di Antonella Agata Di Gregorio

NICOLOSI – Dal primo di ottobre il Museo Vulcanologico dell’Etna di Nicolosi, fondato nel maggio 2003 e sito in via Cesare Battisti n.28, negli storici locali che un tempo furono l’abitazione del celebre vulcanologo Mario Gemmellaro (1773-1839), è chiuso per inventario, come reca un foglio di carta affisso sulla tabella degli orari d’ingresso.
Su questa temporanea chiusura al pubblico da diversi giorni ormai si susseguono delle insistenti voci, circa una presunta chiusura mascherata dal cartello per non destare sospetti. Nessuna comunicazione ufficiale in merito all’inventario da parte dell’ente propravviso inventarioietario del Museo, ovvero la Provincia di Catania. Incuriositi dal caso e nel rispetto della tutela dei diritti dell’utenza, a cui non è stato in alcun modo comunicata nessuna informazione circa il lasso di tempo in cui la struttura rimarrà chiusa, consapevoli dell’importanza rivestita da questa realtà museale per l’intero comprensorio etneo, nonché per la Porta dell’Etna (anche se coscienti del basso numero di presenze registrate negli ultimi tempi) siamo andati ad intervistare il sindaco di Nicolosi,  Antonino Borzì.

– Ormai da giorni il Museo Vulcanologico dell’Etna è chiuso al pubblico per inventario. La Provincia di Catania ha    comunicato qualche informazione in merito? Potrebbe illustrarci qual é la reale situazione della struttura?
“La Provincia sta inventariando tutto il materiale che si trova all’interno della struttura. Qualche mese fa il commissario mi ha chiamato per comunicarmi la sua decisione di dismettere l’affitto dei locali. Ho chiesto di soprassedere alla decisione per tre/quattro mesi,  in modo da poter garantire l’apertura estiva della struttura. Contemporaneamente si è avviato un confronto con l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e con la società proprietaria dell’immobile per trovare una soluzione e garantire a lungo termine l’apertura della struttura. Infine, si è trovato un modo per risolvere il problema: la Provincia sta inventariando i beni del Museo perché li concederà in comodato d’uso gratuito all’INGV all’interno della stessa struttura, la quale verrà gestita in una forma di pubblico-privato con il proprietario dell’immobile, il quale avrà la possibilità all’interno di realizzare un bookshop etc. Si intende eliminare il costo dell’ingresso alla struttura. Inoltre, l’INGV, il Comune di Nicolosi, il Parco dell’Etna ed il proprietario dell’immobile hanno presentato un progetto al Miur, in relazione ad un bando di qualche mese fa, per realizzare nella stessa struttura un museo digitale, con la presenza anche di realtà virtuali. Dunque, è un progetto in itinere: il Museo non chiude ed entro la metà di novembre dovrebbe riaprire con una nuova gestione”.

– Secondo Lei, la decisione sindacodella Provincia è stata dettata unicamente dal registrato calo di presenze?
“La decisione più che legata al calo di presenze è dettata dalla necessità di ridimensionare i costi d’affitto. Infatti, quest’operazione non riguarda solo il Museo di Nicolosi ma anche diverse altre strutture, sia scolastiche che museali”.

– Quali sono i vantaggi che questa nuova gestione può apportare al Museo?
“Negli ultimi tempi, le condizioni del Museo hanno determinato un forte calo di presenze: dalla sua fondazione non è mai stato aggiornato, rivisto ed è stato poco pubblicizzato; inoltre, tutte le descrizioni erano soltanto in lingua italiana, presentando un enorme limite per i visitatori stranieri. L’INGV vuole adeguare il Museo proprio per l’importanza che riveste nel nostro territorio, in linea con le nuove tendenze turistiche. Ritengo che la nuova gestione privata associata all’INGV possa solo apportare delle migliorie alla struttura, per esempio garantendo degli orari di apertura consoni al flusso dei visitatori. Questa soluzione si sta attuando anche per il nostro Museo della civiltà contadina: a breve verrà redatto un bando per la gestione privata della struttura, per migliorare la fruizione culturale della realtà”.

– In questa nuova gestione, quale sarà il ruolo svolto dal Comune di Nicolosi?
“Il ruolo del Comune sarà quello di supervisore: stabilirà gli orari di apertura e si impegnerà a promuoverlo anche con l’organizzazione di iniziative culturali”.

Antonella Agata Di Gregorio

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