NICOLOSI – Amici, parenti, conoscenti e non, un’intera città in il lutto insomma nel giorno dell’ultimo saluto a Giordana Di Stefano, la giovane mamma 20enne massacrata a coltellate mercoledì scorso all’interno della sua auto in via Monpeluso. Uccisa dal suo ex compagno e padre della sua bambina di 4 anni: il reo confesso belpassese di 25 anni, Luca Priolo.
Un bagno di folla ad accogliere oggi pomeriggio, tra applausi, fiori e lacrime, la salma di Giordana per i funerali che si sono celebrati nella Chiesa Madre. Durante l’omelia padre Nino Nicolosi ha condannato i gesti di chi cerca di farsi giustizia da solo.
Intanto per Luca Priolo stamane si è svolta l’udienza di convalida fermo. Il 25enne ha nuovamente confessato d’essere l’autore del crimine: davanti al Gip ha nuovamente dichiarato di essere stato in preda ad un raptus poiché la 20enne non voleva ritirare la denuncia per stalking e che quel coltello non lo aveva portato con se perché aveva premeditato di ucciderla. Il giudice alla fine ha deciso di convalidare lo stato di fermo e disponendo inoltre la custodia cautelare in carcere. Adesso gli atti saranno trasmessi a Catania poiché il giudice milanese si è dichiarato incompetente per il territorio. Il ragazzo, accusato di omicidio volontario aggravato (e sul quale pendeva già una denuncia per stalking presentata dalla stessa Giordana nel 2013 e che costituisce un’aggravante), dovrebbe poi essere trasferito nel carcere del capoluogo etneo.
E dopo l’esame autoptico effettuato sul corpo di Giordana Di Stefano, ieri dal medico legale Giuseppe Ragazzi, emerge l’efferatezza del crimine. 41 le coltellate inflitte al busto ed al volto che hanno decretato la fine della sua giovane vita tra le 2 e le 3.30 della mattina.

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