di Alberto Molino

Entusiasmante, vero, sincero il confronto tra Mirko Viola, coordinatore dell’associazione “Città Insieme”, ma soprattutto team leader di “Catania Source”, ed Enzo Bianco, sindaco di Catania. Non c’erano telecamere perché non si è trattato di un talk show televisivo, non era presente, quindi, alcun presentatore o moderatore: da una parte un ragazzo con il desiderio di dire e fare la propria parte in una città asfittica, l’ideatore degli istituti di partecipazione popolare per forme di democrazia diretta con il Comune e le Istituzioni, dall’altra l’avvocato Bianco, con alle spalle anni e anni di politica.

L’ultimo giorno del progetto Catania Source, il 9 giugno 2014, se ne sono stati tutti lì ipnotizzati, al Centro Zo di piazzale Asia presso le Ciminiere, a domandarsi chi fosse il vero rappresentante del popolo, a cercare di capire in quale dei due si rispecchiassero di più. C’erano i partecipanti ai laboratori di cittadinanza attiva, ma ci sono stati anche giornalisti, assessori, fotografi, rappresentanti di categoria e di tante associazioni, pochi (e attivi) cittadini catanesi che però si sono emozionati, agitati, che hanno seguito con sguardo attento ogni parola e gesto del “dialogo” tra Viola e Bianco. Un scambio di vedute breve, ma realistico ed esemplare.

La sala ha percepito la tensione incalzare quando, finalmente, dopo tanti bei discorsi e i soliti linguaggi “burocratichesi” e “politchesi”, al sindaco, in modo diretto e conciso sono state poste da Viola domande scottanti, urgenti, sui problemi della città etnea. Si è parlato dell’apertura e della riconsegna del porto di Catania, o almeno dei 3/4, ai cittadini; della costruzione di una pista ciclabile al lungomare e del suo completamento e ammodernamento senza una destinazione prettamente commerciale; della urgenza e della collocazione di nuovi continui immigrati giunti sul territorio, dello smaltimento dei rifiuti nell’ottica di una città 2.0 con criteri di eco-sostenibilità e riconversione di pari passo con gli standard europei. È vero, poi, che con il primo cittadino si sarebbe potuto parlare di molto altro, emerso nel corso dei workshop (come il problema senza tempo della riqualificazione di San Berillo o dei parcheggiatori abusivi, nonché delle esigue aree di sosta), eppure su ciò di cui si è discusso la novità consisteva nel fatto che Bianco, stavolta, era ben consapevole della “pericolosità e potenzialità” del progetto di Viola. Da ora in poi, infatti, grazie anche alla costruzione di una piattaforma web per dialogare e farsi ascoltare con e dal Comune (http://piattaforma.cataniasource.it/), tutti i catanesi “svegli” saranno in grado di sfruttare le risorse e le competenze apprese durante i seminari (diritto di petizione, d’istanza e di udienza) e, perciò, di spiegarle e insegnarle a loro volta ad altri concittadini per creare proposte partecipative e non più soltanto “sordi lamenti”.

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Sul piano fortemente dialogico, infatti, ne esce sconfitto Bianco, sindaco che adesso insieme ad assessori, impiegati comunali e rappresentanti delle istituzioni, in un’ottica di “conversazione amichevole” con i cittadini e le associazioni, dovrà rispondere alle chiamate più dirette ed efficaci della cittadinanza, che forse – a Viola piace pensare – grazie a Catania Source si è fatta furba e intelligente.

Alberto Molino

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