Ennesima riunione romana senza soluzione concreta per i lavoratori della Myrmex, il laboratorio catanese di ricerca che chiuderà i battenti nel febbraio 2015. Il faccia a faccia tra azienda, Regione Sicilia, Comune di Catania e sindacati si è chiuso con un nulla di fatto che aggiunge altro scoramento per i cassintegrati; fra quattro mesi i lavoratori non potranno contare su alcun ulteriore ammortizzatore sociale.

L’unica novità è la disponibilità del Ministero delle Attività produttive ( dove stamattina si è tenuto l’incontro, presenti per l’azienda l’amministratore delegato GianLuca Calvi e l’avvocato Francesco Andronico, rappresentanti della Cgil e della Uil nazionale, per la Cgil e la Filctem di Catania i segretari Giacomo Rota, Margherita Patti, Giuseppe D’Aquila e Giovanni Romeo, per la Cisal Sebastiano Canarelli, per la Rsu Cgil, Giovanni Cantone, per il Comune, l’assessore Angelo Villari, per la Regione il dirigente Lomeo e l’assessore Bruno Caruso) ad attivare un eventuale “tavolo tecnico” nazionale per la vertenza e un coordinamento di verifica e contrattazione per l’eventuale compravendita dell’azienda, anche a tutela della conservazione dei posti di lavoro. Al momento, però, non esistono imprenditori di respiro internazionale ufficialmente interessati all’acquisto e al rilancio di Myrmex, ma potenziali acquirenti che hanno già visitato il sito.

Per i rappresentanti sindacali, ” ancora una volta i lavoratori tornano da Roma a mani vuote, loro malgrado e nonostante tutte le promesse che si sono accumulate in questi anni da parte delle istituzioni. Mancano pochi mesi alla chiusura del laboratorio ma, nella sostanza, la situazione non cambia e la delusione di chi ha dedicato energia e professionalità alla ricerca è fortissima. Abbiamo chiesto che anche il Ministero faccia la sua parte nella ricerca dei compratori”.

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