di Anita Rapisarda

Il Natale è la festa cristiana più importante e più sentita, sia perché ci ricorda la nascita di Gesù, sia perché la famiglia si riunisce come da tradizione. Per celebrare la Novena di Natale, nelle case siciliane, si preparava a Cona, un’icona raffigurante una effige della Sacra Famiglia che veniva posta all’interno delle edicole votive nelle facciate delle abitazioni terrene. La cona si addobbava con rami di carrubo, foglie e frutti di arance, mandarini e limoni, rami di asparagi pungenti, biancospino, e fiocchi di cotone per simulare la neve. In segno di offerta sotto le cone, soprattutto quelle preparate all’interno delle abitazioni, si riponevano cufina piene di arance, mandarini, mele cotogne, fichi secchi, nespole d’inverno dolci preparati in casa ed altro. Il 24 finita la Novena si usa mangiare, come augurio per l’anno successivo, il frutto della cona stessa. Da qui il detto: “Ti mangiasti ‘na cona!”. Altro particolare delle tradizioni natalizie è lo zampognaro detto“u ciarammiddaru e il suono della ciaramedda echeggia nel periodo di Natale, per i vicoli e per le strade, invade le case con la sua melodia dolce e malinconica. Dal 16 al 24 dicembre u ciarammiddaru termina ogni sunata con l’urlo: evviva Gesu Bamminu!”. L’antica arte di questi suonatori viene tramandata con la manifestazione La Zampogna d’Oro, che si svolge ad Erice (TP), evento che coinvolge zampognari che giungono da tutta Italia. Per quanto riguarda i presepi la città in Sicilia che per eccellenza rappresenta in maniera significativa i presepi è Caltagirone, famosa per la ceramica, che ha visto la collaborazione di prestigiose famiglie di artigiani già dal 700 come i Bongiovanni ed i Vaccaro, infatti il più antico è il presepe storico del ‘700 realizzato dai fratelli Vaccaro esposto nella cattedrale di San Giuliano. Caltagirone ogni anno dedica particolare attenzione all’organizzazione delle festività natalizie e, nei fine settimana del periodo dell’avvento, la città è piena di gente giunta da ogni parte della Sicilia, che visitano le varie chiese dove sono esposti i numerosi presepi. A Caltagirone infatti, nel corso degli anni, insieme ai tradizionali presepi artistici antichi, si sono affiancati numerosi presepi moderni. Quest’anno il 18 dicembre è avvenuta l’inaugurazione di “Lux in Tenebris”, il presepe tattile – sensoriale per non vedenti e ipovedenti e del “Bar al buio” promosso dai Musei civici “Luigi Sturzo” in collaborazione con le associazioni di volontariato Ipsar – Paideia e Mac (Movimento apostolico ciechi), è stato allestito all’interno del Museo delle ville storiche caltagironesi e siciliane di Villa Patti. Alla presenza del sindaco Nicola Bonanno, degli assessori Fabrizia Palazzo e Chiara Gulizia, del direttore dei Musei civici Domenico Amoroso e della presidente dell’associazione Ipsar – Paideia, Maria Grazia De Francisci. Il presepe sarà già aperto giovedì 18, venerdì 19 e sabato 20 dicembre, dalle 10,30 alle 14,30 e dalle 16,30 alle 19,30 per le scuole; sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 gennaio dalle 9,30 alle 10,30 e dalle 15,30 alle 18,30 per tutti. Prevista la prenotazione, Offerta per l’ingresso 1 euro. Il presepe nello specifico contempla la Natività, pastori, altri personaggi inseriti in una serie di ambientazioni realizzati con vari materiali, dalla piante aromatiche, al sughero, alle stoffe in grado di esaltare le percezioni tattili e olfattive. I visitatori al massimo tre non vedenti alla volta, saranno accompagnati da un operatore guida, anch’egli non vedente, che favorirà la piena fruizione dell’esperienza. A Longi, in provincia di Messina, i presepi sono accompagnati da canti dialettali natalizi o da suoni di strumenti antichi come la zampogna a chiave. Nel mese di dicembre non c’è niente di meglio che immergersi nell’atmosfera festosa e folcloristica del Natale di Taormina. Spettacoli, concerti, mercatini natalizi ed eventi. Dal 20 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015 la 6° Edizione Cioccolart Sicily , dal 6 dicembre al 6 gennaio il Mercatino di Cioccolart. Sempre a Taormina si terrà XI edizione del Presepe vivente a Trappitello presso parrocchia Sacro Cuore di Gesù. Anche altre città isolane prevedono particolari manifestazioni musicali natalizie come Monreale (Pa) dove svolgono la loro attività gli zampognari richiesti per un periodo natalizio allargato che va dall’Immacolata alla ricorrenza dell’Epifania. Anche a Licata (Ag) gli zampognari sono richiestissimi in tutto il periodo natalizio. Una grossa differenza tra le due città sta nel diverso strumento utilizzato per la ricorrenza: a Monreale si utilizza la zampogna a chiave, poco diffusa in Sicilia, mentre a Licata si utilizza quella di tipo a paio. Nela provincia di Messina a Bordonaro Sivirga, nella piazza principale della città è allestito il pagghiaru, un abete natalizio formato da una pertica di nove metri circa, rivestita di verghe, fogliame ed agrumi, ciambelle e cotone, sulla cui cima vi è una croce alta due metri, anch’essa addobbata con frutta, nastri, ciambelle e forme di pane. Pregiati anche i presepi di Noto che si trovano nella cripta dei Cappuccini e sulla scala di Santa Maria del Monte, quello di Ispica (RG) risalente al XVIII secolo e visibile nella Chiesa della Santissima Annunziata; altri esempi di presepe siciliano si trovano nella cittadina barocca di Scicli, (RG) dove nella Chiesa di San Bartolomeo, ne abbiamo uno dei più antichi ma fortemente danneggiato da un terremoto, o in provincia di Trapani dove sono realizzati soprattutto di finissimo corallo. A Catania esiste un presepe i cui personaggi sono realizzati con una “pastiglia” particolare e rivestiti di pittura resinosa. E’ quello di origine settecentesca di proprietà del barone Scammacca. Altro esempio suggestivo della Natività è rappresentato dal presepe settecentesco, presente ad Acireale costituito da una trentina di personaggi di grandezza naturale che si trova dentro una grotta lavica.

 

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