Anita Rapisarda

 

PATERNO’  – Ritorna dopo sette  anni di assenza il caratteristico e tipico presepe vivente alla Gangia,  un percorso ripreso dalla voglia dei parrocchiani che hanno sostenuto l’iniziativa organizzata e coordinata da Emanuele Gullifa e Gianfranco Romano e dalla parrocchia Santa Maria dell’Alto (l’ex Monastero) che vede come protagonisti i volontari e gli abitanti del quartiere, compresi gli artigiani, con oltre cento figuranti, con il patrocinio del Comune di Paternò, impegnati nel ricreare un’atmosfera di magia, tradizione e fede che si è respirata negli anni ormai lontani. Senza nessun finanziamento pubblico, ma  solo con il piccolo ma essenziale contributo di qualche sponsor privato,  il 26 e 27 dicembre  si è registrata la partecipazione di oltre ottomila spettatori a serata ed il 2 gennaio  il quartiere Gangia ha visto altre migliaia di persone inondare la collina storica di Paternò: lo storico quartiere di ispirazione medievale. Una fila interminabile, che è iniziata a partire dalle ore 17 di ieri pomeriggio per diventare una vera e propria serpentina umana che arrivava fino a piazza Santa Barbara. Un presepe vivente ordinato e composto, realizzato dai giovani della parrocchia Santa Maria dell’Alto. Ordinata e composta anche la fila di centinaia di paternesi e non, che a gruppi da venti o trenta venivano fatti camminare tra vie e vicoli di una Paternò che forse in pochi conoscono. Molti infatti sono stati i giovani che hanno riscoperto la città antica, il vero centro storico. Giovani volenterosi che anche questa volta non hanno fatto mancare il loro apporto ad una iniziativa senza dubbio meritevole di attenzione, e che quando realizzata calamita l’attenzione di tutta la comunità. la parrocchia Santa Maria dell’Alto con il contributo dei catechisti e dei bambini ha rappresentato in chiave biblica la nascita del Cristo utilizzando sempre il Quartiere della Gangia.

 

 

Il presepe vivente della Gangia caratteristico nel suo genere è stata una rappresentazione in parte itinerante poiché i personaggi della natività – Maria sull’asinello trainata da Giuseppe accompagnati dai re Magi e l’angelo Gabriele – sono partiti dalla Chiesa Santa Margherita per arrivare fino al luogo finale del presepe sotto gli occhi curiosi dei presenti predisposti già in fila per entrare in questo quartiere magico che per con le sue piccole viuzze incanta anche lo spettatore più distratto.

 

Il presepe vivente con la sua antichissima tradizione nata dalla creatività e inventiva del grande San Francesco D’assisi che durante la notte di Natale del 1223, a Greccio (in provincia di Rieti, sulla strada che da Stroncone prosegue verso il reatino), Francesco rievocò la nascita di Gesù, organizzando una rappresentazione vivente di quell’evento. Secondo le agiografie, durante la Messa, sarebbe apparso nella culla un bambino in carne ed ossa, che Francesco prese in braccio. Da questo episodio ebbe origine la tradizione del presepe nella notte del 25 dicembre 1223 a Greccio ha ricreato il primo presepe vivente memoria e tradizione storica del nostro patrimonio italiano, infatti da ogni parte d’Italia si possono ammirare i presepi viventi e uno che per anni ha richiamato migliaia e migliaia di persone.

 

Il Presepe vivente di Paternò è stato realizzato grazie alla partecipazione attiva e gratuita della comunità, che ha partecipato attivamente alla stessa. Attraversando il presepe caratteristico si potevano ammirare antichi mestieri ormai quasi del tutto dimenticati tra cui le ricamatrici, che portano avanti tradizioni  ricami pregiatissimi siciliani tra cui il filé, la rete, il chicchirino, il cantù, e l’uncinetto,  le lavandaie, la serenata accompagnata da vecchi serenate siciliane  lavorazioni di marmo con preziosissimi  marmi di alabastro e di Carrara, e di cestini, il pittore dei carretti, l’esposizione di pupi siciliani oltre alla degustazioni di prodotti tipici siciliani tra cui: lupini, ricotta, ceci, marmellata di arance.

 

Caratteristica del presepe è la partecipazione attiva degli spettatori. Con questa iniziativa, la parrocchia spera di sostenere e promuovere il turismo della zona e la stessa città di Paternò che beneficia come attrattiva culturale turistica . Questa rappresentazione non vuole essere una copia dei più famosi presepi viventi, vedi Greccio o in altre parti d’Italia,  ma vuole semplicemente dare un’ impulso a quello che si può definire turismo locale, puntando come sempre alla collaborazione dei residenti per migliorare la rappresentazione.

Le scenografie sono state curate nei minimi dettagli, tutte ambientate dentro le piccole casette, caratteristici costumi interamente cucite dalle sarte della parrocchia. La natività è stata ricreata quasi sotto il castello Normanno dove è stata ricostruita la grotta, dove  Giuseppe e Maria si rifugiano per dare modo a Cristo di nascere.

 

 

 

 

 

 

 

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A proposito dell'autore

Anita Rapisarda

Insegnante di professione, giornalista per vocazione o viceversa. Ancora sto cercando di scoprirlo. Mi sono avvicinata al bellissimo mondo del giornalismo per caso…forse perché ho sempre avuto la passione di scrivere, vedere quel foglio bianco che inizia attraverso la scrittura a prendere colore, ad avere una forma ben definita mi trasmette emozioni infinite… Potrei provare a sintetizzare la mia personale descrizione con una due semplici parole: Curiosa e innovativa. L’essere curiosa è sinonimo di voler sempre scoprire cose nuove, e poter scrivere di eventi, manifestazioni e tutto quello che fa notizia soddisfa la mia infinita curiosità. Innovativa perché penso che il giornale on line è il futuro della nostra società, ed aver avuto la possibilità di collaborare per questo giornale per me è una grande opportunità ma soprattutto un immenso piacere.

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