di Elisa Guccione

CATANIA- Mancano pochi giorni alla XXII edizione de “La Festa della vita”, ideata da Giovanni Zappulla e  promossa dai gruppi Lions Acitrezza Verga, Rotary e Kiwanis insieme all’Accademia delle Belle Arti di Catania e alle testate giornalistiche “Sicilia e Donna” e “SiciliaJournal”, creata in onore di Laura Salafia tragicamente colpita da un proiettile vagante a piazza Dante, mentre usciva dalla facoltà di Lettere e Filosofia. Tanti nomi illustri del mondo del teatro e dello spettacolo sono pronti a prestare il proprio volto e la propria immagine giorno 19 luglio al Banacher per sostenere la nobile causa. Iniziamo, da oggi,  a sentire il parere dei personaggi che hanno creduto sin da subito nel progetto umanitario.998096_10200346963980174_1060144545_n

–         Nellina Laganà non ha mai lesinato la sua presenza in manifestazioni a favore di chi soffre e neanche stavolta si è tirata indietro. Cosa significa oggi fare solidarietà?

«Ho aderito molto volentieri. Questo tipo di eventi sono utili per mantenere vivo il ricordo di ciò che è accaduto e che non dovrebbe più accadere. Credo, però, che la sensibilizzazione debba avvenire attraverso una mobilitazione di massa generale. È fondamentale parlarne, affinchè la nostra società non venga caratterizzata da questo clima di paura che si sta respirando. I giovani oggi non hanno molte speranze. Manifestazioni come queste sono utili per rinnovare la memoria della gente, ma guai fermarsi al singolo momento».

–         La prossima stagione dello Stabile la vedrà protagonista non solo nelle vesti di attrice ma anche di sceneggiatrice con la messa in scena de “La Centona” di Martoglio. Possiamo avere qualche anticipazione?

«Ho messo insieme, secondo me, i migliori pezzi dell’intellettuale belpassese. Verranno rappresentate non solo le sue poesie, da cui deriva il titolo, ma ho voluto rendere omaggio al migliore Martoglio. Le fonti a cui ho attinto per creare l’adattamento sono tutte autorevoli come il carteggio tra Musco e Martoglio curato da Sarah Zappulla Muscarà e alcuni pezzi scritti dal drammaturgo per il giornale D’Artagnan riportati alla luce dal professore Sambataro di Belpasso».

–         Non è la prima volta che questo spettacolo va in scena

«Si ed è stato sempre un successo. È una messa in scena particolare che mi auguro incuriosirà tutti quei giovani che non conoscevano Martoglio e potranno scoprire la storia della nostra città. Hanno provato in molti a copiarlo, ma nessuno è riuscito ad eguagliarlo».

–         Lei è una veterana del teatro parliamo delle famose scuole di recitazione. In questo momento storico servono a qualcosa?

«Sono utili per ottenere una disciplina teatrale, avere un minimo di base culturale e dovrebbero formare attori. È giusto che i giovani non perdano la speranza, ma se pensano di diventare famosi facendo, ad esempio, la Scuola di Recitazione dello Stabile, sbagliano perché è un mestiere caratterizzato da tanta pazienza, coraggio, metodo e  studio. Chi non ha voglia di sacrificarsi è meglio che cambi strada. La crisi è devastante, ma non significa che si debba pensare che sia tutto finito o abbandonare i propri sogni. Si deve lottare, oggi più che mai, per andare avanti e non sempre ci si riesce».

Elisa Guccione

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