Nel dibattito di SoloSicilia si sono alternati toni forti e moderati

Si è inaugurato un nuovo progetto politico siciliano nel suggestivo scenario bizantino della Cappella Bonajuto di Catania. Giuseppe Arena (ex deputato Mpa), Roberto Commercio (ex deputato al parlamento nazionale Mpa), Ruggero Strano (poliziotto-sindacalista degli Autonomi di Polizia) e Armando Glorioso (sindaco di Nissoria) hanno dato vita a un nuovo soggetto autonomista: “SoloSicilia”.

La manifestazione dal tema “L’isola che c’è” ha avvio tra le note della canzone di Checco Zalone Evviva u punti. Giuseppe Arena dopo aver sottolineato che SoloSicilia non è né un movimento né un partito e politicamente è su posizioni sartriane e pertanto non si colloca né a destra né a sinistra né al centro ma è solo per la Sicilia (per Sartre i concetti di destra e sinistra erano delle scatole vuote, ndr), inizia il suo intervento proprio sul ponte. “Il ponte – dice Arena – è importante e prioritario come l’alta velocità e non è un’esigenza secondaria. Erdogan a fine agosto ha inaugurato il terzo ponte sul Bosforo in solo 27 mesi, esistono ponti in Cina, in Giappone, in Danimarca, in Svezia, ad Hong Kong, ci sono ponti ovunque, solo noi per tre chilometri stiamo ad aspettare che avvenga il miracolo ”.

Giuseppe Arena tocca altri tre punti che secondo lui potrebbero essere il volano per far riartirela depressa economia siciliana: “la continuità territoriale (strumento legislativo europeo per le regioni più disagiate, ndr) quasi inesistente in Sicilia che invece in Sardegna garantisce rotte aeree di collegamento con le più importanti città italiane a prezzi scontati; l’apertura di un casinò; l’istituzione di una zona franca (zona extra-doganale) come a Livigno che esenterebbe la Sicilia da alcune imposte come l’iva incentivando il turismo”. “SoloSicilia – soggiunge Arena – si propone di diventare il tarlo della testa vuota e distratta di una classe politica autoreferenziale e distratta che non fa altro che promettere cose che poi non farà mai”.

Roberto Commercio pone invece l’accento sulla mancanza di investimenti: “L’economia deve essere stimolata da investimenti privati e non solo pubblici. Gli investimenti a pioggia come quelli promessi da Renzi sono utili fino a un certo punto, servono invece investimenti distribuiti nel breve e lungo periodo”.

Ruggero Strano, sindacalista di polizia, ha parlato del problema dell’immigrazione di massa “divenuta ormai una piaga per la nostra isola e dell’urgenza di rivisitare il trattato di Dublino che penalizza l’Italia e la Sicilia”.

Armando Glorioso sottolinea il decadimento della politica: “Oggi alla politica manca la mente e il cuore, manca il sogno e la razionalità. La politica si è ridotta a un Sì e un No e anche a livello linguistico si denota la carenza neuronale della politica; vorremmo invece una politica con un grande sistema neuronale come era quello dei padri costituenti”.

“Le disgrazie della Sicilia sono lontane nel tempo – continua Glorioso -, nel 1860 un brigante di nome Garibaldi, mercenario, – il cui nome con quello di Vittorio Emanuele vorrei fosse tolto da tutte le strade dei comuni siciliani ed ho già in corso una proposta nel mio comune – sbarcò a Marsala con i famosi mille. La storia scritta dai vincitori ci ha raccontato che la Sicilia fu liberata dagli oppressori quando invece fu la prima manovra ante litteram renziana con cui l’alta finanza internazionale ci commissariò per la prima volta. Oggi partiamo da queste immagini facendo lo sbarco dei mille all’incontrario: partendo da Catania arriviamo a Marsala liberando la Sicilia dagli oppressori, restituendo ai siciliani il potere di autodeterminare il loro futuro, questo è il succo del nostro pensiero”.

Tra gli ospiti presenze eccellenti come il prof. Maurizio Caserta, Natalina Costa (ex consigliera provinciale Mpa), Pino Aprile autore di romanzi sul meridione come “Terroni” e l’ultima opera “Carnefici” e quindi Mariano Ferro, leader dei forconi.

Mariano Ferro con la sua teatralità ruba la scena riempendo di pathos il suo discorso pro Sicilia. Il leader dei forconi rimarca l’immobilità della politica siciliana rievocando come le proposte fatte al presidente della regione Crocetta sono finite nel nulla: la defiscalizzazione di carburanti, la commercializzazione di sole arance siciliane nell’isola, che fine hanno fatto?”.
Mariano Ferro chiama all’azione i suoi interlocutori piuttosto che al pensiero “Cama’ affari pi farini sentiri – reitera più volte invocando gli attori di SoloSicilia. “Armando, Roberto cama’affari, io sono stanco di pensatoi. È inutile ragionare su cosa dobbiamo fare perché siamo tutti d’accordo. Qui c’è la prospettiva che i grillini vincano le elezioni, che Cancelleri diventi presidente della Regione. Non voglio affidare  il mio futuro e quello di mia figlia ai vari Giarrusso”. Poi pronuncia parole forti sul referendum: “Giorno 4 dicembre c’è un appuntamento – dice Ferro -, con questo appuntamento io credo che qualcuno vuole scrivere nella Costituzione che ha la delega firmata dagli italiani per sottometterli. Se Grillo si fosse messo d’accordo con Bersani la storia d’Italia sarebbe stata diversa, non avremmo Renzi al governo per dire sì a quelle multinazionali che ci hanno ordinato il referendum”.

 Vincenzo Adalberto


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