“Buongiorno a tutti.. la vita è bellissima e sono ancora in debito con lei.. Non sarà una partita saltata o un altro mondiale saltato a farmi cambiare idea!!!” I tre punti esclamativi finali a suggellare la consapevolezza che Buffon, oltre che un campione in campo, è un uomo che conosce i valori della vita e che ha la capacità di essere lucido e ringraziare il destino per quello che finora gli ha riservato. Ma il suo tweet di poche ore fa è più che un campanello d’allarme per la nostra Nazionale e per le condizioni fisiche del portierone azzurro: quel “o un altro mondiale saltato”ci rende consapevoli che il guaio muscolare di Buffon non è poca cosa e che non è poi così scontato un suo recupero per la seconda partita del nostro girone, quella di venerdì 20 giugno contro il Costa Rica. Lo staff medico non si sbottona e continua a ripetere che le condizioni di Gigi sono monitorate costantemente e che un altro esame verrà effettuato dopo il match contro l’Inghilterra tra poche ore.

“Forza grande Sirigu”, le parole di incoraggiamento di Buffon al suo collega che prenderà il suo posto. Adesso Salvatore dovrà cercare di vincere immediatamente l’emozione ed essere all’altezza di sostituire Gigi. Il nostro mondiale non parte certo sotto la buona stella dell’infermeria, visto ci aveva già pensato Mattia De Sciglio a dare forfait. L’assenza del numero 1 azzurro potrà pesare anche a livello psicologico, perché un veterano come lui che incita continuamente i compagni e la retroguardia come fosse un allenatore in campo si farà sentire. Ma soprattutto perché, a detta di tutti, un Buffon in più fa sentire la squadra più sicura. Sirigu non è certamente l’ultimo arrivato, ma uno come Gigi che è al suo quinto mondiale è un Totem, una sorta di garanzia a priori.

Adesso non c’è più tempo per i calcoli, per i se e per i ma. La partita contro gli inglesi diventa già decisiva, indirizzerà il girone, nel bene e nel male. E’ vero che poi ci saranno altri due incontri, ma cominciare con una vittoria, oltre a dare i tre punti, regalerebbe tanto morale per una squadra azzurra che non vince una partita del mondiale dalla storica semifinale di Dortmund nel 2006 quando battemmo 2-0 la Germania. Ripartiamo da qui, da stasera, anche senza Gigi. Siamo sicuri che i suoi incitamenti dalla panchina daranno comunque quel qualcosa in più che solo un mostro sacro come lui può riuscire ad infondere ai suoi compagni.

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