L’1-1 contro il modesto Lussemburgo non ha fatto bene agli scettici ed ai detrattori della nazionale di Cesare Prandelli, che non perdono occasione per gettare benzina sul fuoco e criticare, come d’altronde è prassi in quasi tutte le vigilie di un Mondiale o di un Europeo, salvo poi salire sul carro dei vincitori se le cose vanno bene, come successe nel 2006 e durante l’ottimo campionato Europeo disputato nel 2012 dove l’Italia si arrese soltanto ai fenomeni della Spagna. Purtroppo l’abitudine del nostro Paese è quella di improvvisarsi cittì della nazionale prima dei grandi appuntamenti. Siamo un popolo di santi, navigatori, poeti e di milioni di Commissari Tecnici. In pochi forse sanno che la scarsa brillantezza degli azzurri negli incontri contro Irlanda e Lussemburgo è dovuta ai carichi di lavoro di queste settimane a Coverciano, lavoro mirato a far bene dal 14 giugno a Manaus contro l’Inghilterra, e che le due amichevoli pre mondiali sono soltanto dei test per collaudare assetto tattico e riprendere confidenza con le gare. In pochi forse sanno che Giuseppe Rossi era già stato avvertito sin dai primi di maggio che se non ci sarebbero stati i progressi sperati, Prandelli lo avrebbe lasciato a casa. Così purtroppo è accaduto, ma Prandelli non si è ammattito di botto, nè lui né il suo staff, gli unici in grado di aver potuto decidere una situazione così delicata perché gli unici che lo hanno seguito e monitorato giorno dopo giorno. Non di certo tutti gli altri italiani che giudicano “a sensazione”, per simpatia o per tifo. Piuttosto Rossi prendesse esempio da Romulo, che in lacrime ha chiesto a Prandelli di non essere inserito nel gruppo perché non al 100% della forma fisica e soprattutto per non togliere il posto ad un suo compagno. Chapeau per lui. Ma tant’è.

Per fortuna, la serietà e professionalità di Prandelli, che in questi anni ha ampiamente dimostrato tutta la sua bravura e capacità, vanno oltre le solite critiche da bar, e nel post partita ha tagliato corto: “Il collaudo non è fallito – dice riferendosi alle novità presentate a centrocampo nella partita di ieri sera con il Lussemburgo – abbiamo cercato a tratti le soluzioni che avevamo provato, del resto era una prova che dovevamo fare. Sappiamo anche che non potevamo essere più brillanti, dopo il pesante lavoro dei giorni scorsi. Dobbiamo migliorare, ma partiamo sapendo che possiamo fare un grande Mondiale”.
La mancanza di Montolivo si avverte: ” E’ chiaro – prosegue il cittì – che uno che sta con noi da tanti anni ci manca, ma in questo momento dobbiamo valutare altro, come la posizione di Candreva, e ho visto delle cose interessanti. Balotelli meglio con Cassano? Mario ha avuto due palle gol anche nel primo tempo, con Cassano va bene perché davanti c’é qualità”.
E sul gol preso nei minuti finali, Prandelli dice “abbiamo sbagliato completamente le marcature sul calcio d’ angolo ed é arrivata la rete del Lussemburgo. Se ho bocciato Verratti con quella sostituzione? No, assolutamente: Marco aveva giocato 90 minuti tre giorni fa e qui era giusto provare anche altri”.
Ma la delusione per la mancata vittoria si avverte tra gli Azzurri. “Questo pareggio – sostiene De Sciglio – fa venire il nervoso a tutti, soprattutto per il modo in cui è arrivato e perché il Lussemburgo non ci ha mai messo in difficoltà fino al momento del gol. Il modulo nuovo? Lo stiamo provando da una settimana, ci vuole un po’ di tempo”.
Delusione, ma anche la certezza che in Brasile le cose andranno diversamente. Tutti concordi nel sostenere che il 14 giugno all’esordio contro l’Inghilterra sarà un’altra Italia, a partire da Chiellini: “Dispiace – dichiara il difensore – perché volevano andare in Brasile con una vittoria e con più entusiasmo, ma allo stesso tempo sono convinto che dalla prossima partita, quando si farà sul serio, ricominceremo a fare bene. Del resto la storia dell’Italia è questa da decenni, non fa bene nelle amichevoli e nelle partite che contano ottiene quello che vuole. Questa sera abbiamo giocato 50-60 minuti buoni, poi ci siamo allungati ed è venuta meno la lucidità. Io starei tranquillo, tra dieci giorni ci faremo trovare pronti”.

Per quanto riguarda il Ranking FIFA, l’Italia resta al nono posto in una classifica che vede sempre in testa la Spagna davanti a Germania e Brasile, con i Verdeoro che scavalcano il Portogallo. In quinta e sesta posizione Argentina e Svizzera, che guadagnano due posizioni e precedono Uruguay e Colombia. A completare la top ten alle spalle dell’Italia è l’Inghilterra, avversaria degli Azzurri il prossimo 14 giugno a Manaus nella gara d’esordio della Coppa del Mondo.

Ranking FIFA

1)    Spagna 1485 punti
2)    Germania 1300
3)    Brasile 1242
4)    Portogallo 1189
5)    Argentina 1175
6)    Svizzera 1149
7)    Uruguay 1147
8)    Colombia 1137
9)    Italia 1104
10)  Inghilterra 1090

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