L’Italia che si prepara al Brasile non lascia nulla al caso. Lo staff azzurro, dopo aver attentamente studiato il clima che troverà in Sudamerica e addirittura riprodotto a Coverciano la ‘piccola Manaus’, ha introdotto innovazioni tecnologiche che serviranno anche dopo il mondiale brasiliano. “Per la prima volta abbiamo creato una Applicazione, dedicata esclusivamente ai tecnici, per lo studio e la preparazione della partita, dalla parte tecnica a quella video, coordinata da Prandelli e dal tattico Antonio Gagliardi, con un grande sforzo e un lavoro che servirà per il Mondiale, ma anche per uno studio costante dei giocatori per il periodo successivo – ha detto Demetrio Albertini, Vice Presidente Federale e Presidente del Club Italia – Il tutto per creare, speriamo al più presto, un passaporto biologico del Club Italia: una card che raccolga ogni singolo dato dei giocatori convocati in Nazionale e in proposito  voglio ringraziare lo staff tecnico di mister Prandelli perché ci ha portato a effettuare un lavoro non solo per il presente, ma anche per il futuro del Club Italia”.

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Oltre alla App, sono cambiati anche i campi di allenamento, allineati a quelli degli stadi brasiliani, ricreando in toto l’ambiente che gli azzurri troveranno a Mangaratiba, sede del ritiro brasiliano. Con l’aggiunta di agronomo e chiropratico. “A Coverciano abbiamo rifatto tutti i manti erbosi con la stessa erba di 6 centimetri che troveremo in Brasile – ha proseguito Albertini – ci hanno spiegato che non verrà bagnato il campo come succedeva ad esempio durante l’Europeo. Dunque abbiamo gestito con la presenza di un nostro agronomo in Brasile, anche la situazione del campo che troveremo a Mangaratiba. Abbiamo introdotto le telecamere fisse su ogni campo per monitorare gli allenamenti a livello visivo, creando anche una saletta all’interno degli spogliatoi dove i nostri tecnici si riuniscono e si confrontano, coinvolgendo anche i calciatori. Anche in Brasile, nel ritiro di Mangaratiba, abbiamo riprodotto la stessa situazione. Vogliamo prevedere l’imprevisto; dal momento che sarà un Mondiale molto difficile dal punto di vista della logistica, abbiamo introdotto figure nuove che si occupano della parte fisica, tecnica ed analitica, con l’inserimento del nutrizionista, del chiropratico, di un addetto al recupero degli infortunati in palestra, oltre all’utilizzo, da due anni a questa parte, del Gps”.

Oggi è stato anche il giorno di Gigi Buffon. Il portierone della Nazionale, giunto al quinto mondiale della sua incredibile carriera, rimane con i piedi per terra e vede l’Italia come outsider. “Bisogna riconoscere i valori degli avversari e quando si parla di Brasile, Argentina, Spagna e Germania, inevitabilmente parti un gradino o mezzo gradino sotto. Tra le outsider ci sono l’Italia, la Francia, che ha un potenziale davvero esplosivo, l’Olanda, il Belgio, che non sarebbe più di tanto una sorpresa. Un’africana spesso riesce ad emergere e fare un grande torneo”. Tra le avversarie del nostro girone, teme maggiormente l’Uruguay di Cavani rispetto ai maestri inglesi. “L’Inghilterra è una compagine che è cambiata molto, quasi rivoluzionata e non parte quindi con i favori del pronostico. Ha valori individuali alti, ma sono tante le incognite. L’Uruguay è un’altra squadra che reputo molto affidabile, difficilmente quando c’è da centrare un risultato lo fallisce”.

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