NICOLOSI – È stato cercato dai Carabinieri per gran parte della giornata di ieri, poi rintracciato e fermato alla stazione centrale di Milano da dove intendeva probabilmente prendere un treno per fuggire all’estero: Antonio Luca Priolo il 25enne, reo confesso, sospettato sin dal momento in cui è stata rinvenuta cadavere (ieri mattina) nella sua auto parcheggiata in via Monpeluso a Nicolosi, barbaramente accoltellata, Giordana Di Stefano. Sua ex compagna con la quale ha avuto una figlia. A far concentrare i sospetti su di lui una denuncia effettuata dalla vittima, per stalking nel 2013 (e per la quale ieri era in programma la prima udienza).
Nella stessa serata di ieri è stato sottoposto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, collaborati dalla Sezione Anticrimine di Catania e dal Comando Provinciale di Milano, a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, per il reato di omicidio e si trova adesso nel carcere di San Vittore a Milano.

“Ha reso piena confessione e si è chiesta la convalida del fermo – ha dichiarato oggi in conferenza stampa il Procuratore di Catania Michelangelo Patanè -. Adesso bisogna attendere l’interrogatorio per saperne di più del movente, certi che l’argomento su cui tutto si centra è la querela per stalking ed il processo in corso che è stata rinviata”.

Sulla scena del crimine sono intervenuti i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Catania che, unitamente al medico legale, hanno effettuato il sopralluogo. La donna, riversa sui sedili anteriori, presentava numerose ferite al petto da arma da taglio. Era chiaro quindi che aveva avuto una colluttazione all’interno dell’autovettura con una persona che poi si era data alla fuga. Le indagini avviate dai Carabinieri del reparto Operativo e della Compagnia di Paternò hanno consentito di verificare che la ragazza aveva presentato la denuncia nel 2013 per stalking e questo aveva indirizzato – per l’appunto – i sospetti su Priolo che intanto si era reso irreperibile.
Gli investigatori hanno così cominciato ad interrogare una serie di testimoni o persone che potessero riferire notizie utili sulla vita della ragazza e su come potesse avere trascorso la serata precedente.
Le indagini hanno consentito di comprendere che Giordana Di Stefano aveva visto, la sera precedente, proprio il suo ex convivente con il quale aveva avuto una discussione, connessa alla denuncia e durante la quale l’uomo aveva avuto un vero e proprio raptus che lo aveva portato a colpire la donna al petto, più volte, tante, con un coltello per poi fuggire.

“Certo è –  Ha affermato il Procuratore catanese- che il ragazzo si è presentato all’appuntamento con la ragazza che diceva di amare con un coltello”

Poi la tentata fuga a bordo di una Chrysler Spark, ritrovata presso la Stazione ferroviaria di Messina. L’analisi delle utenze telefoniche e delle celle di aggancio hanno permesso di comprendere che stesse scappando verso nord e che probabilmente aveva intenzione di prendere un treno per la Svizzera. Localizzato e fermato dai Carabinieri è stato accompagnato presso il Comando Provinciale di Milano dove ha reso, prima davanti ai militari e poi al magistrato, piena confessione compatibile con le acquisizioni investigative fino a quel momento raccolte. “Si sono stato io”, Luca Priolo ha confessato l’orrore da lui commesso.

“Il Consiglio che è d’obbligo dare alle donne è quello di evitare di incontrare questi uomini in luoghi isolati  e soprattutto di incontrarli da sole, perché se quest’incontro fosse avvenuto in un luogo pubblico ed in presenza di altre persone a questa tragica fine non si sarebbe giunti”. Così ha concluso il Procuratore Michelangelo Patanè e confermando che l’autopsia sul corpo di Giordana Di Stefano sarà effettuata domani.

Insomma un consiglio importante che il Procuratore ha ricordato per l’ennesima volta a tutte quelle donne che vivono episodi di stalking. A tutte quelle donne che troppo spesso pensano di poter cambiare il proprio “uomo”,  quasi sempre senza successo. A tutte quelle donne che rimangono, magari per la presenza di figli o per paura, accanto ad “uomini” che potrebbero però rivelarsi un giorno o l’altro ipropri aguzzini. E queste purtroppo sono oramai  quotidiane pagine di cronaca: locale, regionale, italiana, mondiale.

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