole ciò che s’intende con l’espressione “questo brano suona”! La voce di Francesca è poi uno di quegli elementi caratterizzanti il nostro marchio di fabbrica poichè capace di conferire al nostro progetto un sound ben riconoscibile grazie alla sua forza sia sinuosa che energica all’occorrenza, nonchè gusto nella scelta stilistica mai scontata, e che in maniera intelligente sa imporsi ma pure lasciare spazio a passaggi esclusivamente strumentali altrettanto importanti in un genere come il progressive rock.

MB 2014

 

Un bel rock italiano, progressive rock. Possiamo considerarvi un vanto della scena musicale italiana. Qual è il segreto di tanta autenticità?

Innanzitutto grazie! Be’, una domanda alla quale è difficile rispondere per un artista. Certo è però che nel nostro lavoro non partiamo nè con l’idea di fare qualcosa di originale a tutti i costi, nè di voler stupire con effetti speciali, cosa che anzi, a nostro parere, potrebbe addirittura rivelarsi controproducente ed inficiare la qualità della proposta. Probabilmente non c’è nessun segreto: esiste solo tanta voglia di esprimersi all’interno di un mondo sempre più serrato da canoni standard che “devono” essere rispettati per incontrare un certo target, l’orgoglio di esplicitare quale sia il nostro background musicale dal quale traiamo inevitabilmente ispirazione, e la volontà di essere coerenti con noi stessi e con ciò che ci piace scrivere e suonare. Perchè un prodotto risulti significativo, apprezzato od odiato che sia alla fine, deve innanzitutto soddisfare chi lo compone. Forse è questa la base fondamentale affinchè qualcosa sappia di autentico, come tu dici. Se hai veramente da dire e quel qualcosa viene da dentro si tratta solo di trovare il modo più diretto per te, che non vuol dire in assoluto, per trasmetterlo. Per il resto ci sono così tante variabili in gioco che è pure inutile parlarne! Ma in generale crediamo che le forzature, a prescindere da quali esigenza di mercato derivino e a quali si pieghino, non restituiscano mai piena necessità artistica.

Dove sarà possibile trovare “The Irresistible Gravity”? E sveliamo anche la sorpresa per chi desidera procurarsi l’Album

La Fenice, un bonus track che, nonostante risalga al 2010, abbiamo voluto regalare ai nostri ascoltatori in chiusura d’album, anche perché è sempre stata parecchio apprezzata dal vivo e crediamo ci rappresenti molto nel modo di affrontare tutti quegli ostacoli che inevitabilmente s’interpongono fra un’aspirazione di vita, musicale, sentimentale o lavorativa che sia, e la sua realizzazione.  Una rinascita è sempre possibile,  si deve imparare a cadere, ma anche riprendersi, rinnovando il proprio sguardo nell’ottica di un tempo che non si può mai dire universalmente”giusto”, se non nell’intrinseca necessità del suo avventurarsi. Queste, in breve, e molte altre le sfaccettature alle quali non sta a noi indirizzare alcun orecchio indipendente nel proprio modo di percepire la musica del nostro The Irresistible Gravity.  La nostra metamorfosi è in continuo movimento.

L.S.

 

A proposito dell'autore

Generalmente parlo poco della mia persona e dei fatti miei. “ Il pericolo è il mio mestiere “, è il filo conduttore che guida tutta la mia esistenza lavorativa (e non solo). Non ho mai temuto di imbarcarmi in imprese estreme, di svolgere attività rischiose, di avere pericolose responsabilità, e non accontentandomi di un ripetitivo lavoro d’ufficio, ho voluto sempre mettermi alla prova. Dopo aver vissuto una vita davanti al microfono/mixer, e a tutte quelle apparecchiature che occorrono per intrattenere gli ascoltatori di una Radio, eccomi qui, collaboro con un giornale on line “ Sicilia Journal “. E’ stata un’ impresa all’inizio, ed ho cercato di gestire questo mio nuovo compito con calma e molta discrezione. Grazie a Silvia Ventimiglia ed al direttore del giornale Daniele Lo Porto. Buona lettura a tutti!

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